{"id":2978,"date":"2013-11-25T01:35:18","date_gmt":"2013-11-25T00:35:18","guid":{"rendered":"http:\/\/nazzarenomataldi.com\/?p=2978"},"modified":"2025-09-28T20:15:18","modified_gmt":"2025-09-28T18:15:18","slug":"frammentario-politico-esistenziale-2013","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2013\/11\/25\/frammentario-politico-esistenziale-2013\/","title":{"rendered":"Frammentario politico-esistenziale 2013"},"content":{"rendered":"<p>Un riepilogo sommario di quanto sono andato appuntando\/citando\/commentando\/rimando in materia perlopi\u00f9 politico-esistenziale in questo non entusiasmante 2013, soprattutto tra gennaio e aprile, i suoi mesi sicuramente pi\u00f9 \u201cschizzati\u201d (anche se gli ultimi, a partire da settembre, di nuovo non scherzano a \u201cimpazzimenti\u201d vari). Un periodo di indubbio frastornamento generale, ma al quale devo comunque un piccolo debito di gratitudine: avermi in un certo senso spinto a riscoprire la poesia \u2013 quella intorno a noi come quella dentro di noi \u2013 e anche a ricominciare a giocare con rime e versi, non importa se banali, in uno sforzo di esprimere con la massima economia di parole i pensieri e i sentimenti suscitati da un vivere quotidiano spesso non dei migliori.<\/p>\n<p align=\"center\">***<\/p>\n<p>(4 gennaio)<\/p>\n<p>Riprendere l\u2019autobus dalla citt\u00e0 al paese, dopo non si sa quanti anni, avendo lasciato l\u2019auto dal meccanico a sostituire il radiatore e sistemare l\u2019impianto dell\u2019aria calda. Attendere con calma davanti alla storica edicola, prendere \u00abLe Scienze\u00bb con l\u2019allegato <a href=\"http:\/\/www.lescienze.it\/edicola\/2013\/01\/03\/news\/la_felicit_della_ricerca-1443298\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>La felicit\u00e0 della ricerca<\/em><\/a>, prendere \u00abIl Messaggero\u00bb a 50 centesimi. Sentire che all\u2019auto e in generale alle moderne tecnologie in certe circostanze si pu\u00f2 rinunciare senza grande fatica; alla compagnia e agli stimoli della parola scritta e della carta stampata molto meno.<\/p>\n<p>(8 gennaio)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/blogs\/nel-mirino\/instagram-e-la-morte-della-fotografia-cosi-come-la-conoscevamo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Alessia Glaviano<\/a>, su \u00abLinkiesta:<\/p>\n<blockquote><p><em>Quante parole leggiamo tutti i giorni fra articoli, agenzie, blog, post, tweet\u2026 Cosa resta? Cosa ricordiamo? Cosa attira la nostra attenzione? [&#8230;] non \u00e8 la tecnologia il male assoluto ma l\u2019uso che se ne fa.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><!--more-->(9 gennaio)<\/p>\n<p>L\u2019impressione (la primissima impressione) \u00e8 che anche da questa tornata elettorale scaturir\u00e0 poco di buono: le logiche in azione sono suppergi\u00f9 le stesse di sempre, senza che si segnalino svolte autentiche, non di mera facciata. Toccher\u00e0 di nuovo turarsi il naso e votare il meno peggio di leader e schieramenti, soprassedendo quasi del tutto sui candidati. Nella speranza che il prossimo parlamento abbia quantomeno la bont\u00e0 e la decenza di cambiare questa pessima e odiosa legge elettorale, se proprio di altro (e c\u2019\u00e8 da temerlo, visto le premesse) non sar\u00e0 troppo capace.<\/p>\n<p>(10 gennaio)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.nazioneindiana.com\/2013\/01\/09\/nuovi-autismi-30-i-vecchi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Giacomo Sartori<\/a>, su \u00abNazione Indiana\u00bb:<\/p>\n<blockquote><p><em>Il mondo evolve, \u00e8 normale. Le difficolt\u00e0 sono per quelli che sono un po\u2019 rimasti attaccati al passato e un po\u2019 no, quelle vie di mezzo che per nostalgia o altro fanno fatica a incenerire le vecchie credenze, pur avendole sempre osteggiate. Come per esempio il sottoscritto.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Me too.<\/p>\n<p>(11 gennaio)<\/p>\n<p>Non hai visto (che bella la storia di Zagor su Rai5), non hai sentito. Riuscissi anche a non leggere, sarebbe un trionfo. Presto o tardi, tanto, \u00abdel tempo che fu \/ svanisce il ricordo \/ col tempo che fa\u00bb.<\/p>\n<p>(11 gennaio)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/franco.arminio.1\/posts\/10200410360007517\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Franco Arminio<\/a>, su Facebook:<\/p>\n<blockquote><p><em>I paesi dell\u2019Appennino sono pieni di anziani che quando stanno bene sono soli, quando stanno male sono in mano a una medicina che quando deve muoversi tra le macerie non lo sa pi\u00f9 fare con le mani, sa muoversi solo con le ruspe. Un mondo prezioso se ne va ogni giorno e pare una questione che riguarda solo i parenti e invece \u00e8 una perdita collettiva e irreparabile.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>(11 gennaio)<\/p>\n<p>Perso lo smalto, perso lo slancio, perso l\u2019afflato, perso l\u2019incanto. Persi il bisogno, l\u2019ingegno, il ritegno; rimasti l\u2019indegno e lo sdegno.<\/p>\n<p>(12 gennaio)<\/p>\n<p>\u00abCi fotte la guerra che armi non ha, ci fotte la pace che ammazza qua e l\u00e0\u2026\u00bb, cantavano Lindo Ferretti e i C.S.I. in <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=fikgO8dkU6o\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><i>Cumpe vampe<\/i><\/a>. A noi italiani ci fottono un sacco di altre cose; su tutte, un\u2019ottusa, stolida mentalit\u00e0.<\/p>\n<p>(12 gennaio)<\/p>\n<p>Volgarit\u00e0 vs eleganza (via <a href=\"http:\/\/www.brainpickings.org\/index.php\/2013\/01\/10\/massimo-vignelli-debbie-millman\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Brain Pikings<\/a>):<\/p>\n<blockquote><p><em><a href=\"http:\/\/www.amazon.com\/Think-Like-Great-Graphic-Designer\/dp\/1581154968\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Debbie Millman<\/a>: Why do you think people are fascinated by vulgarity?<\/em><br \/>\n<em><a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Massimo_Vignelli\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> Massimo Vignelli<\/a>: Because it is easier to absorb. Elegance is about education and refinement, and it is a by-product of a continual search for the best and for the sublime. And it is a continuous refusal of indulging in anything that is vulgar. It\u2019s a job.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>(14 gennaio)<\/p>\n<p>Gi\u00e0 queste elezioni qui sono un mezzo incubo, per quanto si cerchi di non pensarci, non leggerne, non guardare i politici (?) in tv; si dovesse andare di nuovo a votare nel giro di un anno, come <a href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/blogs\/segrete-stanze\/scommettiamo-che-fine-2013-dovremo-andare-nuove-elezioni\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ipotizza qualcuno<\/a>, incubo totale.<\/p>\n<p>(14 gennaio)<\/p>\n<ul>\n<li>ogni due per tre \/ nella mancanza di te \/ la tazza di t\u00e8<\/li>\n<\/ul>\n<p>(15 gennaio)<\/p>\n<blockquote><p><em>Ci dovrebbe essere pi\u00f9 convinzione, ci dovrebbe essere pi\u00f9 partecipazione, pi\u00f9 disposizione, nel caso in cui ci sia di nuovo qualcosa che non va. Se le cose non stanno cos\u00ec allora \u00e8 meglio finirla adesso.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<div><a href=\"http:\/\/www.vogue.it\/uomo-vogue\/people\/2012\/10\/tilman-rammstedt\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Tilman Rammstedt<\/a>, <em><a href=\"http:\/\/www.delvecchioeditore.com\/libro\/cartaceo\/72\/a-portata-di-mano\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">A portata di mano<\/a><\/em>, traduzione di Carolina D\u2019Alessandro, Del Vecchio Editore, Roma 2012, p. 21.<\/div>\n<p>(17 gennaio)<\/p>\n<p>Checch\u00e9 ci piaccia pensare il contrario, siamo <a href=\"http:\/\/www.theatlantic.com\/business\/archive\/2013\/01\/the-irrational-consumer-why-economics-is-dead-wrong-about-how-we-make-choices\/267255\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tutto meno che fermamente razionali nelle nostre scelte<\/a>. Da qui la spiegazione di tante cose\u2026 E anche se da un lato oggi la rete migliora probabilmente le scelte, dall\u2019altro c\u2019\u00e8 il rischio che ci renda anche pi\u00f9 pigri e conformisti, pi\u00f9 inclini alla mentalit\u00e0 del gregge e pi\u00f9 esposti al panico che si scatena nelle situazioni di forte instabilit\u00e0.<\/p>\n<p>(17 gennaio)<\/p>\n<p><em>Detox, detox, detox yourself\u2026 from the allure of life on the Net.<\/em> Facilissimo a dirsi. Ma un\u2019impresa pressoch\u00e9 impossibile, mancando di carattere. Perch\u00e9 appena ci ricaschi, dopo ogni piccola pausa, trovare la forza di staccare e mantenere una giusta distanza diventa sempre pi\u00f9 duro. A oggi la cosa pi\u00f9 semplice, malgrado il pessimo punto di partenza, \u00e8 stato ridurre al minimo le email, lette e scritte. La passione per giochi, chat e cavolate varie per fortuna non c\u2019\u00e8 mai stata. Ma sottrarsi al richiamo di questo o quel link, questa o quella foto o frase, che fatica. E se la domanda \u00e8 \u00abMa sottrarsi perch\u00e9? Basta fare tutto con la giusta misura\u00bb, la risposta \u00e8 che la \u201cgiusta misura\u201d, anzi proprio l\u2019idea di \u201cgiusto\u201d, varia da persona a persona, \u00e8 tra le cose pi\u00f9 soggettive che ci siano (oltre a variare da momento a momento). Non esiste, quindi, un modo \u201cgiusto\u201d e univoco di rapportarsi alla rete: dipende dalle persone. C\u2019\u00e8 chi riesce a viverla serenamente (e buon per lui\/lei), e chi la vive in modo conflittuale, amandola e odiandola di pari passo perch\u00e9 crea in lui\/lei una forte dipendenza che ne esalta allo stesso tempo i lati migliori e peggiori. E se senti di appartenere alla seconda categoria, allora senti anche il bisogno di periodiche \u201cdisintossicazioni\u201d o prese di distanza, per riguadagnare una giusta misura, la <em>tua<\/em> giusta misura del momento.<\/p>\n<p>(22 gennaio)<\/p>\n<p>Bisogna in genere svalicare la prima met\u00e0 di gennaio \u2013 meglio, la prima ventina \u2013 per cominciare a sentire di essere davvero nell\u2019anno nuovo; perch\u00e9 scrivendo a mano la data si indichi ormai senza esitazioni l\u2019anno corretto. Prima, gli strascichi delle nebbie e apatie autunnali e di feste di Natale spesso mal digerite sono sempre all\u2019ordine del giorno. Prima, il freddo non \u00e8 ancora cos\u00ec prolungato, intenso e stimolante sulle nostre sponde medioadriatiche, mentre i minuti di luce riguadagnati sono ancora troppo pochi. Prima, siamo ancora troppo presi da consuntivi, propositi e riordini, poco e niente portati all\u2019azione decisa, pugnaci.<\/p>\n<p>(28 gennaio)<\/p>\n<p><em>Non c\u2019\u00e8 quasi pi\u00f9 niente,<\/em><br \/>\n<em> pi\u00f9 niente che funzioni.<\/em><br \/>\n<em> Stiamo andando a rotoloni.<\/em><\/p>\n<p><em>Nell\u2019ex paese risplendente<\/em><br \/>\n<em> un vero branco di pecoroni<\/em><br \/>\n<em> mentecatti intrallazzoni.<\/em><\/p>\n<p><em>Da non credere un bel niente<\/em><br \/>\n<em> quando parlano <\/em><em>\u2019<\/em>sti zozzoni,<br \/>\n<em> sapienti dei miei coglioni.<\/em><\/p>\n<p>(28 gennaio)<\/p>\n<p>La bont\u00e0 ancora, per gli <a href=\"http:\/\/www.tinhouse.com\/blog\/22041\/the-business-of-tracking-lit-mag-submissions.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scrittori<\/a>, degli schedari fisici, delle cartelline, della carta, degli elenchi via via aggiornati a penna o matita. L\u2019intimit\u00e0 e il calore, soprattutto, delle <a href=\"http:\/\/www.tinhouse.com\/blog\/22041\/the-business-of-tracking-lit-mag-submissions.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cose ancora scritte a mano<\/a>.<\/p>\n<p>(29 gennaio)<\/p>\n<p>Un inizio d\u2019anno che, davvero, sembra essere <a href=\"http:\/\/www.fantascienza.com\/magazine\/notizie\/17274\/addio-a-riccardo-valla-grande-intellettuale-della\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tutto un addio<\/a>. Anche <a href=\"http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/2013\/gennaio\/27\/Addio_Ettore_Capriolo_accoltellato_per_co_0_20130127_2ee291b6-684b-11e2-92c4-51812e4c163e.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nel mondo della traduzione<\/a>.<\/p>\n<p>(29 gennaio)<\/p>\n<p>Nell\u2019era di Twitter, degli slogan, del rapido e facile, del solipsismo, la crescente popolarit\u00e0 delle <a href=\"http:\/\/online.wsj.com\/article\/SB10001424127887324624404578255993549824434.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">maratone di lettura<\/a>, delle letture di gruppo, del lungo e difficile!<\/p>\n<p>(31 gennaio)<\/p>\n<p>Spesso, quel nostro essere (stati) adolescenti fuori \u2013 ma molto fuori \u2013 dal tempo massimo, nella vita reale, quasi solo perch\u00e9, da non nativi digitali, a tutti gli effetti pratici ancora adolescenti in quella virtuale.<\/p>\n<p>(1 febbraio)<\/p>\n<p>Sar\u00e0 da ridere \u2013 e allo stesso tempo da piangere \u2013 quando nella sera di luned\u00ec 25 febbraio si prender\u00e0 atto delle reali dimensioni dell\u2019affermazione del movimento di Grillo, e poi quando all\u2019apertura del nuovo parlamento si presenteranno alle porte di Montecitorio e di Palazzo Madama, con sorriso trionfante e strafottente, decine e decine di emeriti sconosciuti. Mi sa che si sta proprio sottovalutando <a href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/grillismo-italia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">il ciclone che a breve si abbatterr\u00e0<\/a> sui palazzi romani: senza lontanamente fare l\u2019apologia di Grillo, temo che a urne chiuse potrebbe andare ben oltre il 15% dei consensi. A quel punto, non bisogner\u00e0 farci i conti?<\/p>\n<p>(4 febbraio)<\/p>\n<p>Non fosse per le corse continue, i ritardi, i regionali risicati nei festivi e i trenta chilometri da fare comunque in macchina per arrivare a una stazione ben servita, varrebbe la pena di viaggiare pi\u00f9 spesso in treno. Non solo per il risparmio su benzina e pedaggi, la maggiore rilassatezza, la possibilit\u00e0 di leggere qualche pagina di libro o giornale e di godere il paesaggio (laddove non \u00e8 tutta una distesa di case, capannoni e asfalto). Soprattutto per le persone con cui si condivide anche un breve tratto, le loro facce, le voci, i gesti, i caratteri che vengono fuori. Per esempio, come dimenticare stamattina la studentessa seduta di fronte a te e che al passaggio del controllore scopre di non avere rinnovato l\u2019abbonamento mensile ed \u00e8 l\u00ec per scoppiare in lacrime ma il controllore la tranquillizza, le dice di non piangere, per oggi non fa niente, magari, se non ha con s\u00e9 i soldi per l\u2019abbonamento, faccia per sicurezza il biglietto per il ritorno.