{"id":2846,"date":"2015-03-23T12:18:25","date_gmt":"2015-03-23T11:18:25","guid":{"rendered":"http:\/\/nazzarenomataldi.com\/?p=2846"},"modified":"2015-03-23T12:18:25","modified_gmt":"2015-03-23T11:18:25","slug":"un-bricolage-esistenziale-e-professionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2015\/03\/23\/un-bricolage-esistenziale-e-professionale\/","title":{"rendered":"Un \u00abbricolage, esistenziale e professionale\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Letto l\u2019<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/cultura\/2015-03-21\/le-cose-cambiano-2-141557.shtml\" target=\"_blank\">articolo di copertina<\/a> dell\u2019ultimo numero del magazine \u00ab<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/cultura\/il-magazine.shtml\" target=\"_blank\">IL<\/a>\u00bb di \u00ab<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\" target=\"_blank\">Il Sole 24 Ore<\/a>\u00bb scritto da <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giuliano_da_Empoli\" target=\"_blank\">Giuliano da Empoli<\/a>, viene solo da dire: <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/cultura\/2015-03-21\/le-cose-cambiano-2-141557_PRN.shtml\" target=\"_blank\">leggetelo, leggetelo<\/a>! \u00c8 un ritratto \u2013 direi perfetto \u2013 dell\u2019ambivalente rapporto dell\u2019Italia con il suo passato (e, dunque, con il suo presente e il suo futuro). E soprattutto di quella generazione di mezzo (la tanto \u2013 spesso anche da me\u00a0\u2013 deprecata \u201c<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Generazione_X\" target=\"_blank\">generazione X<\/a>\u201d cui, pur marginalmente, ho la ventura di appartenere) che, contro ogni pronostico, oggi pare infine decisa a farsi largo, forte del suo originale \u00abbricolage, esistenziale e professionale\u00bb.<\/p>\n<blockquote><p><em>[&#8230;] Oggi una nuova generazione si affaccia sulla scena. Di tutte \u00e8 la pi\u00f9 improbabile, quella che nessuno si aspettava di veder spuntare tra gli ori dei palazzi e i riflettori degli studi televisivi. Li chiamavano bamboccioni, i nati tra la fine degli anni Sessanta e l\u2019inizio degli anni Ottanta. Sembravano il vaso di coccio tra due generazioni di ferro. Quella lirica, sicura di s\u00e9, dei figli del \u201868 e del \u201877. E quella digitale, altrettanto sicura di s\u00e9, degli iPhone e dei social network. Da una parte i nativi dell\u2019ideologia, dall\u2019altra quelli della tecnologia. Entrambi abituati al tutto e subito. Insofferenti nei confronti di qualsiasi ritardo e di ogni tentennamento. Nel mezzo, la generazione X, incerta su tutto, composta di individui diversi perfino da se stessi, figuriamoci dagli altri. La classe d\u2019et\u00e0 meno uniforme della storia, la pi\u00f9 sciancata, al punto che nessuno era mai riuscito a definirla in positivo. Un\u2019armata Brancaleone di disadattati, insicuri che provavano a costruirsi una scialuppa con due tavole di cartone e un rotolo di scotch. Il fai-da-te come unica prospettiva esistenziale. Mai un manuale d\u2019istruzioni che fosse uno.<\/em><\/p>\n<p><em>Eppure, da questo insieme di debolezze \u00e8 scaturita una forza imprevista. [\u2026] <a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/2015\/03\/21\/matteo-renzi-generazione-renziani_n_6914768.html\" target=\"_blank\">i trenta-quarantenni che producono un impatto sull\u2019oggi<\/a> hanno una curiosa caratteristica in comune: l\u2019inattualit\u00e0. Sono tutti un po\u2019 sfasati, rispetto al nostro tempo. Ed \u00e8 proprio questa impercettibile dissonanza che permette loro di essere contemporanei fino in fondo, di indirizzare il proprio tempo, anzich\u00e9 farsene schiacciare.<\/em><\/p>\n<p><em>Anche perch\u00e9 il secondo carattere che hanno in comune \u00e8 un\u2019inattesa vena sovversiva. [\u2026] Quando tutti i prontuari che ti hanno costretto a imparare a memoria sono sbagliati e, nella pratica, ti portano fuori strada, l\u2019unica possibilit\u00e0 di sopravvivenza \u00e8 il bricolage, esistenziale e professionale. Non ci sono guide, n\u00e9 regole, n\u00e9 tab\u00f9. Giusto \u00e8 quello che funziona, anche se contraddice tutti i dogmi. L\u2019unica vera eresia sarebbe attardarsi a celebrare i rituali stanchi delle divinit\u00e0 morte.<\/em><\/p>\n<p><em>Il risultato \u00e8 uno strano laboratorio, nel quale \u00e8 difficile orientarsi. Non c\u2019\u00e8 da stupirsi che i commenti degli editorialisti oscillino tra l\u2019annotazione folcloristica e il punto di vista di Oscar Wilde: \u00abLa nuova generazione \u00e8 spaventosa. Mi piacerebbe tanto farne parte. [&#8230;]<br \/>\n<\/em><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Letto l\u2019articolo di copertina dell\u2019ultimo numero del magazine \u00abIL\u00bb di \u00abIl Sole 24 Ore\u00bb scritto da Giuliano da Empoli, viene solo da dire: leggetelo, leggetelo! \u00c8 un ritratto \u2013 direi perfetto \u2013 dell\u2019ambivalente rapporto dell\u2019Italia con il suo passato (e, dunque, con il suo presente e il suo futuro). 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