{"id":2820,"date":"2015-03-21T11:16:02","date_gmt":"2015-03-21T10:16:02","guid":{"rendered":"http:\/\/nazzarenomataldi.com\/?p=2820"},"modified":"2015-03-21T11:16:02","modified_gmt":"2015-03-21T10:16:02","slug":"sulla-poesia-e-i-poeti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2015\/03\/21\/sulla-poesia-e-i-poeti\/","title":{"rendered":"Sulla poesia e i poeti"},"content":{"rendered":"<p>[Nella <a href=\"http:\/\/www.un.org\/fr\/events\/poetryday\/\" target=\"_blank\">giornata mondiale della poesia<\/a> che si celebra il primo giorno di primavera, la riproposizione di due assaggi di traduzione da un libro del 1998 della scrittrice catalana <a href=\"http:\/\/www.nuriaamat.com\/\" target=\"_blank\">Nuria Amat<\/a>.]<\/p>\n<blockquote><p><em>Simone Weil, sorta di istitutrice mistica delle lettere, una volta disse, a ragion veduta: \u00abIl popolo ha bisogno della poesia come del pane\u00bb. Prima e dopo di lei, alcuni scrittori, i pi\u00f9 credenti, conservano, nell\u2019angolo pi\u00f9 felice del loro disincanto, la stessa fede, inutile, nella poesia, anche se rovesciano senza rimedio la frase della Weil: perch\u00e9 il popolo, o, se si vuole, l\u2019individuo, non ha pi\u00f9 bisogno della poesia come del pane? E perch\u00e9 nemmeno come un dolce?<\/em><\/p>\n<p><em>La scrittrice Ingeborg Bachmann [\u2026] rispondeva alla Weil: \u00abPoesia come pane? Un pane che dovrebbe stridere tra i denti come sabbia, e risvegliare la fame piuttosto che placarla. Una poesia che dovr\u00e0 essere affilata di conoscenza e amara di nostalgia se vorr\u00e0 scuotere l\u2019uomo dal suo sonno\u00bb. (1)<\/em><\/p>\n<p><em>Il poeta \u00e8 il pazzo pi\u00f9 pericoloso della storia. Si siede a scrivere pensando che si possa cambiare il mondo con una poesia. E naturalmente questo \u00e8 impossibile. Non c\u2019\u00e8 sogno pi\u00f9 folle che cambiare il mondo con un verso. Eppure, questa \u00e8 la condizione del verso. Un sogno impossibile su un mondo possibile o un paradiso sventurato. Come un trovatore rivolgeva la sua inquietudine alle stelle, cos\u00ec il poeta di oggi sussurra le sue poesie nello schermo abissale dell\u2019elettronica. Nessuno lo ascolta, per\u00f2. Nessuno gli fa caso. Ma cos\u00ec continua la poesia. Scritta. Nell\u2019attesa. Tessendosi. Diffusa nel mondo delle lettere come un virus informatico. E tuttavia, quale scrittore non vorrebbe, in fondo, essere poeta? (2)<\/em><\/p>\n<p><em>[\u2026]<\/em><\/p>\n<p><em>I poeti non dicono la verit\u00e0 ma nemmeno mentono. Negano non meno di quanto affermano. Le loro poesie si muovono nel magma dell\u2019indeterminatezza. E della contraddizione eterna. E della verit\u00e0-menzogna. <\/em>S\u00ec ma no<em>, \u00e8 il balbettio ininterrotto del poeta cosciente. Gli scrittori sostengono di essere autentici e sinceri quando scrivono. I poeti, invece, non perseguono n\u00e9 la verit\u00e0 n\u00e9 la menzogna. Una poesia \u00e8 come un\u2019apparizione. \u00c8 o non \u00e8. Pu\u00f2 e non pu\u00f2 essere vista. Tutto dipende dagli occhi quando guardano la poesia che si para davanti a loro, e anche dallo sguardo pi\u00f9 o meno sghembo o pi\u00f9 o meno a fuoco di questi occhi.<\/em><\/p>\n<p><em>Il poeta che prediligo evita di poeticizzare le cose. Poeticizzare, per esempio, la morte e la vita. Dietro una poesia c\u2019\u00e8 un sipario, e un poeta ci aiuta a sollevarlo con la forma precisa della parola. Per questo i poeti, per essere sempre pi\u00f9 precisi, ripetono e ripetono le parole, i silenzi, i versi, la poesia. Insistenti. Un poeta non pu\u00f2 mai smettere di scrivere. Anche se non scrive.<\/em><\/p>\n<p><em>La vita quotidiana evita i poeti come la peste. Solo parole e menzogne, gli rimproverano. Quando in realt\u00e0 quel che non sopportano del poeta \u00e8 questo vocio esistenziale e muto che sprigiona la sua scrittura. (3)<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/www.barcelonareview.com\/12\/s_na_int.htm\" target=\"_blank\">Nuria Amat<\/a>, <a href=\"http:\/\/elpais.com\/diario\/1998\/10\/14\/cultura\/908316008_850215.html\" target=\"_blank\"><em>Letra herida<\/em><\/a>, Alfaguara, Madrid 1998, pp. 24-26.<\/p>\n<p>(1) Ingeborg Bachmann, \u00abDomande e pseudodomande\u00bb, in <em>Letteratura come utopia. Lezioni di Francoforte<\/em>, traduzione di Vanda Perretta, Adelphi, Milano 1993, pp. 29-30.<\/p>\n<p>(2) Gi\u00e0 su <a href=\"https:\/\/fogliedivite.wordpress.com\/2004\/03\/02\/poesia-come-pane\/\" target=\"_blank\">fogliedivite.wordpress.com<\/a>, 2 marzo 2004.<\/p>\n<p>(3) Gi\u00e0 su <a href=\"https:\/\/fogliedivite.wordpress.com\/2004\/04\/17\/mentono-molto-i-poeti\/\" target=\"_blank\">fogliedivite.worpress.com<\/a>, 17 aprile 2004.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Nella giornata mondiale della poesia che si celebra il primo giorno di primavera, la riproposizione di due assaggi di traduzione da un libro del 1998 della scrittrice catalana Nuria Amat.] Simone Weil, sorta di istitutrice mistica delle lettere, una volta disse, a ragion veduta: \u00abIl popolo ha bisogno della poesia come del pane\u00bb. Prima e dopo di lei, alcuni scrittori, i pi\u00f9 credenti, conservano, nell\u2019angolo pi\u00f9 felice del loro disincanto, la stessa fede, inutile, nella poesia, anche se rovesciano senza rimedio la frase della Weil: perch\u00e9 il popolo, o, se si vuole, l\u2019individuo, non ha pi\u00f9 bisogno della poesia come [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[433,425],"tags":[434,435,436,437,438],"class_list":["post-2820","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-assaggi","category-vintage","tag-ingeborg-bachmann","tag-nuria-amat","tag-poesia","tag-poeti","tag-simone-weil"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/pgPIz4-Ju","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2820","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2820"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2820\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2820"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2820"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2820"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}