<\/p>\n<p>(4 febbraio)<\/p>\n<p>Perch\u00e9 dev\u2019essere cos\u00ec difficile, oggi, far seguire alle parole i fatti, che tante volte potrebbero ridursi a un meditativo e alacre silenzio, con il vantaggio di non incrementare il gi\u00e0 cospicuo e debilitante <a href=\"http:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2013\/02\/04\/nel-gran-rumore-di-fondo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rumore di fondo<\/a>?<\/p>\n<p>(4 febbraio)<\/p>\n<p>Sei ombelicale, dice. Come tutti oggid\u00ec. Pensa per te, dice.<\/p>\n<p>(5 febbraio)<\/p>\n<ul>\n<li>a forza di byte \/ un corpo che ha fame \/ fame di corpo<\/li>\n<\/ul>\n<p>(6 febbraio)<\/p>\n<p>L\u2019Italia maglia nera a livello europeo per la <a href=\"http:\/\/www.avvenire.it\/Cronaca\/Pagine\/cementificazione-italia-maglia-nera.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cementificazione<\/a>? Bastava e basta guardarsi intorno. Come cantano gli ultimi <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=jc-hWAbJWhg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Baustelle<\/a>: \u00abIl futuro cementifica \/ la vita possibile \/ Qui la vista era incredibile \/ Da oggi \u00e8 probabile \/ che ci\u00f2 che siamo stati non saremo pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p>(6 febbraio)<\/p>\n<p>\u00c8 sempre bello che ci sia qualcuno, a tutta prima un po\u2019 (tanto) folle, che va <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pages\/Desports\/386071094818259\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">controcorrente<\/a>. La tendenza \u00e8 a favore del digitale, breve, frequente, semplice, gratuito, per tutti? Si va allora nella direzione opposta: cartaceo, lungo, rado, complesso, relativamente costoso, per pochi. Quanto durer\u00e0 non si sa; intanto, buona avventura!<\/p>\n<p>(6 febbraio)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/elmalpensante.com\/index.php?doc=display_contenido&amp;id=442&amp;pag=1&amp;size=n\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Dar\u00edo Jaramillo Agudelo<\/a>, su \u00abEl Malpensante\u00bb:<\/p>\n<blockquote><p><em>Forse bisognerebbe cambiare tattica. Non dire nulla. Semplicemente far trovare dei libri ai bambini ovunque essi vadano, a scuola e a casa, sullo scuolabus e dal medico, nel parco e in camera da letto. Alla fine, circondati, cadranno in tentazione.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>E fare lo stesso anche con gli adulti?<\/p>\n<p>(7 febbraio)<\/p>\n<ul>\n<li>spaccia la notte \/ un silenzio fragrante \/ stupefacente<\/li>\n<\/ul>\n<p>(7 febbraio)<\/p>\n<p>Brividi \u2013 difficile dire se pi\u00f9 di paura o di sotterranea contentezza \u2013 per quello che davvero potrebbe essere <a href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/grillo-berlusconi-maggioranza\" target=\"_parent\">un risveglio traumatico<\/a>, la mattina del 26 febbraio, a risultati elettorali acquisiti. Molti dei \u201cgenerali\u201d potrebbero scoprire di avere, come sempre, combattuto con le strategie, le tattiche e le armi dell\u2019ultima guerra e non di quella che avevano realmente di fronte, mentre i giornali \u2013 e non solo loro \u2013 di nuovo l\u00ec a chiedersi: \u201cE noi dove eravamo, a cosa pensavamo nel frattempo?\u201d. Brutta storia, mi sa, anche questo voto; brutta occasione persa di provare a ripartire e ricostruire su basi nuove; solo il culmine di un processo di demolizione.<\/p>\n<p>(7 febbraio)<\/p>\n<p>Ottimo, incisivo e illuminante, come al solito, <a href=\"http:\/\/doppiozero.com\/materiali\/editoriale\/intimita\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Marco Belpoliti<\/a>. Oggi parlando di \u00abtirannia dell\u2019intimit\u00e0\u00bb e come \u00abl\u2019idolatria intimista impedisce di utilizzare la comprensione dei fenomeni di potere come guida dell\u2019agire politico. Cos\u00ec il risentimento diventa il sentimento maggiormente coltivato dalla nuova politica dell\u2019intimit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>(7 febbraio)<\/p>\n<p><em>Presi solo dai palinsesti <\/em><br \/>\n<em> i vecchi politici del Palazzo <\/em><br \/>\n<em> non ci capiscono una beata mazza. <\/em><br \/>\n<em> A chi lasciano libera la piazza? <\/em><br \/>\n<em> A quel comico che sbraita come un pazzo. <\/em><br \/>\n<em> Eh, si sa, sono proprio desti.<\/em><\/p>\n<p>PS Fossero dei politici pi\u00f9 sgamati, pi\u00f9 svegli, pi\u00f9 attenti all\u2019aria che tira, forse si asterrebbero dalle tante comparsate in tv e alla radio, forse capirebbero che non basta occupare i palinsesti per fare colpo sugli elettori, ma che anzi alla lunga questo pu\u00f2 essere controproducente, perch\u00e9 l\u2019imbonimento mediatico ormai funziona poco, non riscalda pi\u00f9 gli animi, \u00e8 d\u00e9j\u00e0 vu. L\u2019impressione \u00e8 che gli elettori stiano tornando ad avere pi\u00f9 fame di corpo, di fisicit\u00e0, che di immagini e voci \u201cmediate\u201d. Pi\u00f9 in generale, questo \u00e8 un discorso che probabilmente pu\u00f2 valere un po\u2019 per tutti noi, nella vita di ogni giorno.<\/p>\n<p>(8 febbraio)<\/p>\n<p>Chiss\u00e0, alla fine sarebbe riuscito anche lui a prendersi ben pi\u00f9 che <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/social\/13_febbraio_07\/facebook-vacanza-abbandono_079afff2-7125-11e2-9be5-7db8936d7164.shtml?utm_source=twitterfeed&amp;utm_medium=facebook\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una vacanza<\/a> da l\u00ec, dai blog, dai social network, dai siti di news, in generale dalla rete. Ci si arrivava sempre un po\u2019 troppo in ritardo, dopo reiterati tentativi a vuoto e valanghe di parole semi-inutili, ma alla fine forse si rinsaviva. Forse.<\/p>\n<p>(9 febbraio)<\/p>\n<div>\n<div>\n<p><a href=\"http:\/\/www.gazzetta.it\/Ciclismo\/09-02-2013\/verita-che-fa-male-914208168384.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Andrea Monti<\/a> in un editoriale della \u00abGazzetta dello Sport\u00bb:<\/p>\n<blockquote><p><em>Oggi pi\u00f9 ancora di ieri la Gazzetta abbraccia e appoggia con forza la proposta della Wada per una commissione di verit\u00e0 e riconciliazione. Chi ha qualcosa da confessare, e oltre a Cipollini potrebbero essere quasi tutti, trovi il coraggio di farlo subito, accettando l\u2019umiliazione ma risparmiandosi sanzioni postume. Cerchiamo verit\u00e0, appunto, non vendetta.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Approvi \u2013 anche se potrebbe fare molto, molto male scoprire che, in pratica, nessuno di coloro per cui hai tifato in questi anni si salva dalla piaga del doping. Come direbbe Bartali (manco lui uno stinco di santo, mi sa, anche se all\u2019epoca si ricorreva a rimedi molto pi\u00f9 caserecci), \u00abl\u2019\u00e8 tutto sbagliato, l\u2019\u00e8 tutto da rifare\u00bb. O per dirla con un detto popolare, \u00abil pi\u00f9 pulito c\u2019ha la rogna\u00bb. E non solo nel ciclismo, purtroppo. Il doping potrebbe di fatto assurgere a metafora simbolo della nostra storia pi\u00f9 recente; perch\u00e9, in questi ultimi anni, di che cosa si pu\u00f2 dire che non sia stato almeno un po\u2019 \u201cdrogato\u201d, pompato, alterato, sopravvalutato o, all\u2019opposto, per incuria o convenienza sottovalutato?<\/p>\n<p>(9 febbraio)<\/p>\n<p>L\u2019eterna fascinazione per <a href=\"http:\/\/maculae.tumblr.com\/post\/42657507551\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la neve<\/a>, per un mondo che si ricopre di una patina di bianco e per qualche momento d\u00e0 l\u2019impressione di essere incantato, oltre che lindo. Solo per qualche momento, purtroppo, perch\u00e9 la realt\u00e0 impiega sempre poco a reimporre il suo lato \u201csporco\u201d.<\/p>\n<p>(10 febbraio)<\/p>\n<p>L\u2019impressione ricorrente, rivoltandoti inquieto nel letto, di avere in tanti, troppi, buttato gli anni migliori della vita \u2013 e forse di tutta la storia \u2013 collezionisti spesso di piaceri mediocri e lamentazioni stucchevoli. Ci\u00f2 sparato, puoi anche andare a buttarti in piscina, finch\u00e9 sei in tempo.<\/p>\n<p>(10 febbraio)<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abCredo che la maturit\u00e0 non porti nessuna esperienza\u00bb disse. \u00abO dovrei dire che l\u2019esperienza non porta nessuna maturit\u00e0?\u00bb<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/www.goodreads.com\/author\/show\/199815.Juan_Jos_Saer\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Juan Jos\u00e9 Saer<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.lanuovafrontiera.it\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=462:cicatrici&amp;catid=2:il-basilisco&amp;Itemid=2\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Cicatrici<\/em><\/a>, traduzione di Gina Maneri, La Nuova Frontiera, Roma 2012, p. 12.<\/p>\n<p>(11 febbraio)<\/p>\n<ul>\n<li>\u00e8 un bel segno \/ anche il papa lo sa \/ che tutto cambia<\/li>\n<li>cambia il papa \/ dall\u2019oggi al domani \/ chiss\u00e0 chi sar\u00e0<\/li>\n<\/ul>\n<p>(11 febbraio)<\/p>\n<p>Possiamo e sappiamo lamentarci \u00e0 gogo, se ci mettiamo a esaminare con estremo puntiglio tutto quello che non va nella nostra vita, nel nostro paese e in generale nel mondo. Epper\u00f2, se ci pensate, a quanti momenti storici, a quante piccole e grandi rivoluzioni abbiamo avuto la ventura di assistere nel giro di trenta, quarant\u2019anni? Solo dall\u201989 in poi, \u00e8 successo di tutto e di pi\u00f9. Non sempre in meglio o in modo indolore, \u00e8 chiaro. Ma dire che siano stati anni scialbi e noiosi, privi completamente di fascino, sarebbe dire una bestemmia.<\/p>\n<p>(11 febbraio)<\/p>\n<p>Bello \u00e8 bello, <a href=\"http:\/\/www.flaneri.com\/index.php\/variaet\/leggi\/fantasma_dei_baustelle1\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Fantasma<\/em>, il nuovo disco dei Baustelle<\/a>. Che tra tot anni \u00abverr\u00e0 visto e ricordato come uno dei lavori pi\u00f9 belli, complessi e affascinanti della storia della musica italiana\u00bb, lasciamo che sia il tempo a sancirlo. Per ora basta dire che si fa ascoltare e riascoltare dall\u2019inizio alla fine senza mai stancare.<\/p>\n<p>(12 febbraio)<\/p>\n<p>\u00abStrappo storico\u00bb, senti dire alla radio a proposito delle dimissioni \u2013 pardon, dell\u2019abdicazione \u2013 del papa. E pensi a quanto sia stato profetico Baricco nella recente lezione su \u00abgli strappi che cambiano il gusto\u00bb e, in una certa misura, anche la storia. Ma, evidentemente, nemmeno tu sbagliavi troppo quando, <a href=\"http:\/\/maculae.tumblr.com\/post\/42013406544\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sulla scorta di Baricco<\/a>, ti dicevi \u00abconvinto che siamo in presenza o nelle immediate vicinanze di un nuovo \u201cstrappo\u201d, di una nuova \u201crivoluzione del gusto\u201d. Con un certo pendolo estetico\/culturale\/comportamentale\/sociale arrivato alla sua posizione di massima elongazione, da un giorno all\u2019altro potremmo scoprire che l\u2019aria di colpo \u00e8 cambiata, che quello che ancora ieri furoreggiava oggi non va pi\u00f9, \u00e8 desueto, \u00e8 superato. Stai a vedere che non avvenga proprio in questo 2013. Qualche segnale comincia a esserci, e non va sottovalutato\u00bb. E dopo ieri, altro che segnali! Sar\u00e0 di conseguenza un 2013 da vivere con le antenne ben dritte.<\/p>\n<p>(12 febbraio)<\/p>\n<p>\u00abTempo di cambiare, di rimettere in discussione, di rischiare di nuovo, di rivoluzionare, con volutt\u00e0. Basta con la trita routine, con le cose vecchie e assodate, viete, abusate. Deve partire una rinascita, una nuova primavera, come quella che presto ridoner\u00e0 colore ai nostri volti e luce ai nostri occhi\u00bb. Cos\u00ec <a href=\"http:\/\/segnalidivita.wordpress.com\/2008\/01\/31\/luce-e-colore\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tu il 31 gennaio 2008<\/a>. Ma perch\u00e9 di quei propositi poi ne \u00e8 stato ben poco, con esasperante lentezza e scarsa convinzione? E questa volta sar\u00e0 diverso?<\/p>\n<p>(13 febbraio)<\/p>\n<p>Potessimo dire anche per l\u2019Italia, come fa <a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/RBReich\/posts\/568141603198440\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Robert Reich<\/a> per gli Stati Uniti, che \u00e8 impossibile non essere ottimisti. Diciamo comunque che s\u00ec, siamo ottimisti per il futuro \u2013 non foss\u2019altro perch\u00e9 chi viene dopo di noi merita la fiducia che possa fare meglio di noi.<\/p>\n<p>(13 febbraio)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/2011\/05\/29\/opinion\/29franzen.html?pagewanted=all\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Jonathan Franzen<\/a> (via <a href=\"http:\/\/booklover.tumblr.com\/post\/42920411826\/when-you-stay-in-your-room-and-rage-or-sneer-or\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Booklover<\/a>):<\/p>\n<blockquote><p><em>When you stay in your room and rage or sneer or shrug your shoulders, as I did for many years, the world and its problems are impossibly daunting. But when you go out and put yourself in real relation to real people, or even just real animals, there\u2019s a very real danger that you might end up loving some of them. And who knows what might happen to you then?<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>(14 febbraio)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/politica\/speciali\/2013\/severgnini-trieste-trapani\/notizie\/articolo-trieste-mantova-severgnini_25e1f6b2-75aa-11e2-a850-942bec559402.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Beppe Severgnini<\/a>, al via del suo viaggio politico e ferroviario <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/politica\/speciali\/2013\/severgnini-trieste-trapani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">da Trieste a Trapani<\/a>, in seconda classe su treni regionali:<\/p>\n<blockquote><p><em>Se l\u2019Italia del 2012 amava definirsi sobria (non lo era), questa del 2013 non osa dirsi spaventata: ma lo \u00e8. La gente risponde, incurante della telecamera, con una compostezza innaturale. Mentre ragazzi in costume transitano seri, e piccoli orientali spingono grandi valigie tra mucchi di neve, penso quanto starebbe bene, adesso, se dagli altoparlanti della stazione uscisse un verso di Franco Battiato: \u201cMister Tamburino non ho voglia di scherzare, rimettiamoci la maglia i tempi stanno per cambiare\u201d.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Sar\u00e0 davvero questo il mood del 2013? A viaggiare sui regionali, in ogni caso, credo che si entri in contatto con l\u2019Italia pi\u00f9 vera; \u00e8 l\u00ec che si pu\u00f2 ricavare un quadro d\u2019insieme migliore.<\/p>\n<p>(14 febbraio)<\/p>\n<p>Addirittura \u00ab<a href=\"http:\/\/www.prospectmagazine.co.uk\/blog\/beppe-grillo-five-star-movement-social-media\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Prospect<\/a>\u00bb si scomoda per Grillo, domandandosi: \u201cIs Beppe Grillo the first social media politician\u2014and is he even a politician?