{"id":101,"date":"2013-01-16T10:05:36","date_gmt":"2013-01-16T09:05:36","guid":{"rendered":"http:\/\/maculae.wordpress.com\/?p=101"},"modified":"2013-01-16T10:05:36","modified_gmt":"2013-01-16T09:05:36","slug":"il-vuoto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2013\/01\/16\/il-vuoto\/","title":{"rendered":"Il vuoto"},"content":{"rendered":"<p>Quando ci siamo in mezzo, quando ne siamo subdolamente ma prepotentemente risucchiati, non che non ce ne accorgiamo del \u201cvuoto\u201d, non che non ne sentiamo il peso e l\u2019oppressione. Ma mezzo anestetizzati dal tumulto quotidiano, mezzo imbambolati, di fatto mezzo rincoglioniti, procediamo come per inerzia, con il pilota automatico. Come amavi dire un tempo, \u201csenza dolore o grande soddisfazione \/ fra un biascichio di noia \/ in cerca di serenit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Ma nel momento in cui riusciamo a venirne fuori, se siamo sufficientemente fortunati o caparbi o sconsiderati o se qualche episodio traumatico ci ritrascina a forza alla realt\u00e0, torniamo anche ad aprire gli occhi e allora tutto ci appare sotto una luce nuova. E forte \u00e8 lo stupore per come sia stato possibile trascinarsi tanto a lungo in quella infida e umiliante condizione, per il troppo tempo che\u00a0ci si \u00e8 lasciati scivolare addosso la vita con estrema indolenza, in preda a un sordo malessere.<\/p>\n<blockquote><p><em>[&#8230;] Mi piacerebbe molto dire che non ricordo neanche i mesi successivi, gli anni successivi, tutto quel tempo tra le due lettere di Katharina, ma una cosa del genere la dici in fretta, e solo dopo averci pensato per un attimo ti ricordi di molte cose e io ovviamente mi ricordavo in particolare di molte cose e mi ricordo ancora che ho lavorato, mi ricordo ancora i nomi e le storie delle malattie, mi ricordo ancora di alcune voci provenienti dalla sala d\u2019aspetto e della festa d\u2019estate e dell\u2019esibizione del coro misto, canzoni dei Beatles, a pi\u00f9 voci, anche di questo mi ricordo ancora. [&#8230;]<\/em><br \/>\n<em> Questo \u00e8 chiaramente meglio di niente, e durante quel periodo non avevo neanche la sensazione che non fosse niente, che niente si fissasse, mi ricordo anche di questo, ma adesso quegli anni sembravano a un tratto terminati, adesso sono gli anni tra le lettere di Katharina, e improvvisamente sono solo un vuoto. E ovviamente ho pensato spesso a Katharina e Konrad, ovviamente le cose e i luoghi sono popolati da loro, \u00e8 inevitabile, e all\u2019inizio per un attimo hai un sussulto, ma poi quel sussulto cessa, perch\u00e9 ti ci abitui, perch\u00e9 la vita va avanti e un vuoto si vede bene solo da fuori.<\/em><br \/>\n<em> Lo stupore comincia pi\u00f9 tardi, e ti stupisci di come velocemente ti rassegni comunque alle circostanze, che non sarebbero mai dovute diventare tali, al massimo fasi, episodi, time out e adesso sulla spiaggia, qui dopo questi giorni, niente appare pi\u00f9 sconcertante che avere aspettato cos\u00ec a lungo, perch\u00e9 da fuori ogni vuoto sembra superfluo. [&#8230;]<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/www.vogue.it\/uomo-vogue\/people\/2012\/10\/tilman-rammstedt\" target=\"_blank\">Tilman Rammstedt<\/a>, <em><a href=\"http:\/\/www.delvecchioeditore.com\/libro\/cartaceo\/72\/a-portata-di-mano\" target=\"_blank\">A portata di mano<\/a><\/em>, traduzione di Carolina D\u2019Alessandro, Del Vecchio Editore, Roma 2012, pp. 36-37.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando ci siamo in mezzo, quando ne siamo subdolamente ma prepotentemente risucchiati, non che non ce ne accorgiamo del \u201cvuoto\u201d, non che non ne sentiamo il peso e l\u2019oppressione. Ma mezzo anestetizzati dal tumulto quotidiano, mezzo imbambolati, di fatto mezzo rincoglioniti, procediamo come per inerzia, con il pilota automatico. Come amavi dire un tempo, \u201csenza dolore o grande soddisfazione \/ fra un biascichio di noia \/ in cerca di serenit\u00e0\u201d. 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