{"id":264,"date":"2013-04-08T11:07:58","date_gmt":"2013-04-08T09:07:58","guid":{"rendered":"http:\/\/maculae.wordpress.com\/?p=264"},"modified":"2013-04-08T11:07:58","modified_gmt":"2013-04-08T09:07:58","slug":"alle-origini-della-nostra-identita-irrisolta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2013\/04\/08\/alle-origini-della-nostra-identita-irrisolta\/","title":{"rendered":"Alle origini della nostra identit\u00e0 irrisolta"},"content":{"rendered":"<p>Volete provare a capire davvero l\u2019Italia? Percorretene la spina dorsale, andate fra gli Appennini: marginali, forse, ma i veri custodi della nostra anima pi\u00f9 profonda \u2013 spesso, anche la pi\u00f9 ripudiata e tradita, ma non per questo meno resistente e pronta a riemergere nel momento del bisogno.<\/p>\n<blockquote><p><em>[\u2026] \u00c8 scandaloso quanto poco si nomini l\u2019Appennino. Nei titoli dei giornali compare cinque volte meno rispetto alle Alpi. Della catena dominante si parla continuamente: convegni sulla transumanza degli orsi, sulle regioni a statuto speciale, i dialetti occitani, il postfordismo del Nordovest pedemontano, la biodiversit\u00e0 nelle Orobiche e i fiumi del Bellunese. Non parliamo dell\u2019Alto Adige e dei suoi maledetti gerani ai balconi. Una pestilenza. Eppure, le Alpi sono solo la cornice esterna del paese. Gli Appennini invece ne sono l\u2019anima, lo stomaco, la colonna vertebrale. E sono lunghi quasi il doppio. Senza di loro, la patria si affloscerebbe come uno Zeppelin senza gas nella pancia.<\/em><br \/>\n<em> C\u2019\u00e8, forse, che le Alpi sono diventate sentinelle della fede ai tempi del Concilio di Trento contro Lutero e guardiane della nazione alla vigilia della Grande guerra. Gli Appennini, invece, non si sono fatti mai reclutare militarmente dagli stati maggiori. Semmai, sono stati nido di resistenze. O meglio lo sono sempre rimasti, dal tempo dei Sanniti, schiacciati per secoli da Roma. Gli Appennini non si sono fatti riempire di ossari, sacrari e campanili-sentinella. Forse, sono semplicemente rimasti ci\u00f2 che erano anche le Alpi prima che la patria chiamasse. Un universo anarchico, defilato e solidale, custode di diversit\u00e0 mirabolanti. [\u2026]<\/em><br \/>\n<em> \u00c8 come se qualcuno avesse paura di quelle montagne, temesse il risveglio dei Sanniti, degli Apuani o dei misteriosi Etruschi. O forse \u00e8 la nostra anima cattolica, che dopo secoli teme ancora un confronto con le Sibille, o un incontro con i vecchi d\u00e8i \u2013 fauni, centauri, Naiadi \u2013 in esilio nelle foreste o nelle fiumare del Centro-Sud. Forse c\u2019\u00e8 qualcosa di non risolto, nell\u2019identit\u00e0 d\u2019Italia.<\/em><br \/>\n<em> Attento, mi hanno detto, gli Appennini sono come la ribollita. C\u2019\u00e8 dentro di tutto e rischi di perderti, di spezzare l\u2019andatura nella ricerca dei singoli ingredienti dell\u2019italico minestrone che invece va mangiato tutto insieme. E allora, per non smarrirti, non hai scelta: devi seguire i gangli della spina dorsale, non perdere di vista quei becchi inconfondibili chiamati \u201cPen\u201d che migliaia di anni fa hanno dato il nome al tutto e ancora oggi danno il senso al tuo andare. Monte P\u00e8nice, Penna, Pennino, Penne, Pennabilli, Pescopennataro. Li trovi dalla Liguria al Molise. Sono le boe di una regata transoceanica, i paletti di un favoloso slalom gigante. Luoghi sacri di cui \u00e8 rimasto solo il nome celtico e quel brivido che immancabilmente ti prende in cima, dove \u2013 mentre guardi senza fiato l\u2019intero universo \u2013 una voce ti tenta dicendoti: \u201cEcco, un giorno tutto questo sar\u00e0 tuo\u201d. [\u2026]<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paolo_Rumiz\" target=\"_blank\">Paolo Rumiz<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788807722851\/rumiz-paolo\/leggenda-dei-monti.html\" target=\"_blank\"><i>La leggenda dei monti naviganti<\/i><\/a>, Feltrinelli, Milano 2011, pp. 187-189.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Volete provare a capire davvero l\u2019Italia? Percorretene la spina dorsale, andate fra gli Appennini: marginali, forse, ma i veri custodi della nostra anima pi\u00f9 profonda \u2013 spesso, anche la pi\u00f9 ripudiata e tradita, ma non per questo meno resistente e pronta a riemergere nel momento del bisogno. [\u2026] \u00c8 scandaloso quanto poco si nomini l\u2019Appennino. Nei titoli dei giornali compare cinque volte meno rispetto alle Alpi. 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