\u201d<\/p>\n<p>(15 febbraio)<\/p>\n<p>Beppe Severgnini, in treno <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/politica\/speciali\/2013\/severgnini-trieste-trapani\/notizie\/articolo-genova-livorno-severgnini_5ccb97f0-773f-11e2-a4c3-479aedd6327d.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">da Genova a Livorno<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p><em>Non c\u2019\u00e8 nulla di eroico nello scendere l\u2019Italia in seconda classe e ascoltare; ma \u00e8 salutare. Lo scompartimento induce alla conversazione e la costrizione del luogo \u2013 come hanno dimostrato, tra gli altri, Tot\u00f2 e Agatha Christie \u2013 rivela i caratteri.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>(18 febbraio)<\/p>\n<p>Beppe Severgnini, <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/politica\/speciali\/2013\/severgnini-trieste-trapani\/notizie\/articolo-Pescara-Benevento_e51923f8-7996-11e2-9a1e-b7381312d669.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">da Pescara a Benevento<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p><em>[I]l curioso destino del sud italiano: se le citt\u00e0 non cambiano, i ragazzi non restano; se i ragazzi non restano, le citt\u00e0 non cambiano. Uno strano \u201cCatch 22\u201d mediterraneo, dal quale dovremmo provare a uscire.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>(18 febbraio)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/sei-giorni-dal-voto-la-solita-nostalgia-del-futuro\" target=\"_parent\">A sei giorni dal voto<\/a>\u2026 la verit\u00e0, la verit\u00e0? Nessunissima voglia di andare a votare. Mai come quest\u2019anno un senso di totale disillusione e scoramento, come di totale disappartenenza. Brutta storia.<\/p>\n<p>(18 febbraio)<\/p>\n<p>In base al \u201c<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/cultura\/2013-10-06\/perche-dividiamo-085604.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">modello intuizionista sociale<\/a>\u201d, parrebbe dunque confermato che vengono prima le intuizioni, mentre il ragionamento di solito interviene dopo avere gi\u00e0 espresso un giudizio, per influenzare altre persone. Ma proseguendo la discussione, a volte (a livello di rete, in realt\u00e0, piuttosto di rado) le ragioni fornite dagli altri modificano le nostre intuizioni e i nostri giudizi. Ecco insomma spiegato perch\u00e9 le prime impressioni \u2013 a livello intuitivo, emozionale \u2013 sono fondamentali; perch\u00e9 l\u2019\u201celefante\u201d la pu\u00f2 pi\u00f9 del \u201cportatore\u201d; perch\u00e9 la prima spesso e volentieri \u00e8 anche quella buona.<\/p>\n<p>(20 febbraio)<\/p>\n<p>Vista, senza volerlo, la seconda puntata di <a href=\"http:\/\/www.rai.tv\/dl\/RaiTV\/programmi\/media\/ContentItem-59a61e1d-7820-47df-809f-807f920e32c0.html?refresh_ce\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Volare. La grande storia di Domenico Modugno<\/em><\/a>. Qualche lacrima, a stento trattenuta. E una lapidaria conclusione, in 5-7-5:<\/p>\n<ul>\n<li>avevan niente \/ ma avevano cuore \/ ed energia<\/li>\n<li>abbiamo tutto \/ ma \u00e8 avere niente \/ senza poesia<\/li>\n<\/ul>\n<p>(20 febbraio)<\/p>\n<p>Bel pezzo di <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/politica\/speciali\/2013\/elezioni\/notizie\/20-febbraio-imarisio-grillo-piazza-duomo-delusi_bf3ce688-7b21-11e2-ba69-3fd719869bcf.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Marco Imarisio<\/a>, da Piazza del Duomo a Milano, che permette di capirci qualcosa di pi\u00f9 sulla crescente \u201conda\u201d grillina, al cui centro c\u2019\u00e8 \u00abla voglia di sentirsi al centro di qualcosa, e una delusione pi\u00f9 dolente che rabbiosa verso la politica di ieri e oggi\u00bb.<\/p>\n<p>E dentro di me comincio ad avere paura. Paura di non riuscire a dominare razionalmente anche la mia \u00abdelusione pi\u00f9 dolente che rabbiosa verso la politica di ieri e oggi\u00bb. In concreto, paura di non riuscire a convincermi di andare a votare, tanta \u00e8 la repulsione maturata nel corso di quest\u2019ultima campagna elettorale.<\/p>\n<p>(20 febbraio)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/fogliedivite.wordpress.com\/2009\/11\/10\/eta-epocali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Giuseppe Sermonti<\/a>, in un curioso articolo su \u00abIl Tempo\u00bb del 1990, diceva che \u00abognuno di noi ha un\u2019et\u00e0 anagrafica, ma sopra quella ha un\u2019et\u00e0 epocale, che \u00e8 l\u2019et\u00e0 del mondo (dell\u2019Europa)\u00bb. Scrivendo nel secolo scorso, parlava di un mondo di cui \u00abIl parto avvenne, cesareo, nella Santa Russia e di parto la madre mor\u00ec. Il mondo neonato fu preso in cura da un\u2019ostetrica italiana, all\u2019inizio degli anni Venti. A venti anni \u00e8 andato in guerra, a trenta era reduce e ora s\u2019avvia a diventare vecchio, per spegnersi col millennio\u00bb. Ora, prendendo per buona la tesi dello storico Hobsbawm di ritenere chiuso nel 1991 il \u201csecolo breve\u201d del Novecento, applicando il ragionamento di Sermonti si potrebbe dire che oggi, nel nuovo secolo, abbiamo tutti una \u201cet\u00e0 epocale\u201d suppergi\u00f9 di vent\u2019anni. Da qui, probabilmente, gli spiriti \u201cbellicosi\u201d che si riaccendono.<\/p>\n<p>(21 febbraio)<\/p>\n<p>Come quasi tutte le cose che scrive, ottimo post di <a href=\"http:\/\/leonardo.blogspot.it\/2013\/02\/grillo-il-movimento-e-i-grillini.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Leonardo Tondelli<\/a>, che prova a guardare separatamente Grillo, Movimento 5 Stelle e grillini, dicendosi un po\u2019 preoccupato dal primo, avvilito dai terzi e incuriosito dai secondi.<\/p>\n<p>(21 febbraio)<\/p>\n<p>Dal freno disciplinare dei secoli passati al libero sfogo prestazionale attuale, imprenditori di noi stessi, sotto la spinta di un eccesso di positivit\u00e0, ritrovandoci invariabilmente malati. Rimedio?<\/p>\n<blockquote><p><em>[F]are un buon uso della stanchezza che tutto questo comporta [&#8230;] sentire la stanchezza come una forma di cura, mantenendo attiva la consapevolezza che al fondo di un\u2019attenzione contemplativa \u00e8 insita una forma profonda di staticit\u00e0. [&#8230;] Una stanchezza che ci permette di abbandonarci e che risveglia in noi una particolare capacit\u00e0 di guardare.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/maculae.wordpress.com\/www.doppiozero.com\/materiali\/contemporanea\/una-stanchezza-che-cura\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Recensione<\/a> \u2013 di Riccardo Panattoni \u2013 e <a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788874523450\/han-byung-chul\/societa-della-stanchezza.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">libro<\/a> da meditare.<\/p>\n<p>(21 febbraio)<\/p>\n<p>Come paragone pu\u00f2 essere forte e anche di cattivo gusto, ma quello che timidamente era sembrato manifestarsi nell\u2019ultimo anno non sar\u00e0 stato il classico, breve, illusorio miglioramento prima della morte di un\u2019Italia lungamente agonica? Ora, rivenuti meno quei pochi anticorpi di seriet\u00e0 e responsabilit\u00e0 che momentaneamente parevano essersi insediati al governo del paese, e ridato libero sfogo ai nostri istinti peggiori per l\u2019irrinunciabile bisogno di combattere con ogni mezzo chi ci fa ombra, anzich\u00e9 provare con vero impegno a collaborare con gli altri per il bene comune, convinti di essere noi i migliori, noi soltanto la nostra salvezza, la nostra bussola morale e materiale, che ne sar\u00e0 di noi? Ci sar\u00e0 medicina capace di restituirci salute e vigore duraturi, togliendoci dal letto di malati cronici d\u2019Europa e rialzandoci in piedi stabilmente? O, comunque ci si provi, a questo punto sar\u00e0 solo accanimento terapeutico? E, nel caso, lasciato morire un organismo divenuto inguaribile, ci sar\u00e0 una fenice capace di rinascere dalle sue ceneri? (PS Fissandoli, poco fa, questi pensieri ti sembravano \u201cscandalosi\u201d. Ma leggendo per esempio quello che pensano <a href=\"http:\/\/www.thepostinternazionale.it\/mondo\/europa\/roma-brucer-in-ogni-caso\" target=\"_parent\">alla Reuters<\/a>, mica tanto.)<\/p>\n<p>(21 febbraio)<\/p>\n<p>In visita dalla dottoressa di famiglia, la domanda: \u00abMa che ne pensi, come andranno queste elezioni?\u00bb Risposta secca: \u00abMale!\u00bb \u00abE perch\u00e9?\u00bb \u00abPerch\u00e9 hai voglia a chiudere la stalla quando i buoi sono scappati.\u00bb \u00abGi\u00e0, gi\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p>(22 febbraio)<\/p>\n<p>Di una cosa ci si pu\u00f2 cominciare a rallegrare, comunque: poco meno di nove ore e questa campagna elettorale sar\u00e0 finita. FI-NI-TA! A-MEN!<\/p>\n<p>(23 febbraio)<\/p>\n<p>Sono solo sensazioni, ancora non avvalorate da prove irrefutabili. Ma posso dirlo lo stesso? S\u00ec. La sensazione \u00e8 che sia finita o sia comunque nella sua estrema fase terminale un\u2019epoca. Sta cio\u00e8 finendo un regime. Ma non un regime nel senso deteriore del termine. Forse anche questo, ma non solo questo. Quello che mi pare finito o agli sgoccioli estremi \u00e8 un regime di vita, di consuetudini di vita. Quello che ci sta investendo con ritmi e manifestazioni sempre pi\u00f9 irruenti e sensazionali \u00e8 quindi un cambiamento di quelli seri, che per l\u2019appunto potrebbe fare \u201cepoca\u201d. Segner\u00e0 cio\u00e8 il passaggio da un\u2019epoca all\u2019altra della nostra vita, da un regime di vita a un altro. E non soltanto nella vita politica \u2013 quella in questi giorni maggiormente sotto i nostri riflettori, quella che a vario titolo ci prende o impensierisce di pi\u00f9 \u2013 ma nella vita in generale, dal livello individuale a quello sociale. E come ogni cambiamento epocale, naturalmente non sar\u00e0 istantaneo n\u00e9 tantomeno limpido e lineare e scevro da problemi. E meno che mai tutti lo vivranno negli stessi tempi e negli stessi modi. Ma tempo quattro o cinque anni \u2013 il periodo di assestamento in genere richiesto per passare da una fase all\u2019altra della vita \u2013 probabilmente un po\u2019 tutti ci diremo che s\u00ec, siamo entrati in una nuova epoca, in un nuovo regime di vita. Migliore per certi aspetti, per altri sicuramente peggiore. Ma come cantava Lindo Ferretti, \u00ab<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=FCW1GsRrMvQ&amp;NR\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cos\u00ec vanno le cose \/ cos\u00ec devono andare<\/a>\u00bb.<\/p>\n<p>(24 febbraio)<\/p>\n<p>Veniamo a noi. La nottata, sar\u00e0 anche che tra mezzanotte e l\u2019una ti eri guardato su YouTube il documentario <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=vp0SVLKbThU\" target=\"_parent\"><em>Girlfriend in a Coma<\/em><\/a> in versione integrale, \u00e8 stata di quelle insonni al massimo. Cos\u00ec, alzato verso le otto e mezza, ti sei detto: \u201cMa s\u00ec, togliamocelo di dosso \u2019sto peso e dopo non ci pensiamo pi\u00f9\u201d. Sottinteso, il peso di andare a votare. Un andare a votare per disperazione, non per altro; cio\u00e8, di sicuro non per convinzione. Sotto gi\u00e0 la divisa per andare poi a correre, sei cos\u00ec andato al seggio, persuadendo \u2013 sempre per la serie \u201cdopo non ci pensiamo pi\u00f9\u201d \u2013 anche tua madre. (Tuo padre, no, non ne ha voluto sapere, n\u00e9 tu ti sei sforzato di provare a convincerlo, ch\u00e9 lo capisci eccome che non avesse \u2013 e tuttora non abbia \u2013 la minima voglia di farlo: fino all\u2019altro ieri anche tu eri suppergi\u00f9 dello stesso \u201cpartito\u201d.) Alla fine, quindi, votare hai votato. (Chi o come non importa; cio\u00e8, importa ma sono affari tuoi. Basta dire che dietro, comunque, una scelta precisa c\u2019\u00e8 stata: sofferta, ma c\u2019\u00e8 stata. Non banale, soprattutto: nei limiti del possibile, qualcuno l\u2019hai premiato e qualcun altro l\u2019hai punito.) Ma quando, subito dopo, sei tornato a correre a distanza di due mesi sulle strade tra la Marca e il Regno, dentro di te urlavi a pi\u00f9 non posso: MAI PI\u00d9 CON QUESTA LEGGE ELETTORALE NAZIONALE! E ogni volta che lo pensavi, sentivi al ginocchio destro una fitta di dolore. Perch\u00e9 si sa, per correre bene la testa deve essere sgombra di pensieri. E, infatti, quando finalmente hai smesso di pensare a queste cacchio di elezioni e a tutto il fiele che ti hanno rimosso dentro, il dolore \u00e8 scomparso quasi all\u2019istante. Allora ti sei detto: \u201cMo\u2019 s\u00ec che il grumo di malumore si \u00e8 sciolto! Mo\u2019 s\u00ec che, quali che saranno i risultati del voto, la primavera \u00e8 nell\u2019aria!\u201d<\/p>\n<p>(25 febbraio)<\/p>\n<p>Pronostico a meno di un\u2019ora dalla chiusura delle urne: in arrivo uno scappellotto micidiale a tutti i partiti tradizionali, con risultati molto al di sotto delle loro migliori aspettative. Pd compreso, punito, per dirla con <a href=\"http:\/\/www.affaritaliani.it\/culturaspettacoli\/il-giudizio-di-aldo-busi-sulla-campagna-elettorale200213.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Aldo Busi<\/a>, nel suo \u00abtatticismo esasperato ed esasperante\u00bb. Gli unici a gongolare saranno quasi sicuramente Grillo e i suoi, ma dovranno tenere ben presente che da oggi pomeriggio anche la loro festa sar\u00e0 finita, non potendo pi\u00f9 contare sugli errori e le deficienze altrui. Quindi, tempi grami un po\u2019 per tutti nel breve e medio termine, come \u2013 e forse pi\u00f9 \u2013 che fino ad adesso. Sul pi\u00f9 lungo termine, buio totale.<\/p>\n<p>(26 febbraio)<\/p>\n<p>Notte insonne, di nuovo, puntualmente, come sempre, quando non gira, che sia in me o fuori di me. Accesa la radio, la prima canzone \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=lBHFLllLbz4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><i>E di nuovo cambio casa<\/i><\/a> di Ivano Fossati. Emblematica, naturalmente. E quanto basta per sopire \u2013 ma quanto a lungo? \u2013 pensieri e parole letali.<\/p>\n<p>(26 febbraio)<\/p>\n<p>Ma che abbiamo fatto di male per ritrovarci in questa situazione quasi da incubo? La butto l\u00ec: banalmente, abbiamo \u201clasciato fare\u201d troppo; ce ne siamo \u201cfregati\u201d lungamente e allegramente di un\u2019infinit\u00e0 di cose. E quando alla fine ci siamo risvegliati \u2013 e nemmeno del tutto n\u00e9 tutti n\u00e9 sempre con la luna giusta \u2013 il treno ci stava gi\u00e0 piombando addosso.<\/p>\n<p>(26 febbraio)<\/p>\n<p>Niente, solo una voglia di mare spumeggiante d\u2019agosto. (O si rivoter\u00e0 poco prima o poco dopo e quest\u2019anno anche il sole e il mare o la montagna ci andranno di traverso?)<\/p>\n<p>(27 febbraio)<\/p>\n<p>Adesso, <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/editoriali\/12_ottobre_16\/una-spenta-idea-del-nostro-paese-ernesto-galli-della-loggia_9c95300a-174d-11e2-834a-587475fb3e23.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Galli della Loggia<\/a>, leggendoti questa <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/politica\/speciali\/2013\/elezioni\/notizie\/27-febbraio-16-milioni-mannheimer_f251a786-80a1-11e2-b0f8-b0cda815bb62.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">analisi di Mannheimer<\/a>, vai a ridire (era solo il <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/editoriali\/12_ottobre_16\/una-spenta-idea-del-nostro-paese-ernesto-galli-della-loggia_9c95300a-174d-11e2-834a-587475fb3e23.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">16 ottobre scorso<\/a>) che nel nostro Paese, preso \u00abnella gabbia della politica dei partiti, ogni giorno succede di tutto ma da anni non cambia nulla. Mai nulla di sostanziale\u00bb. Il mio commento allora fu che in superficie forse \u00e8 stato e in parte continua a essere cos\u00ec. Sottotraccia le cose cambiano per\u00f2 in continuazione; e alla fine arriva il momento in cui il cambiamento diventa visibile anche in superficie, con effetti spesso detonanti, incontrollabili. Come scriveva Frank Conroy in <em>Stop-Time<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p><em>Le cose cambiano, \u00e8 quello che voi non volete capire. Alla mia et\u00e0 diventa chiarissimo. Le cose cambiano, cambiano di continuo, e anche quelle che sembrano pi\u00f9 sicure in realt\u00e0 stanno cambiando molto lentamente, a volte cos\u00ec lentamente da non accorgerci di ci\u00f2 che sta succedendo proprio sotto i nostri occhi. Si deve stare sempre all\u2019erta. Non credere mai alle cose come appaiono. I netturbini credono che tutto sia semplice ed \u00e8 per questo che sono netturbini. Bisogna guardare dietro le maschere, andare oltre le menzogne. Perlopi\u00f9 sono menzogne, si sa.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Quando un po\u2019 pi\u00f9 a freddo e con maggiore distanza si andranno a ristudiare gli ultimi mesi o anni, ci si accorger\u00e0 di nuovo della grande cecit\u00e0 che c\u2019\u00e8 stata, non ultimo della grande stampa e in particolar modo delle grandi firme, quelle che pretendono di influire, di \u201cdettare\u201d la linea, ma a conti fatti non incidono niente a livello popolare, non contano una beata mazza. Se perci\u00f2 di fallimento si deve parlare (e se ne dovr\u00e0 parlare, perch\u00e9 ora come mai \u00e8 evidente, da tantissime parti, nessuno escluso), quello delle \u00e9lite intellettuali del Paese \u00e8 lampante, fragoroso.<\/p>\n<p>(27 febbraio)<\/p>\n<p>E no, altro che buttarla in ironia e dire, come oggi fa <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2013\/02\/27\/cultura\/opinioni\/buongiorno\/collasso-felice-IBQl2s9QUwoS7hw5cbCeCN\/pagina.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Massimo Gramellini<\/a>, che \u00abVa bene, va tutto bene\u00bb. Va bene un corno, invece! E probabilmente anche con l\u2019ironia \u00e8 l\u2019ora di piantarla. In mancanza di un altro posto dove andare, negli ultimi anni ci siamo troppo spessi rifugiati proprio nell\u2019ironia (facile o meno non importa) ed ecco alla fine dove ci ritroviamo. Propongo dunque di abrogarla per un po\u2019 \u2019sta cazzo di ironia, o quantomeno di usarla con estrema moderazione, ch\u00e9 pu\u00f2 darci la sensazione di sentirci superiori ma non porta a niente: a niente di buono, cio\u00e8. Perci\u00f2, mi dispiace, ma abbasso l\u2019ironia d\u2019ora in poi.<\/p>\n<p>(27 febbraio)<\/p>\n<p>Ovunque ti giri, un sacco di gente (vedi oggi <a href=\"http:\/\/video.repubblica.it\/dossier\/elezioni-politiche-2013\/elezioni-2013-serra-m5s-una-rivoluzione-come-nel-68\/120849?video%2F%3Fref=fbpr\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Michele Serra<\/a>) che adesso cerca di rivedere le proprie posizioni precedenti. Meglio tardi che mai, d\u2019accordo. Ma ci si chiede anche: bisognava proprio aspettare questa sberla, questo vero \u201csveglia marmotta\u201d, per aprire gli occhi su una realt\u00e0 mutata e che richiedeva e richiede risposte nuove, dinamiche, alternative, pi\u00f9 al passo con i tempi?<\/p>\n<p>(27 febbraio)<\/p>\n<p>La sensazione che non sia pi\u00f9 il tempo di critiche a mezza voce, soffuse, velate. Se di deve criticare qualcosa o qualcuno, meglio farlo (metaforicamente parlando, eh) con il fucile caricato a pallettoni. <a href=\"http:\/\/www.wittgenstein.it\/2013\/02\/26\/ambrosoli-milano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Luca Sofri<\/a> ne d\u00e0 una prova.<\/p>\n<p>(27 febbraio)<\/p>\n<p>Come scriveva anni fa <a href=\"http:\/\/is.gd\/praoUn\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Tommaso Pellizzari<\/a>, \u00abbisogna starci attenti alle canzonette. Soprattutto a quelle scritte da un raffinato cantante come Franco Battiato\u00bb. Io aggiungerei, nelle generazioni pi\u00f9 recenti, anche quelle di un certo Federico Zampaglione, alias i Tiromancino. Per esempio, ascoltare e leggere il testo del brano <a href=\"http:\/\/https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=UPPeMu-DAFY\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>I giorni migliori<\/em><\/a>, datato 2002.<\/p>\n<blockquote><p><em>Certe cose che senti nell\u2019aria<\/em><br \/>\n<em> non le devi nascondere<\/em><br \/>\n<em> le conosci a memoria<\/em><br \/>\n<em> ma non puoi condividerle,<\/em><br \/>\n<em> se stai cercando il tuo viaggio<\/em><br \/>\n<em> in un posto lontano, pi\u00f9 libero\u2026<\/em><\/p>\n<p><em> Oltre i muri che vedi andando avanti<\/em><br \/>\n<em> fra i discorsi invidiosi e arroganti,<\/em><br \/>\n<em> le cose che senti nel cuore<\/em><br \/>\n<em> non rinnegarle mai<\/em><br \/>\n<em> sono fragili ma possiamo difenderle<\/em><br \/>\n<em> se voleranno in alto i nostri pensieri<\/em><br \/>\n<em> pi\u00f9 limpidi.<\/em><\/p>\n<p><em> Aiutami a ritrovare l\u2019interesse<\/em><br \/>\n<em> per le piccole cose<\/em><br \/>\n<em> che sono alla base di tutte le promesse<\/em><br \/>\n<em> del futuro che cresce,<\/em><br \/>\n<em> perch\u00e9 sono le sfumature<\/em><br \/>\n<em> a dare vita ai colori<\/em><br \/>\n<em> e a farci tornare in mente<\/em><br \/>\n<em> le cose pi\u00f9 pure<\/em><br \/>\n<em> dei giorni migliori.<\/em><\/p>\n<p><em> Non ci sono percorsi pi\u00f9 brevi da cercare<\/em><br \/>\n<em> c\u2019\u00e8 la strada in cui credi<\/em><br \/>\n<em> e il coraggio di andare.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>(28 febbraio)<\/p>\n<ul>\n<li>sotto il cielo \/ come disse qualcuno \/ gran confusione<\/li>\n<li>son giorni pazzi \/ ed \u00e8 solo febbraio \/ pensa tu marzo<\/li>\n<\/ul>\n<p>E la fortuna \u00e8 che siamo o dovremmo essere \u2013 almeno i credenti cristiani*\u00a0\u2013 sotto Quaresima, quindi in uno spirito semi-penitenziale. Fosse ancora Carnevale, che starebbe succedendo? Un vero finimondo? Confidiamo allora in aprile, quando non solo sar\u00e0 gi\u00e0 stata Pasqua, ma un dolce dormire potrebbe anche lenire gli animi, riconducendogli a maggior buon senso. Per tutto marzo, per\u00f2, meglio attrezzarsi con buone dosi di ansiolitico.<\/p>\n<p>* O anche quello che sta succedendo \u00e8 indice non trascurabile che in giro di fede \u2013 e soprattutto morigeratezza \u2013 cristiana ne \u00e8 rimasta ben poca?<\/p>\n<p>(28 febbraio)<\/p>\n<p>L\u2019editoriale pi\u00f9 bello letto in questi giorni? Quello di <a href=\"http:\/\/www.doppiozero.com\/materiali\/editoriale\/grillo-tips\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Dario Mangano<\/a>, su \u00abDoppiozero\u00bb, che invita a<\/p>\n<blockquote><p><i>[\u2026] riflettere sui modelli di pensiero che ci hanno portato a questo. Fare un passo indietro e pensare al modo di pensare. \u00c8 qualcosa che nessuno fa pi\u00f9, piccoli effetti collaterali connessi alla cancellazione del ruolo della cosiddetta cultura, ma che oggi \u00e8 indispensabile. D\u2019altronde, Grillo, l\u2019unico vero vincitore di questa partita, ce lo dice da tempo: il punto non \u00e8 il programma, quello che voglio fare o chi penso debba farlo, ma il modello presupposto dall\u2019atto stesso di far politica. La campagna del comico non si basa sulle idee ma sulle meta-idee, le idee che danno forma alle idee. Propone un modello di pensiero nuovo e vince. [\u2026] Tornando al videogioco della politica, per capirci davvero qualcosa dobbiamo prima riflettere sul significato che diamo a un insieme molto ampio di cose. La vita \u00e8 un progetto di senso, ed \u00e8 da qui che dobbiamo ripartire, dal modo in cui esso si costruisce. \u00c8 questo, forse, il filo rosso che bisogna seguire e che pu\u00f2 ricucire tutti questi pezzi impazziti, almeno nella nostra testa. <\/i><\/p><\/blockquote>\n<p>(1 marzo)<\/p>\n<blockquote><p><em>Oggi, per capire dove stiamo andando [\u2026] non bisogna guardare alla politica, bens\u00ec all\u2019arte. \u00c8 sempre stata l\u2019arte a indicare con grande anticipo e chiarezza la direzione che via via stava prendendo il mondo e le grandi trasformazioni che si preparavano. Serve di pi\u00f9 entrare in un museo che parlare con cento politici di professione. Oggi la storia, come l\u2019arte insegna, si sta postmodernizzando. Se applichiamo ad essa le categorie interpretative che abbiamo elaborato per l\u2019arte riusciremo forse a districarci meglio e ad avere strumenti d\u2019analisi meno obsoleti di quelli che in generale ci si ostina a usare. Cadute le grandi ideologie unificanti e a modo loro totalitarie e tramontato ogni sistema di valori e di riferimento capace di applicazione universale, resta infatti la diversit\u00e0, la convivenza degli opposti, la contiguit\u00e0 degli incompatibili. Ne possono derivare una conflittualit\u00e0 aperta e sanguinosa, arcaica, lo scontro diffuso, la rinascita dei localismi e dei pi\u00f9 efferati tribalismi, ma potrebbe venirne anche un lento apprendistato all\u2019accettazione del diverso da s\u00e9, alla rinuncia ad un centro, ad una rappresentanza unica. Come l\u2019arte postmoderna insegna, forse ci si potrebbe accorgere che c\u2019\u00e8 spazio per tutti e che nessuno ha pi\u00f9 diritto di cittadinanza di altri.<br \/>\n<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/www.wuz.it\/intervista-libro\/727\/intervista-kapuscinski.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ryszard\u00a0 Kapu\u015bci\u0144ski<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788876418068\/kapuscinski-ryszard\/cinico-non-adatto.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><i>Il cinico non \u00e8 adatto a questo mestiere. Conversazioni sul buon giornalismo<\/i><\/a>, a cura di Maria Nadotti, edizioni e\/o, Roma 2000, pp. 16-17.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 del fatto che sia passato un decennio buono e ora pi\u00f9 che di postmodernismo si dovrebbe magari parlare di post-postmodernismo, ma queste parole di Kapu\u015bci\u0144ski non sarebbero da incorniciare? Come che sia, urge pi\u00f9 di una visita a qualche museo o galleria di arte contemporanea: se ne gioverebbe, a quanto pare, la nostra capacit\u00e0 interpretativa della caotica realt\u00e0 che abbiamo di fronte. O no?<\/p>\n<p>Sempre in questo libro e sempre nell\u2019introduzione di Maria Nadotti, Kapu\u015bci\u0144ski e alcuni consigli per gli adulti (utili, magari, anche in politica):<\/p>\n<blockquote><p><em>Ascoltare i giovani e prestare loro attenzione, rinunciare a ogni posizione di potere, ammettere di trovarsi gi\u00e0 dalla parte dei perdenti. Se ci troviamo di fronte a una nuova coscienza e a nuovi atteggiamenti che negano valore e autorit\u00e0 all\u2019esperienza dei pi\u00f9 anziani, bisogna che capiamo che ci\u00f2 ha un senso e delle ragioni. E che queste ragioni vinceranno comunque. Bisogna che capiamo che i pi\u00f9 giovani ci ascolteranno solo a condizione che noi ascoltiamo loro e che siano loro a invitarci a parlare. La chiave di tutto \u00e8 l\u2019interesse reciproco. Se non ci si rende conto di questo, i giovani continueranno a vincere, perch\u00e9 il futuro \u00e8 loro e i pi\u00f9 vecchi rimarranno prigionieri della propria cecit\u00e0. Viviamo in un mondo in costante e rapidissima trasformazione e non si pu\u00f2 continuare a pensare e sentire come se niente fosse mutato. I cambiamenti vanno riconosciuti e accettati, se si vuole a propria volta essere accettati. E per essere accettati, bisogna accettare gli altri, in particolare gli altri che rappresentano le nuove tendenze. Parlo, naturalmente, del meglio delle nuove generazioni, perch\u00e9 come sempre le nuove generazioni sono fatte di persone diverse. Ma il meglio, oggi, \u00e8 meraviglioso: i giovani sono molto pi\u00f9 intelligenti, informati, capaci di esprimersi, intellettualmente rapidi e maturi di chiunque li abbia preceduti. Lo dico senza ideologia, \u00e8 una pura e semplice constatazione. Del resto, prendiamo ad esempio il mio paese [la Polonia]: una volta non c\u2019era modo n\u00e9 tempo di sviluppare se stessi, non c\u2019era la televisione, non si era liberi di viaggiare, non si avevano contatti col resto del mondo, non si sapeva che esistessero altre culture, non sia avevano informazioni. Ora i migliori tra i giovani sanno molte pi\u00f9 cose di noi, perci\u00f2 io preferisco essere umile e modesto, piuttosto che dire sono pi\u00f9 vecchio, dunque ne so pi\u00f9 di te.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>(1 marzo)<\/p>\n<p>Un libro che probabilmente varrebbe la pena di leggere e far leggere (e magari anche tradurre), \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.goodreads.com\/book\/show\/613966.The_Difference\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><i>The Difference<\/i><\/a>, di Scott Page. Questo, anche in relazione al fatto se siano meglio dei politici di professione, dei tecnici, magari le menti migliori in circolazione, oppure un gruppo eterogeneo di cittadini preparati e impegnati in politica.<\/p>\n<p>Almeno in rete, per Page \u00abla diversit\u00e0 batte l\u2019abilit\u00e0. La spiegazione \u00e8 piuttosto semplice:<\/p>\n<blockquote><p><em>I migliori problem solvers tendono ad assomigliarsi; perci\u00f2, un gruppo di loro si comporta poco meglio di ciascun risolutore preso singolarmente. Un gruppo di risolutori presi a caso, ma intelligenti, tende a essere variegato; e questa diversit\u00e0 consente loro di essere nel complesso migliori.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Devono per\u00f2 essere rispettate quattro condizioni (cito dalla sintesi che ne fa <a href=\"http:\/\/www.codiceedizioni.it\/libri\/la-stanza-intelligente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">David Weinberger in<\/a> <i>La stanza intelligente<\/i>:<\/p>\n<blockquote><p><em>Primo, il problema deve essere cos\u00ec difficile che nessun singolo risolutore fornisca mai la risposta giusta; altrimenti basterebbe quell\u2019unico risolutore brillante. Secondo, i membri del gruppo devono essere preparati sul problema; se \u00e8 un problema di analisi matematica, una squadra eterogenea di persone che non conoscono l\u2019analisi non far\u00e0 meglio di un singolo esperto del settore. Terzo, i componenti del gruppo devono avere la capacit\u00e0 di fornire miglioramenti incrementali alle soluzioni proposte. Quarto, il gruppo deve essere sufficientemente grande, e attingere a un bacino ampio e variegato. Rispettate queste quattro condizioni, \u00e8 meglio avere un gruppo eterogeneo che uno composto solo dalle menti migliori in assoluto: la diversit\u00e0 batte le teste d\u2019uovo.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Alla luce di ci\u00f2, possiamo aspettarci che il prossimo parlamento, con un numero cospicuo di new entries sicuramente eterogenee come preparazione e competenze faccia meglio dei precedenti, pi\u00f9 omogenei? Vedremo, vedremo. Anche questo, in fondo, potrebbe essere un banco di prova per la tesi di <a href=\"http:\/\/www.goodreads.com\/book\/show\/613966.The_Difference\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scott Page<\/a>.<\/p>\n<p>(4 marzo)<\/p>\n<p>Parla del tempo <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/photo.php?fbid=10151492045831151&amp;set=a.196989226150.171000.179618821150&amp;type=1&amp;theater\" target=\"_parent\">oggi Michele Serra<\/a>; dei \u00abcolpi del tempo, soprattutto del tempo perduto senza scegliere, senza decidere, senza cambiare\u00bb. <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pietro_Greco\" target=\"_parent\">Pietro Greco<\/a> potrebbe ribattere (da<a href=\"http:\/\/is.gd\/QpknXY\" target=\"_parent\"><i> Einstein e il ciabattino. Dizionario asimmetrico dei concetti scientifici di interesse filosofico<\/i><\/a>) che<\/p>\n<blockquote><p><i>Il tempo presenta, da sempre, diverse facce. Talvolta nette e precise. Talaltra sfumate e soffuse. Facce diverse, eppure tanto interpenetrate che ventisette secoli di indagine filosofica e quattro di indagine scientifica non sono riusciti a risolverle. E cos\u00ec c\u2019\u00e8 il tempo, creativo, della biologia. E c\u2019\u00e8 quello, imperativo, della teologia. C\u2019\u00e8 il tempo statico e quello dinamico. C\u2019\u00e8 il tempo profondo e l\u2019attimo fuggente. C\u2019\u00e8 un tempo tragico: la grande \u201cmano crudele\u201d che porta degrado, distruzione, morte e dissoluzione, come lamentava il poeta inglese John Donne. E c\u2019\u00e8 un tempo epico: quello della grande \u201cmano ordinatrice\u201d che porta armonia, creazione, vita e storia. E ancora: c\u2019\u00e8 un tempo scolpito nella materia e c\u2019\u00e8 un tempo carpito dalla coscienza. C\u2019\u00e8 un tempo reale e un tempo immaginario. Un tempo soggettivo e (forse) il tempo universale. C\u2019\u00e8 il tempo e, infine, c\u2019\u00e8 l\u2019eternit\u00e0.<br \/>\nCos\u2019\u00e8 dunque il tempo?<br \/>\n\u201cSe non me lo chiedi, lo so. Ma se me lo chiedi \u2013 dobbiamo ammettere con Agostino \u2013 allora non lo so pi\u00f9.\u201d<\/i><\/p><\/blockquote>\n<p>La domanda, allora, \u00e8: quale faccia del tempo prevarr\u00e0 in questa occasione? Soprattutto, sar\u00e0 un tempo tragico o epico? O avremo di nuovo un tempo farsa, la causa profonda della situazione critica di oggi?<\/p>\n<p>Per un altro verso, al paragone odierno di Michele Serra tra l\u2019ansia e lo smarrimento che si vivevano all\u2019epoca del terrorismo e del sequestro Moro e quelli di oggi si potrebbe rispondere con il confronto che qualche anno fa, in <a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788861580671\/labranca-tommaso\/.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><i>78.08<\/i><\/a>, faceva <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tommaso_Labranca\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Tommaso Labranca<\/a> tra il 1978 e il 2008:<\/p>\n<blockquote><p><i>\u00c8 la molteplicit\u00e0 delle cose che vogliamo comunicare che ci rende aggressivi nello .08. E per comunicarlo facciamo come i computer: usiamo le icone. Ognuno di noi, qui dentro, fuori per strada, a casa mia, in un\u2019altra citt\u00e0 del Paese sta cercando di comunicare riempiendo il desktop dell\u2019interfaccia sociale con una moltitudine di icone. [\u2026] Magari mi sbaglio, anzi sicuramente mi sbaglio, ma il .78 mi appare adesso come un nido lontano, caldo e protetto, in cui vorrei rifugiarmi con poche cose, un panino al prosciutto e una manciata di canzoni. Mentre lo .08 \u00e8 uno show affollato e continuo in cui devo esibirmi mostrando le icone, obbligato a conoscerle, a usarle, ad accettarle o a rifiutarle.<\/i><\/p><\/blockquote>\n<p>Chiss\u00e0 a quanti altri il \u201978, messo a confronto con l\u2019oggi, appaia davvero \u00abun nido lontano, caldo e protetto, in cui vorrei rifugiarmi con poche cose, un panino al prosciutto e una manciata di canzoni\u00bb? Una cosa \u00e8 per\u00f2 abbastanza certa: la letteratura e in generale l\u2019arte sono in grado di anticipare i climi emotivi molto pi\u00f9 del giornalismo e pi\u00f9 ancora di politica, economia ecc.<\/p>\n<p>(4 marzo)<\/p>\n<p>\u00ab<a href=\"http:\/\/gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it\/2013\/03\/04\/qualcuno-li-aveva-avvisati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Quel gran pezzo dell\u2019Emilia<\/a>\u00bb, o per meglio dire dell\u2019Italia, che davvero ci manca. In che cosa Edmondo Berselli non c\u2019aveva preso?<\/p>\n<p>(4 marzo)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/impresa-e-territori\/2013-03-03\/politica-tradizionale-incapace-parlare-081629.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Aldo Bonomi<\/a>, su \u00abIl Sole 24 Ore\u00bb:<\/p>\n<blockquote><p><em>Una dinamica che ha scisso le scelte elettorali di due composizioni sociali, quella urbana del terziario e delle professioni e quella del contado, delle piccole imprese, del capitalismo molecolare ormai alle corde. Sono apparsi due \u201cpopoli\u201d: l\u2019uno rappresentazione della crisi dei ceti medi dell\u2019impresa diffusa, l\u2019altro di una classe creativa n\u00e9 riconosciuta n\u00e9 raccontata se non nelle community della rete. Popoli che non hanno trovato, fino ad ora, capacit\u00e0 di rappresentazione comune nella politica tradizionale. Mi pare questa la cifra di fondo della caduta delle culture politiche protagoniste del passaggio di secolo, il progressismo postcomunista e il forza-leghismo.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>(4 marzo)<\/p>\n<p>Magari un giorno verr\u00e0 fuori che avere dato <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/13_marzo_04\/gaggi-commenti-cattivi-in-rete-cambiano-senso-notizia_f58791e2-8496-11e2-aa8d-3398754b6ac0.shtml?\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la stura ai commenti<\/a> in rete fu la goccia che fece traboccare il vaso: se non ci fosse stata la possibilit\u00e0 di commentare su blog, pagine di giornali e social network, forse internet non sarebbe stata cos\u00ec \u201crivoluzionaria\u201d anche sul piano politico.<\/p>\n<p>(4 marzo)<\/p>\n<ul>\n<li>stare un po\u2019 qua \/ cercando di capire \/ quel che (non) basta<\/li>\n<\/ul>\n<p>(5 marzo)<\/p>\n<p>Qui s\u00ec che c\u2019\u00e8 da piangere. L\u2019anno scorso la Concordia, inclinata sopra uno scoglio al Giglio (e ancora l\u00ec!); quest\u2019anno la Citt\u00e0 della Scienza, in fumo nell\u2019ex area Italsider di Bagnoli. Solo coincidenze, naturalmente, ma con un impatto simbolico fortissimo e pesantissimo. Sapremo mai raddrizzarci e rimetterci in marcia con assennatezza e decisione? Sapremo rinascere <em>comme il faut<\/em> dalle macerie e dalle ceneri di un\u2019incuria, un\u2019incoscienza e, di fatto, un fallimento pressoch\u00e9 generalizzati?<\/p>\n<p>(6 marzo)<\/p>\n<p>Una tesi (indimostrabile) di <a href=\"http:\/\/nyr.kr\/Znc6Rx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">George Packer<\/a>, sul \u00abNew Yorker\u00bb:<\/p>\n<blockquote><p><em>obsessive upgrading and chronic stagnation are intimately related, in the same way that erotic fantasies are related to sexual repression. The fetish that surrounds Google Glass or the Dow average grows ever more hysterical as the economic status of the majority of Americans remains flat. When things don\u2019t work in the realm of stuff, people turn to the realm of bits. If the physical world becomes intransigent, you can take refuge in the virtual world, where you can solve problems [&#8230;] that most of your countrymen didn\u2019t know existed.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Forse si applica al caso italiano: se la realt\u00e0 pratica \u00e8 disdicevole, ci rifugiamo nelle soluzioni digitali, dove apparentemente \u00e8 tutto pi\u00f9 facile.<\/p>\n<p>(7 marzo)<\/p>\n<blockquote><p><em>Il mondo sta cambiando, ma non cambia come una volta, in cui alla fine sempre mondo restava. Adesso il mondo cambia andando via, disfacendosi e disfacendoci.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Dice bene <a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/franco.arminio.1\/posts\/10200872848369437\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Franco Arminio<\/a> su Facebook. Ma periodicamente ci sono sempre stati salti e discontinuit\u00e0 radicali, bruschi, violenti, poco o niente governabili. Viverli in prima persona, sulla propria pelle, pu\u00f2 essere molto spiacevole, ma succedono.<\/p>\n<p>Come sostiene Brian Arthur, primo direttore del programma di ricerca interdisciplinare del Santa Fe Institute, citato da Morris Mitchell Waldrop in <a href=\"http:\/\/www.goodreads.com\/book\/show\/16124592-complessit-uomini-e-idee-al-confine-tra-ordine-e-caos\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Complessit\u00e0 (<\/em><\/a>traduzione di Libero Sosio, Instar Libri, Torino 2002), potrebbe essere utile adottare il punto di vista del<\/p>\n<blockquote><p><em>Taoismo totale, dove non c\u2019\u00e8 un ordine intrinseco. \u00abIl mondo ebbe inizio dall\u2019uno, e l\u2019uno divenne due, e i due divennero molti, e i molti condussero alle miriadi di cose esistenti.\u00bb Nel Taoismo l\u2019universo \u00e8 percepito come vasto, amorfo e sempre mutevole. Non si riesce mai a fissarlo una volta per tutte. Gli elementi sono sempre gli stessi, e ciononostante si riorganizzano di continuo. \u00c8 simile a un caleidoscopio: il mondo \u00e8 formato da configurazioni variabili, ripetitive anche se mai del tutto, sempre nuove e diverse. Che rapporti abbiamo noi con un mondo cos\u00ec? Siamo composti dagli stessi elementi e facciamo dunque parte di questa cosa che non cambia mai e tuttavia \u00e8 sempre mutevole. Se pensiamo di essere un battello a vapore e di poter risalire il corso del fiume, ci inganniamo. Siamo piuttosto come il capitano di una barchetta di carta che discende la corrente. Se cerchiamo di resistere, non arriveremo in nessun posto. D\u2019altronde, se osserviamo tranquillamente il flusso dell\u2019acqua, con la sensazione di farne parte, sapendo che varia di continuo e conduce sempre a nuove complessit\u00e0, ogni tanto possiamo affondare un remo nell\u2019acqua e spingerci da un vortice all\u2019altro.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>(7 marzo)<\/p>\n<ul>\n<li>siamo perplessi \/ succedon cose strane \/ siamo <a href=\"http:\/\/quadernigdl.blogspot.it\/2002\/11\/le-organizzazioni-come-sistemi.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">complessi<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p>(8 marzo)<\/p>\n<p>Ottimo editoriale di <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/politica\/13_marzo_08\/movimento-5-stelle_946d0c88-87bc-11e2-ab53-591d55218f48.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Galli della Loggia<\/a>, a descrivere lo scontento e spesso la disperazione (tale da spingerla a preferire all\u2019immobilismo i salti nel buio) di<\/p>\n<blockquote><p><em>quella parte del Paese, e con lei una fascia generazionale d\u2019Italiani, [che] di volta in volta ha guardato con simpatia al Partito radicale, ha sperato in Craxi, si \u00e8 schierata con le iniziative referendarie di Mario Segni, ha cercato di capire le ragioni della Lega, ha puntato inizialmente su Berlusconi. Cos\u00ec come adesso fa un\u2019apertura di credito a Grillo. Ma vogliamo dirlo? Non identificandosi mai, realmente, con le scelte di volta in volta compiute. Vedendone benissimo limiti e contraddizioni, ma sperando sempre, se si vuole illudendosi di servirsene strumentalmente: come una sorta di grimaldello. Ingenuit\u00e0? Certo, ingenuit\u00e0. \u00c8 facile dirlo (dirlo ieri e dirlo oggi), ma l\u2019alternativa quale era? Una sola, evidentemente: stare dall\u2019altra parte. Dalla parte, cio\u00e8, che fino ad oggi ha resistito o si \u00e8 opposta ogni volta al cambiamento, o vi si \u00e8 adattata solo perch\u00e9 non poteva altrimenti.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>(9 marzo)<\/p>\n<p>Attardarti a letto il sabato mattino, e pregare. Pregare che non si torni subito a votare. Perch\u00e9 mica lo sai se la reggeresti un\u2019altra campagna elettorale a cos\u00ec breve distanza dall\u2019ultima, pessima. E perch\u00e9 hai paura. Paura che nel Pd bersaniano ancora non si sia colta la vera natura e la portata storica della tranvata che gli \u00e8 arrivata addosso il 24-25 febbraio. (E pensare a quanto la sberla sarebbe potuta essere ancora pi\u00f9 micidiale \u2013 un vero colpo da kappa\u00f2 \u2013 se la legislatura fosse arrivata a scadenza naturale, con altri due mesi a disposizione di Grillo e Berlusconi rispettivamente per sottrarre e recuperare consensi). In tanti elettori piddini continui a cogliere un senso allo stesso tempo di vanagloriosa superiorit\u00e0 e di perniciosa sufficienza che ti preoccupa non poco. E da come si stanno muovendo Bersani e i suoi nel dopo voto, non riesci ancora a capire se adesso l\u2019obiettivo sia 1) mettere su un governo pastrocchio che in qualche modo (e gi\u00e0 questo \u201cin qualche modo\u201d potrebbe dirla lunga sul perch\u00e9 di tante sconfitte, dagli anni Novanta in poi; anni che, citando il mai troppo compianto <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/spettacoli-e-cultura\/2010\/04\/23\/news\/libro_berselli-3555364\/\" target=\"_parent\">Edmondo Berselli<\/a>, sono stati \u00abil regno della formula \u201cin qualche modo\u201d, che allude a oscuri e non ben descrivibili, ma comunque intuibili e rilevanti, attriti e trascinamenti fra i pi\u00f9 famosi processi di cambiamento\u00bb) tiri avanti per un paio di anni, provando a fare senza troppa convinzione qualche striminzita riforma, o 2) andare quanto prima ad elezioni, per tentare, sotto il ricatto del bisogno di stabilit\u00e0, e complice un accerchiamento mediatico su Grillo, una rivincita immediata, ma di fatto senza cambiare squadra e soprattutto linea o anche solo linguaggio. Fossero queste le intenzioni, in entrambi i casi si tratterebbe di volont\u00e0 suicida, non solo per ogni velleit\u00e0 politica futura dell\u2019attuale dirigenza \u2013 tanto i vecchi quanto i pi\u00f9 giovani \u2013 ma per quelle dell\u2019intero Pd, destinato a sfracellarsi se il timone non passer\u00e0 di mano (questo s\u00ec auspichi che avvenga presto), <em>in buone mani<\/em>. Pensi a queste cose il sabato mattina, attardandoti a letto per evitare di rintronarti subito la testa al computer, e preghi. Preghi perch\u00e9 <em>pozza i bbe\u2019<\/em>, ma non ci credi troppo. (No, non ci credi troppo, a maggior ragione dopo aver letto <a href=\"http:\/\/is.gd\/tObNCh\" target=\"_parent\">questo<\/a>.)<\/p>\n<p>(9 marzo)<\/p>\n<p>\u00abNel lungo periodo saremo tutti morti\u00bb diceva Keynes. E nel breve? Qualcuno, dandogli del \u00abprincipe dei cialtroni\u00bb, dice \u00ab<a href=\"http:\/\/is.gd\/OYauUH\" target=\"_parent\">tutti poveri<\/a>\u00bb. Io, per il momento, direi abbastanza nella cacca.<\/p>\n<p>(10 marzo)<\/p>\n<ul>\n<li>poi fu il tempo \/ temuto e atteso \/ poi fugg\u00ec via?<\/li>\n<\/ul>\n<p>(10 marzo)<\/p>\n<ul>\n<li>star in pigiama \/ \u00e8 buona domenica \/ non vergognarti<\/li>\n<\/ul>\n<p>E non vergognarti se passi il pomeriggio sul divano a guardare la tv. Precisiamo: a guardare Rai Storia, dove oggi ripassava uno <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ampTpNLVlTw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">speciale su Francesco De Gregori<\/a>. Molto bello, ma allo stesso tempo allucinante. Allucinante, cio\u00e8, apprendere solo adesso del <a href=\"http:\/\/is.gd\/Y85AJK\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cprocesso\u201d al Palalido<\/a> di Milano nella <a href=\"http:\/\/is.gd\/N8hbrG\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">primavera 1976<\/a>. Allucinante, soprattutto, <a href=\"http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/2012\/settembre\/12\/1976_Francesco_Gregori_processato_Palalido_co_7_120912034.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">quel clima l\u00ec<\/a>.<\/p>\n<p>(10 marzo)<\/p>\n<p>Dovessimo scoprire che psicologicamente non ci costa troppo ridimensionare il nostro stile di vita, riducendo i nostri spostamenti, le nostre attivit\u00e0, i nostri ritmi, i nostri consumi ecc., e che anzi cos\u00ec ci sentiamo un po\u2019 pi\u00f9 rappacificati con noi stessi e con il mondo intorno a noi, che cosa succederebbe? Un tracollo economico o che altro?<\/p>\n<p>(10 marzo)<\/p>\n<p>Si dice che la notte porti consiglio. L\u2019auspicio \u00e8 che ne porti anche la \u201cnotte\u201d che, sebbene non ancora cos\u00ec buia e tempestosa (e la speranza \u00e8 che non lo diventi mai), di fatto sta vivendo l\u2019Italia in questo travagliato periodo post-elettorale. <em>So, <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Good_Night,_and_Good_Luck.\" target=\"_parent\">good night, and good luck!<\/a><\/em><\/p>\n<p>(11 marzo)<\/p>\n<ul>\n<li>rima in mento \/ \u00e8 il refrain del momento \/ vero tormento<\/li>\n<\/ul>\n<p>Colgonsi segnali vieppi\u00f9 evidenti di incarognimento diffuso e rapido avvicinamento di rese dei conti finali. Il marzo del nostro sgomento e abbrutimento, prima di un aprile del nostro risorgimento?<\/p>\n<p>(11 marzo)<\/p>\n<ul>\n<li>fuori eppure \/ il mandorlo in fiore \/ riempie il cuore<\/li>\n<\/ul>\n<p>(12 marzo)<\/p>\n<p>Forse s\u00ec, dovremmo anche <a href=\"https:\/\/lareviewofbooks.org\/interview\/exit-this-way-an-interview-with-sara-lawrence-lightfoot\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> imparare a prendere commiato<\/a>: un\u2019uscita di scena dignitosa pu\u00f2 aprire molte porte, anche pi\u00f9 di un ingresso e un incedere fragorosi.<\/p>\n<p>\u00c8 importante saper entrare, saper trovarsi nel posto giusto al momento giusto nel modo giusto. Ma lo \u00e8 anche, se non di pi\u00f9, capire quando sia il momento di lasciare, di mettersi dietro un capitolo della propria vita e avviarne uno nuovo. Invece, pochi di noi sanno farlo. Farlo bene, cio\u00e8.<\/p>\n<p>In linea di massima tutti cogliamo in anticipo i segnali di qualcosa che sta finendo (un rapporto, una passione ecc.); dentro di noi lo sappiamo da tempo quando una situazione \u00e8 ormai logora e le condizioni per proseguire al meglio non ci sono pi\u00f9. Al dunque, tuttavia, tentenniamo quasi sempre pi\u00f9 del dovuto prima di pronunciare le parole fatidiche \u201cfine\u201d e \u201caddio\u201d, prima di chiudere definitivamente una porta e provare con decisione ad aprirne una nuova.<\/p>\n<p>Secondo me non \u00e8 per mancanza di lucidit\u00e0.<\/p>\n<p>Ripeto, lo cogliamo subito quando qualcosa non va. Magari non vogliamo ammetterlo, perch\u00e9 spesso equivale ad ammettere un altro sbaglio, un\u2019altra sconfitta. Ma saperlo lo sappiamo, consciamente o inconsciamente, che non andr\u00e0 ancora per le lunghe prima di una rottura.<\/p>\n<p>\u00c8 pi\u00f9 una questione di carattere; \u00e8 la paura di ferire, di essere giudicati male, di non farcela a superare il trauma dell\u2019addio.<\/p>\n<p>\u00c8 perci\u00f2 importante saper gestire questi momenti. Ma pi\u00f9 importante ancora, secondo me, \u00e8 non fare (troppe volte) marcia indietro, presa la decisione di voltare pagina: si perdono solo tempo ed energie, ed entrambi sono preziosi.<\/p>\n<p>(15 marzo)<\/p>\n<p>Basta sentirli, basta vederli e, a prescindere dalla loro et\u00e0, deputati e senatori con due o tre legislature alle spalle appaiono irrimediabilmente vecchi, gi\u00e0 nelle pose, gi\u00e0 nel linguaggio, gi\u00e0 nelle formule e nei rituali triti e senza fascino che ripetono. In Italia la politica imbruttisce, c\u2019\u00e8 poco da fare: tra un maneggio, un tiremmolla, una comparsata in tv e spesso uno scaldare solo la poltrona, l\u2019appeal fisico \u2013 non parliamo per niente di quello intellettuale \u2013 di certo non ne guadagna.<\/p>\n<p>(15 marzo)<\/p>\n<p>L\u2019irrealt\u00e0 in cui vivono i politici e i commentatori politici italiani pi\u00f9 blasonati. Quante chiacchiere, quante ipotesi, quanto nulla.<\/p>\n<p>(18 marzo)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2013\/03\/20\/news\/se_la_politica_torna_all_agor_di_atene-54945857\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sperimentare e innovare<\/a>, anche tornando all\u2019antico, oppure perire. E non solo in politica.<\/p>\n<p>(21 marzo)<\/p>\n<p>Lo capisci, no? Viviamo di ricordi. E non va bene. Perch\u00e9 quando cominciamo a vivere quasi soltanto di ricordi \u00e8 il segno che abbiamo ormai abdicato al presente, abdicato al futuro. Abbiamo perso ogni volont\u00e0 attuativa e ogni capacit\u00e0 immaginativa. Viviamo suppergi\u00f9 di rendita. Ma nessuna rendita dura in eterno.<\/p>\n<p>(21 marzo)<\/p>\n<p>E \u00ab<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/sport\/vari\/2013\/03\/21\/news\/mennea_isolato-55054467\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">troppo tardi, sempre troppo tardi<\/a>\u00bb arriviamo a capire: \u00e8 una costante per noi italiani.<\/p>\n<p>(21 marzo)<\/p>\n<p>Ma a dispetto di tutto e di tutti \u00e8 primavera, con un gran verdeggiare e rifiorire.<\/p>\n<p>(25 marzo)<\/p>\n<p>Di ogni epoca, gli inizi esaltanti; poi le fasi centrali, altalenanti; infine il declino, solitamente e stolidamente balordo.<\/p>\n<p>(26 marzo)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2013\/03\/22\/ascanio-celestini-siamo-contro-a-prescindere-nessuno-ci-rappresenta\/538430\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ascanio Celestini<\/a>, su \u00abIl fatto quotidiano\u00bb:<\/p>\n<blockquote><p><em>La vita \u00e8 responsabilit\u00e0. E invece stiamo facendo appassire la nostra vita, il nostro futuro nell\u2019eterna assoluzione di noi stessi. La colpa \u00e8 sempre degli altri [&#8230;]. E invece \u00e8 sempre mia la responsabilit\u00e0.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>(26 marzo)<\/p>\n<p>E un risorgente desiderio di dire:<\/p>\n<ul>\n<li><em><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=X8vNgs2XlKw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">adieu mes amis<\/a> \/ i tempi son maturi \/ de ac\u00e1 me voy<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>(27 marzo)<\/p>\n<p>Forse non il meglio in assoluto, ma una cosa almeno dilettevole e utile che possiamo fare di questi tempi sconclusionati \u00e8 provare a riscoprire la poesia. Fuori e intorno a noi. Ma anche dentro di noi, perch\u00e9 no? Giocare con le rime, anche banali. Ripartire per cos\u00ec dire dai fondamentali.<\/p>\n<p><em>Siamo in piena fase di risentimento,<\/em><br \/>\n<em> ci si arriva anche senza ragionamento.<\/em><br \/>\n<em> Perch\u00e9 nasca un nuovo e intenso sentimento<\/em><br \/>\n<em> non basta qualche superficiale cambiamento.<\/em><br \/>\n<em> Necessario un pi\u00f9 generale ravvedimento,<\/em><br \/>\n<em> ma \u00e8 come credere a un nuovo firmamento.<\/em><\/p>\n<p><em>*<\/em><\/p>\n<p><em>Dare segno di rinsavimento poco costa,<\/em><br \/>\n<em> basta non sia una trappola a bella posta.<\/em><br \/>\n<em> Ma nessuno oggi si ferma a mezza costa<\/em><br \/>\n<em> senza prima rimbrottare una faccia tosta.<\/em><br \/>\n<em> Non \u00e8 pi\u00f9 tempo di concedere nullaosta,<\/em><br \/>\n<em> a ogni passo falso si rischia la batosta.<\/em><\/p>\n<p><em>*<\/em><\/p>\n<p><em>Torna in scena il Parlamento,<\/em><br \/>\n<em> ma non \u00e8 certo un bel momento.<\/em><br \/>\n<em> Tutti contro tutti, par di capire,<\/em><br \/>\n<em> \u00e8 l\u2019ora strategica di infierire.<\/em><\/p>\n<p><em>*<\/em><\/p>\n<p><em>E ti chiedi quando terminer\u00e0,<\/em><br \/>\n<em> se e come ci si arriver\u00e0<\/em><br \/>\n<em> in fondo a questa lunga galleria,<\/em><br \/>\n<em> non l\u2019anticamera di una prateria.<\/em><\/p>\n<p><em>*<\/em><\/p>\n<p><em>Gli uni a parlare di un bisogno di responsabilit\u00e0,<\/em><br \/>\n<em> gli altri a rinfacciare una mancanza di credibilit\u00e0.<\/em><br \/>\n<em> Ma nell\u2019aria un\u2019esortazione echeggia gi\u00e0:<\/em><br \/>\n<em> Andatevene tutti quanti un po\u2019 a caga\u2019.<\/em><\/p>\n<p><em>*<\/em><\/p>\n<p><em>Non passa giorno,<\/em><br \/>\n<em> guardandoti intorno,<\/em><br \/>\n<em> leggendo questo sentendo quello,<\/em><br \/>\n<em> senza pensare che sia un bordello.<\/em><br \/>\n<em> Attento, per\u00f2, cerca di parlar pi\u00f9 fino,<\/em><br \/>\n<em> ch\u00e9 potrebbe scoppiare un gran casino:<\/em><br \/>\n<em> finisce che ti ritrovi in mezzo a un guaio<br \/>\nsolo a dire che \u00e8 un immenso pollaio.<\/em><\/p>\n<p><em>*<\/em><\/p>\n<p><em>Aio, aio,<\/em><br \/>\n<em> siamo finiti in mezzo a un guaio:<\/em><br \/>\n<em> dicono sia un grande puttanaio.<\/em><br \/>\n<em> Avrei preferito un vero letamaio,<\/em><br \/>\n<em> concime con cui riempire il granaio.<\/em><br \/>\n<em> Ma \u00e8 cercare l\u2019ago in un pagliaio<\/em><br \/>\n<em> uscire da questo verminaio.<\/em><\/p>\n<p><em>*<\/em><\/p>\n<p><em>Pu\u00f2 darsi che dia diletto<\/em><br \/>\n<em> giocare a verseggiare,<\/em><br \/>\n<em> ma cos\u00ec \u00e8 cazzeggiare.<\/em><br \/>\n<em> Meglio andare a letto.<\/em><\/p>\n<p>(28 marzo)<\/p>\n<p>Un raggio di luce in mezzo al buio crescente. \u00abSono le nostre radici, il nostro senso di comunanza, il nostro buon produrre, la nostra identit\u00e0, la nostra vita buona\u00bb, l\u2019antidoto migliore ai nostri tanti \u2013 e spesso stolti \u2013 problemi. Parola di Philippe Daverio.<\/p>\n<p>(29 marzo)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/is.gd\/AYOzhx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cheryl Strayed<\/a>: \u00abI nostri successi sono costruiti sui nostri fallimenti.\u00bb<\/p>\n<p>(30 marzo)<\/p>\n<p>Sono tempi feroci, come dice <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/rubriche\/bussole\/2013\/03\/30\/news\/lessico_tempi_feroci-55621208\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ilvo Diamanti<\/a>. Soprattutto nel lessico.<\/p>\n<p>Ora, limitare la ferocia delle parole si pu\u00f2 e probabilmente si deve. Il pensiero, tuttavia, se vuole davvero incidere <em>deve<\/em> essere feroce. Meglio, il pensiero <em>\u00e8<\/em> per sua natura feroce.<\/p>\n<p>Come ben sintetizza il \u201cferoce\u201d Cioran:<\/p>\n<blockquote><p><em>Non si pu\u00f2 riflettere ed essere modesti. Appena la mente si mette in moto, si sostituisce a Dio e a qualsiasi cosa. \u00c8 indiscrezione, usurpazione, profanazione. Non \u201clavora\u201d, sconquassa. La tensione che tradiscono i suoi procedimenti ne rivela il carattere brutale, implacabile. Senza una buona dose di ferocia non si pu\u00f2 condurre un pensiero fino in fondo.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Dateci perci\u00f2 pensieri feroci, spietati, che non facciano sconti, che lascino il segno, che facciano meditare, e non all\u2019acqua di rosa. Il lessico, ok, quello un po\u2019 va addolcito. Ma che non diventi un rosolio: nessuno lo digerisce a lungo. Come nessuno digerisce a lungo parole di fiele.<\/p>\n<p>(31 marzo)<\/p>\n<p>Qual \u00e8 la previsione che, statisticamente, si avvera con pi\u00f9 facilit\u00e0? Quella che dice che oggi andr\u00e0 come ieri. Quindi: fino a ieri hai commesso un mucchio errori? Puoi stare abbastanza certo che, salvo sorprese inattese o miracoli insperati, continuerai a farne anche oggi. Questo \u00e8 un modo per dire che senza un coraggioso e intelligente ribaltamento degli schemi, senza una rottura\/innovazione radicale nel modo di pensare e di fare, difficilmente si esce dalle situazioni critiche in cui spesso finiamo, vittime di una inesorabile coazione a ripetere. Nella vita, cos\u00ec come \u2013 l\u2019esempio pi\u00f9 lampante sotto i nostri occhi di questi tempi \u2013 in politica.<\/p>\n<p>(2 aprile)<\/p>\n<p>Bersani in conferenza stampa e la sbandierata e reiterata \u00abricerca onesta\u00bb di \u00abun equilibrio di corresponsabilit\u00e0 larga, [&#8230;] aderendo o acconsentendo\u00bb. E, beato lui, si dice anche \u00abnon pessimista\u00bb. Stringendo stringendo, per\u00f2, e per usare un suo modo di dire: \u00abMa di che cosa stiamo discutendo?\u00bb.<\/p>\n<p>(2 aprile)<\/p>\n<p><em>La fine veramente geniale<\/em><br \/>\n<em> di un ventennio <a href=\"http:\/\/www.pozzati.com\/articolo_del_mese.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">escremenziale<\/a>:<\/em><br \/>\n<em> chi in cerca di salvacondotto,<\/em><br \/>\n<em> chi illuso di fare il botto,<\/em><br \/>\n<em> chi dice che hanno solo rotto.<\/em><\/p>\n<p><em>*<\/em><\/p>\n<p><em>Stanchezza stanchezza stanchezza,<\/em><br \/>\n<em> detta con molta franchezza.<\/em><br \/>\n<em> \u00c8 di nuovo imperante tristezza,<\/em><br \/>\n<em> sommersi da troppa monnezza.<\/em><br \/>\n<em> Smarrita \u00e8 la via della saggezza,<\/em><br \/>\n<em> declinata l\u2019idea di bellezza.<\/em><br \/>\n<em> Si fa largo vieppi\u00f9 l\u2019amarezza,<\/em><br \/>\n<em> intorno \u00e8 spesso indelicatezza.<\/em><br \/>\n<em> Basterebbe a volte una carezza,<\/em><br \/>\n<em> prevale invece la separatezza.<\/em><br \/>\n<em> Per non parlare della spietatezza.<\/em><br \/>\n<em> Cresce allora la dissennatezza,<\/em><br \/>\n<em> declinazione ultima della pochezza.<\/em><\/p>\n<p><em>*<\/em><\/p>\n<p><em>Metti qualche rima nel tuo mortaio,<\/em><br \/>\n<em> come a trasformarti in un fioraio.<\/em><br \/>\n<em> Anche se la vita abbruttisce assai,<\/em><br \/>\n<em> un sorriso annienta strilli e lai, lo sai.<\/em><br \/>\n<em> Basta niente, basta accendere il monello,<\/em><br \/>\n<em> e il mondo presto \u00e8 rifulgente e bello.<\/em><\/p>\n<p>(3 aprile)<\/p>\n<p>Giovanni Floris a <em>Otto e Mezzo<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p><em>Quando i programmi politici hanno un\u2019audience cos\u00ec alta, quando tutti stanno con gli occhi incollati alla politica [anzich\u00e9 guardare una partita o una bella fiction] non \u00e8 normale. Significa che la gente \u00e8 preoccupata. [\u2026] E le cose anormali sono rischiose.\u00a0<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>(3 aprile)<\/p>\n<ul>\n<li>Tutto \u00e8 fermo \/ ma non pu\u00f2 durare. Qui \/ qualcosa scoppia.<\/li>\n<\/ul>\n<p>(4 aprile)<\/p>\n<p>Tornare a darsi da fare con spirito vivo e desto, oggi e pi\u00f9 in generale in avvenire. Lasciar perdere la vacuit\u00e0 degli affari e affanni politici o esistenziali attuali, \u201celevarsi\u201d (come a Pasquetta consigliava <a href=\"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2013\/04\/03\/elevarsi\/\">Agata, la maestra-pittrice-locandiera<\/a>) e impegnarsi in qualcosa che verso met\u00e0 pomeriggio permetta per esempio di immedesimarsi nel protagonista del romanzo di esordio di Iris Murdoch, <a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788817005708\/murdoch-iris\/sotto-rete.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Sotto la rete<\/em><\/a> (1954), quando dice (nella traduzione di Argia Micchettoni, Rizzoli 2005, pp. 263-264):<\/p>\n<blockquote><p><em>Anche questa parte della giornata mi piaceva. A quell\u2019ora provavo un senso di stanchezza e un sentimento che era quasi del tutto nuovo per me, quello di aver fatto qualche cosa. Il genere di lavoro intellettuale al quale mi dedicavo mi aveva sempre lasciato con l\u2019impressione di non aver fatto niente: si guarda attraverso le cose fatte come attraverso una conchiglia vuota, ma non sono mai riuscito a stabilire se ci\u00f2 dipenda dalla natura del lavoro intellettuale o da una mia deficienza. Se non ci si sente pi\u00f9 in contatto vivo con il pensiero, quale che esso sia, contenuto nel proprio lavoro, questo appare nella migliore delle ipotesi arido e nella peggiore ripugnante; mentre se tale contatto lo si sente, esso finisce per pervadere l\u2019opera con la mutevole vacuit\u00e0 del pensiero attuale. Per quanto potrebbe anche darsi che, se uno avesse dei pensieri attuali notevoli, questi non sarebbero vacui. Mi chiedo se Kant, quando concepiva la sua rivoluzione copernicana, dicesse a se stesso di quando in quando: \u201cMa \u00e8 nulla questo, \u00e8 nulla? Mi piace credere che lo dicesse.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Come poco pi\u00f9 avanti (p. 265) ipotizza lo stesso protagonista, pervenire a un giusto mix di lavoro manuale e intellettuale sarebbe forse l\u2019ideale.<\/p>\n<blockquote><p><em>Erano passati un paio di giorni, ed era pomeriggio avanzato. Il mio lavoro sarebbe finito entro una mezz\u2019ora circa. Grazie alla mia eccezionale diligenza, era praticamente gi\u00e0 finito, ma, sebbene non avessi altro da fare, non potevo lasciare il mio posto fino a che non fossero suonate le sei. Fra pochi minuti, pensavo fra me, sarei andato a lavare il pavimento della cucina; non si lava mai abbastanza il pavimento di una cucina. Per il momento non avevo fretta. Ero molto stanco; e cominciavo a rendermi conto che senza dubbio il principale inconveniente di quel lavoro, sotto altri aspetti affascinante, era proprio quello: stancava troppo. Decisi che un giorno o l\u2019altro avrei fatto in modo di lavorare, qui o altrove, solo mezza giornata: cos\u00ec, nell\u2019altra avrei potuto scrivere un po\u2019. Mi venne in mente che mezza giornata dedicata al lavoro manuale avrebbe dovuto produrre un effetto calmante sui nervi di una persona che passava l\u2019altra met\u00e0 a fare lavori intellettuali, e non riuscivo a capacitarmi di non aver pensato prima a un tale sistema di vita, grazie al quale non sarebbe passato un giorno senza che qualcosa fosse fatto; cos\u00ec avrei allontanato da me per sempre quella sensazione di inutilit\u00e0 che si accresce nei prolungati periodi di sterilit\u00e0.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>E per quanto nella realt\u00e0 questo risulti molto pi\u00f9 arduo che nella fiction, se non del tutto impraticabile, nulla toglie che sia una bella m\u00e8ta a cui tendere.<\/p>\n<p>(5 aprile)<\/p>\n<p><em>\u00c8 un paese messo assai male<\/em><br \/>\n<em> quello che emerge da ogni canale.<\/em><br \/>\n<em> Tutti incollati al dannato terminale<\/em><br \/>\n<em> a invocare un medico al capezzale.<\/em><br \/>\n<em> Mo\u2019 la priorit\u00e0 dicono sia il Quirinale,<\/em><br \/>\n<em> staremo a vede\u2019 chi entra papa ed esce cardinale.<\/em><br \/>\n<em> Ma l\u2019attesa pi\u00f9 vera \u00e8 di un governo banale,<\/em><br \/>\n<em> se non altro un\u2019ordinaria legge elettorale,<\/em><br \/>\n<em> prima che si contorca tutto intero lo Stivale<\/em><br \/>\n<em> in preda a spasmi incontinenti di natura intestinale.<\/em><br \/>\n<em> Perch\u00e9 se non \u00e8 di troppo disturbo al telegiornale,<\/em><br \/>\n<em> vorremmo un giorno vedere un paese quasi normale<\/em><br \/>\n<em> e non ridotto ormai a un malato terminale,<\/em><br \/>\n<em> nello sprofondo di un quotidiano dramma sociale,<\/em><br \/>\n<em> altro che questa penosa pantomima istituzionale.<\/em><\/p>\n<p>(6 aprile)<\/p>\n<p><em>Scoppi\u00f2 la primaver\u00e0, liber\u00f2 <\/em><br \/>\n<em> con i fiori i tanti malumori.<\/em><\/p>\n<p>(8 aprile)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2013\/04\/08\/italia\/politica\/ne-di-destra-ne-di-sinistra-l-italia-verso-la-post-politica-8Hvr0bldNDbpXDejqX0MoI\/pagina.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Daniele Marini<\/a>, su \u00abLa Stampa\u00bb:<\/p>\n<blockquote><p><em>Gli italiani in un Paese cos\u00ec spaesato, senza una leadership riconosciuta come tale, sembrano trovare forza pi\u00f9 che nelle istituzioni, in loro stessi: in particolare nelle forme associative e del volontariato presenti sul territorio, in chi opera nella costruzione del capitale sociale e delle reti di solidariet\u00e0 delle comunit\u00e0.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>(8 aprile)<\/p>\n<p>La volont\u00e0, questa settimana, \u00e8 di non cedere all\u2019inquinamento mentale di natura politica (tanto la prossima, con l\u2019elezione del presidente della Repubblica, avremo di che per rifarci).<\/p>\n<p>(8 aprile)<\/p>\n<p>Ma noi, noi, cosa racconteremo un giorno dei nostri anni ottanta, novanta, zero, dieci? Ne parleremo come una lunga sequenza di che? Un\u2019indistinta \u201cmediocritudine\u201d, rotta giusto da qualche lampo controcorrente? O sbaglieremmo a vedere quasi soltanto lati negativi? Faremmo cio\u00e8 meglio a essere meno critici o, se non altro, \u201ccriticoni\u201d?<\/p>\n<p>(9 aprile)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/fonticoperte.com.unita.it\/culture\/2013\/04\/08\/lettera-a-un-giovane-poeta-in-italia-2\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Davide Nota<\/a>, su un blog dell\u2019\u00abUnit\u00e0\u00bb:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00c8 molto difficile stabilire un dialogo, oggi. I corpi si sono quasi dissolti nella Rete. Il dogma presente ci condanna alla solitudine, alla finzione dei \u201ccontatti\u201d senza affetto, senza abbraccio, senza bacio, a morire senza conoscerci veramente, senza esserci mai stretti n\u00e9 raccontati.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>(10 aprile)<\/p>\n<p>Disciplina. Disciplina \u00e8 anche spegnere tutto per le dieci e mezza di sera e andare subito a dormire, per cos\u00ec alzarsi prima al mattino e portarsi avanti negli impegni del giorno. E a dirlo \u00e8 un grandissimo indisciplinato, che per\u00f2 si rende sempre pi\u00f9 conto di sprecare, di questo passo, soltanto tempo ed energie e, in pratica, non concludere quasi pi\u00f9 niente di serio o davvero emozionante e gratificante. Da qui, il bisogno di cambiare registro \u2013 anche nella vita online. E pur dicendolo per la millesima volta, ma senza mai riuscire a rigar dritto per pi\u00f9 di qualche giorno, lo ribadisce: bisogno di cambiare registro anche in rete. Bisogno di limitare le distrazioni. Bisogno di staccare la spina a quello che quasi tutti i giorni finisce per essere una sorta di frullatore pi\u00f9 o meno rumoroso e impazzito. Malgrado il rischio, cos\u00ec facendo, di ritrovarsi nell\u2019immediato spenti e apatici e smarriti. Perch\u00e9 \u00e8 innegabile che staccando la spina, per ritrovare una dimensione pi\u00f9 raccolta e pacifica, viene a mancare pi\u00f9 di qualcosa. C\u2019\u00e8 tanto che va perso a livello di espressione-comunicazione-interazione. Ma\u2026 ma \u00e8 un rischio che va corso.<\/p>\n<p>(12 aprile)<\/p>\n<p>Alle cinque del pomeriggio di una radiosa giornata di lavori all\u2019aperto sentire il bisogno di rifocillarsi inzuppando del pane nel vino cotto. <em>Vous ne pouvez imaginer quelle madeleine !<\/em><\/p>\n<p>(16 aprile)<\/p>\n<p>Su tutto, il <a href=\"http:\/\/maculae.tumblr.com\/post\/48121658007\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">trionfo della primavera<\/a>.<\/p>\n<p>(17 aprile)<\/p>\n<p>Una delle cose che riesce pi\u00f9 difficile di questi tempi: gioire. Un\u2019incapacit\u00e0 di gioire effetto delle tante situazioni negative che viviamo; spesso, per\u00f2, anche tra le cause dirette di queste stesse situazioni, in un classico caso di cane che si morde la coda. Torna allora quanto pi\u00f9 d\u2019attualit\u00e0 l\u2019editoriale che nel maggio 2008, nel quarantennale del maggio parigino del \u201868, scrisse il direttore del mensile letterario francese \u00abLire\u00bb, <a href=\"http:\/\/www.lexpress.fr\/culture\/livre\/jouir_814053.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fran\u00e7ois Busnel<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p><em>Allez, basta 68! De cette mini-r\u00e9volution qui fait inutilement couler tant d\u2019encre, conservons l\u2019un des mots d\u2019ordre: \u00ab Jouir sans entraves. \u00bb Et si c\u2019\u00e9tait \u00e7a, la v\u00e9ritable \u201cr\u00e9volution\u201d soixante-huitarde? Un mot. Jouir. Tiens, tiens. C\u2019est un beau mot, \u00e7a, jouir. Et si mal per\u00e7u. Si peu utilis\u00e9. Bien mal v\u00e9cu. A force de l\u2019employer, ce mot, et de le mettre \u00e0 toutes les sauces (psychologique ou romanesque), on l\u2019a peu \u00e0 peu vid\u00e9 de sa substance. On lui a \u00f4t\u00e9 tout son sens. Revenons au sens, pr\u00e9cis\u00e9ment. Et, donc, \u00e0 la philosophie. Les philosophes, qui font profession d\u2019interroger la vie, ont-ils quelque chose \u00e0 nous apprendre sur l\u2019art de jouir? Quel rapport entretiennent-ils avec le corps (le leur, le v\u00f4tre)? Les temps changent. Il y a encore quelques ann\u00e9es, on n\u2019aurait sans doute jamais os\u00e9 consacrer la couverture d\u2019un grand mensuel litt\u00e9raire aux liaisons \u2013 forc\u00e9ment dangereuses \u2013 qu\u2019entretiennent la philosophie et le sexe. Aujourd\u2019hui, force est de constater que l\u2019on ne peut plus lire de philosophie sans s\u2019attarder sur l\u2019autobiographie qui la sous-tend: on ne pense pas in abstracto mais \u00e0 partir de son corps, sain ou souffrant.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>E per riandare al tema del giorno \u2013 che inevitabilmente continua a essere la politica \u2013 forse \u00e8 il caso che anche a sinistra si riscopra il valore della gioia e dell\u2019idea che \u00abnon si pensa in astratto ma a partire dal proprio corpo, sano o sofferente\u00bb. Per favore, perci\u00f2, politici pi\u00f9 o meno di sinistra: risparmiateci la tristezza, domani e nei prossimi giorni\/mesi. Non ultimo, risparmiateci la tristezza al potere (che abbiamo gi\u00e0 visto i danni che produce).<\/p>\n<p>(19 aprile)<\/p>\n<ul>\n<li>quello che era \/ quello che \u00e8 adesso \/ quello che sar\u00e0<\/li>\n<\/ul>\n<p>(20 aprile)<\/p>\n<p>Era il 25 maggio 2012 e annotavi: \u00abLeggi e senti dei numerosi sommovimenti politici in corso e pensi: da qui a pochi mesi assisteremo a un rimescolamento totale delle carte, in un tourbillon di nuove discese in campo, nuovi soggetti politici, nuovi leader (forse) e nuove alleanze (forse). Purch\u00e9 alla fine non cambi tutto solo per non cambiare niente, ovvero per ritrovarci con la solita vecchia politica politicata, come dopo gli anni di Mani pulite. A essere franco, per\u00f2, che voglia di prenderti un anno sabbatico e scomparire da qualche parte, per avere al ritorno il giusto distacco per poter dire se davvero sia cambiato qualcosa oppure se, nei fatti, sia rimasto tutto come \u00e8 adesso.\u00bb Quanto eri ottimista! Cambiare \u00e8 cambiato quasi tutto, in un anno, ma decisamente in peggio, con un quadro generale ancora pi\u00f9 deteriorato, un vero ritorno indietro di vent\u2019anni. Quanto al desiderio di prendersi un sabbatico e scomparire da qualche parte, che illusione l\u2019idea che potesse bastare un anno soltanto: minimo ce ne vorrebbero tre o quattro di anni lontano dall\u2019Italia \u2013 e pi\u00f9 ancora da tutti i media, internet pi\u00f9 di ogni altro \u2013 per riuscire davvero a disintossicarsi e acquisire una beata distanza. Ma alla fin fine, a che pro?<\/p>\n<p>(20 aprile)<\/p>\n<p>Dopo l\u2019harakiri in diretta tv del Pd, con la mancata elezione a presidente di Prodi grazie ai 101 dei \u201csuoi\u201d che nel segreto dell\u2019urna gli hanno votato contro, altro bel \u201ccapolavoro\u201d che si prepara, s\u00ec, crescendo le pressioni per un bis di Napolitano: classico esempio di come il breve e brevissimo termine prevalgano sempre sul lungo e sul medio. Oggi si metterebbe forse una \u201cpezza\u201d, d\u2019accordo; ma domani? Domani \u2013 fra un anno, fra due, fra tre\u2026 insomma, quando per un motivo o per l\u2019altro Napolitano dovesse interrompere anticipatamente l\u2019eventuale secondo mandato \u2013 sicuri che saremmo messi meglio di oggi? Sicuri che non saremmo di nuovo \u2013 e anticipatamente \u2013 \u201ca ccape da pi\u00e9\u201d anche al pi\u00f9 alto livello istituzionale?<\/p>\n<p>(20 aprile)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/permalink.php?story_fbid=10151528131209566&amp;id=119461219565\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ilNichilista<\/a>, su Facebook:<\/p>\n<blockquote><p><em>Il Paese chiede cambiamento, loro architettano un Napolitano-bis. Cio\u00e8 la pi\u00f9 conservatrice delle scelte. Buona fortuna, alle prossime elezioni.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Lucia Annunziata, commentando in tv:<\/p>\n<blockquote><p><em>L\u2019ennesimo default dei partiti.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>(20 aprile)<\/p>\n<p>Dal blog \u00ab<a href=\"http:\/\/chamberlainn.wordpress.com\/2013\/04\/20\/suicidi-di-massa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La versione di Chamberlain<\/a>\u00bb:<\/p>\n<blockquote><p><em>L\u2019immediatezza delle informazioni ci ammazza, e forse non abbiamo il fisico e gli strumenti per reggere il peso della politica della verit\u00e0. <\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>How true! Siamo troppo fragili, o per meglio dire troppo sovraesposti a un flusso informativo continuo. \u00c8 altrettanto innegabile, per\u00f2, che siamo oltremodo stanchi degli accrocchi di una politica che non sa emendarsi; da qui le nostre facili esasperazioni e i sempre pi\u00f9 ricorrenti moti di isteria.<\/p>\n<p>(22 aprile)<\/p>\n<p>Il discorso di insediamento del Napolitano bis: di come il nonno-patriarca, chiamato a riportare una parvenza di ordine in una famiglia sull\u2019orlo del baratro, prende a scudisciate verbali i figli rissosi, inconcludenti e inetti, mentre accarezza \u2013 ma giusto un po\u2019 \u2013 nipoti a met\u00e0 tra lo scapestrato e il disorientato. Ci sarebbe stato poco da applaudire, perci\u00f2; era solo da chinare il capo e tacere.<\/p>\n<p>(22 aprile)<\/p>\n<p><em>Quasi soltanto misfatti, ricatti, inganni, malanni,<br \/>\nla storia politica degli irrisolti, perduti, migliori anni.<br \/>\nDai venti ai cinquanta, poco pi\u00f9 che patacche, baldracche,<br \/>\nruffiani, gradassi, pateracchi e inverecondi cambi di casacche.<br \/>\nIl campo degli entusiasmi un fitto groviglio di macerie,<br \/>\nsi addensano grevi i fumi di spoglie pire funerarie.<br \/>\nBruciano, senza rimpianti, vecchie appartenenze.<br \/>\nSi spengono, fiaccate, antiche e pi\u00f9 recenti credenze.<\/em><\/p>\n<p>(23 aprile)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/aforismiportanti.blogspot.it\/p\/gesualdo-bufalino-chi-lo-sa-sio-sapessi.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Gesualdo Bufalino<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p><em>Capita a volte di sentirsi per un minuto felici. Non fatevi cogliere dal panico: \u00e8 questione di un attimo, poi passa.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>(23 luglio)<\/p>\n<p>Era vivo, esisteva ancora, ma in rete (e, per la verit\u00e0, non solo l\u00ec) era una presenza sempre pi\u00f9 flebile. Forse non era pi\u00f9 lui. Magari era tornato a essere il vero lui, chi lo sa. Di certo, aveva ripreso a essere molto fuggevole: compariva brevemente, poi subito si dileguava. In compenso pareva che leggesse pi\u00f9 \u2013 e probabilmente meglio \u2013 di quanto non facesse da anni. E questo, se non lo riempiva di gioia, era senz\u2019altro motivo di soddisfazione<em>.<\/em><\/p>\n<p>(2 agosto)<\/p>\n<p>\u201cAccadono, prima o poi, eventi a lungo attesi, desiderati o temuti\u201d, pensava. \u201cSpesso, per\u00f2, finiscono anche per lasciarci piuttosto indifferenti: non ci accalorano n\u00e9 ci raggelano. \u00c8 solo l\u2019inevitabile corso delle cose.\u201d<\/p>\n<p>(19 agosto)<\/p>\n<p>Poteva quasi dire, dell\u2019estate 2013, poco passato ferragosto, che fu l\u2019estate in cui dimentic\u00f2 il computer: smise di usarlo con quotidiana intensit\u00e0 e ossessione; smise di badare e pensare lungamente alle email, ai blog, ai social network; e per giorni smise anche di consultare le news sui siti nazionali e internazionali, le questioni politiche interne meno che mai. Smise di essere, insomma, quello che era diventato negli ultimi quindici anni, da quando internet aveva rivoluzionato \u2013 e per lunghi tratti monopolizzato\u00a0\u2013 la sua vita. Cosa lo aspettasse, ora, non sapeva dirlo con una minima idea di certezza. L\u2019unico elemento di cui a quel punto poteva essere ragionevolmente sicuro era che non sentiva troppo la mancanza della persona che tanto a lungo era stato; lo sollevava, anzi, averne finalmente \u2013 e fino a prova contraria \u2013 perso le tracce.<\/p>\n<p>(23 agosto)<\/p>\n<p>Mutande (ma anche no), maglietta a coprire la pancia (ma anche no), divano con cuscini poggiatesta, lampada accesa sul comodino, penombra, rock ballabile a palla di<em> Rock the Night<\/em> su Radio Capital, lettura di <em>Friday Night Lights<\/em> e\u2026 era un godurioso venerd\u00ec notte di fine agosto.<\/p>\n<p>(28 agosto)<\/p>\n<p>Otranto. O quanto gli piacque nuotare pericolosamente in quel quieto e limpido mare e, nella cattedrale dei Martiri, assistere a un matrimonio in rosa e panna.<\/p>\n<p>(30 agosto)<\/p>\n<p>Il tramonto sul mare \u00e8 bello. L\u2019alba lo \u00e8 forse di pi\u00f9. E alzarsi appositamente per viverla, specie in vacanza, magari il giorno in cui \u00e8 gi\u00e0 tutto pronto per ripartire, riesce a dare ogni volta sensazioni uniche, quello slancio di cui c\u2019\u00e8 tanto bisogno per affrontare con brio le sfide quotidiane della vita.<\/p>\n<p>(2 settembre)<\/p>\n<p>Vale per i messicani, emigrati negli Stati Uniti e non. In questa stagione vale probabilmente anche per tanti italiani. Vale sicuramente per chi scrive: cercare (di nuovo) di <a href=\"http:\/\/lareviewofbooks.org\/interview\/were-all-trying-to-reinvent-ourselves-an-interview-with-alfredo-corchado\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">reinventarsi<\/a>.<\/p>\n<p>(4 settembre)<\/p>\n<p>Siete in una bella cittadina italiana e volete visitarne il museo? Non ricorrete alle indicazioni della gente del posto.<\/p>\n<blockquote><p><em>The museum is unreachable if you depends on directions from local citizens who don\u2019t know what it is, much less where it is\u2014or why, when there is eating or sleeping or talking or sexing to do, you should want to immure yourself in a museum?<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Giudizio di Kate Simon in una vecchia (1970) guida dell\u2019Italia minore: <a href=\"http:\/\/www.goodreads.com\/book\/show\/2169386.Italy\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Italy. The Places In Between<\/em><\/a>. Forse qualche stereotipo di troppo, ma in genere lo sguardo dello straniero coglie pi\u00f9 in profondit\u00e0 di quello del locale, intorpidito. E l\u2019occhio di Kate Simon \u00e8 molto, molto attento e perspicace.<\/p>\n<p>(4 settembre)<\/p>\n<p>No, vi prego, risparmiateci la moda \u201chipster\u201d.<\/p>\n<p>PS Tardi, troppo tardi! Anzi, troppo vecchio tu, ormai, per digerirla.<\/p>\n<p>(11 settembre)<\/p>\n<p>Ricerche secondo cui Facebook ci renderebbe pi\u00f9 tristi e soli e altre per le quali sarebbe vero il contrario. Tutto sembra dipendere dall\u2019uso che se ne fa. <a href=\"http:\/\/maculae.wordpress.com\/www.newyorker.com\/online\/blogs\/elements\/2013\/09\/the-real-reason-facebook-makes-us-unhappy.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Maria Konnikova<\/a>, in un post del \u00abNew Yorker\u00bb:<\/p>\n<blockquote><p><em>The key to understanding why reputable studies are so starkly divided on the question of what Facebook does to our emotional state may be in simply looking at what people actually do when they\u2019re on Facebook. \u201cWhat makes it complicated is that Facebook is for lots of different things\u2014and different people use it for different subsets of those things. Not only that, but they are also changing things, because of people themselves changing,\u201d said [the psychologist Samuel] Gosling. A 2010 study from Carnegie Mellon found that, when people engaged in direct interaction with others\u2014that is, posting on walls, messaging, or \u201cliking\u201d something\u2014their feelings of bonding and general social capital increased, while their sense of loneliness decreased. But when participants simply consumed a lot of content passively, Facebook had the opposite effect, lowering their feelings of connection and increasing their sense of loneliness.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Del resto, gi\u00e0<a href=\"http:\/\/www.theatlantic.com\/magazine\/archive\/2012\/05\/is-facebook-making-us-lonely\/308930\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> Stephen Marche<\/a> sintetizzava, su \u00abThe Atlantic\u00bb:<\/p>\n<blockquote><p>\u00a0<em>For the most part, Facebook doesn\u2019t destroy friendships\u2014but it doesn\u2019t create them, either.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>(12 settembre)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/leonardo.blogspot.it\/2013\/09\/riassunto-delle-puntate-precedenti.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Leonardo Tondelli<\/a> sul suo storico blog, facendo un riassunto piuttosto preciso della situazione in Italia:<\/p>\n<blockquote><p><em>Mi piace imparare le cose, insegnarle, impararle di nuovo, mi piace cercare di capire, e litigare, soprattutto con gli sconosciuti sull\u2019internet. Tutto questo divertimento, che vergogna, mi compensa evidentemente del vivere in un Paese che va in malora.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Rispetto a lui, sei molto meno capace di divertirti, per niente portato a insegnare e soprattutto non ti piace litigare, meno che mai con gli sconosciuti in rete (anche se qui, in passato, alle volte ti \u00e8 forse capitato di andare un po\u2019 fuori dalle righe). Ciononostante, resta pi\u00f9 che condivisibile la conclusione:<\/p>\n<blockquote><p><em>Forse avevo bisogno di un Paese di mediocri pi\u00f9 mediocri di me, e l\u2019ho trovato, senza neanche troppo viaggiare. Forse. Forse l\u2019Italia \u00e8 il Paese che mi merito.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>(14 settembre)<\/p>\n<p><em>Mela Cotta Saturday Night Party<\/em><\/p>\n<p>Ingredienti per un sabato sera davvero \u201coltre\u201d? Mele Gala (2+2) cotte nel vino cotto, con uno sciroppo di zucchero; una sana voglia di prendersi sonoramente in giro; la musica di Capital Party (anni 70-80) in sottofondo. Effetti collaterali: dita appiccicose; ridarella; schiusura di narici.<\/p>\n<p>(18 settembre)<\/p>\n<p>Mentre erano in corso le operazioni per il parbuckling della Concordia si poteva cogliere tutto il fastidio di politici e commentatori politici \u2013 ma anche di un po\u2019 tutti i giornalisti \u2013 per il fatto che togliesse spazio e visibilit\u00e0 al loro chiacchiericcio quotidiano sul nulla. Tranquilli, per\u00f2: \u00e8 passato poco pi\u00f9 di un giorno da un felice risultato pratico (per una volta) e, come se nulla fosse, possono ora tornare a esercitarsi nel loro sport preferito: rivoltolarsi senza fine nel nulla, appunto. PS Fesso chi gli dedica ogni giorno pi\u00f9 di cinque minuti del proprio tempo.<\/p>\n<p>(18 settembre)<\/p>\n<p>Sempre pi\u00f9 bello <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/NarrativelyNY?directed_target_id=0\">Narratively<\/a>. O, semplicemente, \u00e8 la molteplicit\u00e0 e variet\u00e0 e qualit\u00e0 delle storie che riesce a partorire e raccontare quotidianamente una citt\u00e0 come New York che incanta. Unico inconveniente: nell\u2019inevitabile confronto con il panorama non soltanto locale, ma italiano in genere, ci si sente ogni giorno pi\u00f9 piccoli e mediocri.<\/p>\n<p>(19 settembre)<\/p>\n<p><em>As today <a href=\"http:\/\/www.oed.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">OED<\/a> Word of the Day suggests, here we are, a lot of us in need\/search of a real <a href=\"http:\/\/www.oed.com\/view\/Entry\/136328\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">palingenesis<\/a> in this stage of the year and our life.<\/em><\/p>\n<p>(27 settembre)<\/p>\n<p>Commenti mattutini alla radio: un paese cotto, in confusione; il punto pi\u00f9 basso della storia della repubblica. GOOD MORNING ITALIA!<\/p>\n<p>(27 settembre)<\/p>\n<p>Hai sbagliato quest\u2019anno. Hai sbagliato a non tornare a fare una vendemmia professionale (nell\u2019occasione, in qualche grande vigneto del chietino, tra Tollo, Ortona e Orsogna o anche pi\u00f9 gi\u00f9, verso Torino di Sangro e Casalbordino). Merita ogni tanto farne una. Merita sfaticarsi un po\u2019 seriamente. Merita prendere parte a qualcosa di davvero vivo.<\/p>\n<p>(30 settembre)<\/p>\n<p>Cesare Cases introducendo, nel 1985, un suo carteggio con Luk\u00e1cs:<\/p>\n<blockquote><p><em>L\u2019uomo si definisce solo scegliendo e scartando. Il rischio di sbagliare c\u2019\u00e8 sempre, ma \u00e8 meno grave di quello di perdersi nella melma dell\u2019accettazione universale.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/lindiceonline.com\/index.php\/64-l-indice\/settembre-2013\/1095-sul-filo-del-rasoio\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Andrea Casalegno<\/a>, su \u00abL\u2019indice dei Libri\u00bb, recensendo, di Cesare Cases, <em>Scegliendo e scartando. Pareri di lettura (<\/em>a cura di Michele Sisto, Aragno, Torino 2013):<\/p>\n<blockquote><p><em>Non soltanto l\u2019uomo, anche un buon catalogo si costruisce \u201cscartando\u201d.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>(30 settembre)<\/p>\n<p>Di grazia, quand\u2019\u00e8 che ritroveremo un po\u2019 di vera grazia (intesa come bellezza, armonia, eleganza, garbo, civilt\u00e0, felicit\u00e0, benessere, incanto)?<\/p>\n<p>(3 ottobre)<\/p>\n<p>Leggere, leggere. Leggere roba seria, libri se possibile, ma anche belle riviste, con pezzi lunghi, articolati, non cazzatelle spicciole, legate al nostro mediocre quotidiano, e anche storie notevoli.<\/p>\n<p>(8 ottobre)<\/p>\n<p>Tardiamo. Tardiamo a fare un sacco di cose. Tardiamo a capire. Tardiamo a ripensarci. E tardiamo a rimetterci in moto, tardiamo a rimetterci in piedi. Tardiamo a tirare una linea, e quando finalmente lo facciamo \u00e8, appunto, spesso troppo tardi.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaramente un pensiero crepuscolare, questo, di quando si sente finire la <i>propria<\/i> estate e avanzare il <i>proprio<\/i> autunno. E che in questo momento si viva, oltre all\u2019autunno meteorologico, anche un autunno (se non addirittura un inverno) collettivo, nazionale, non \u00e8 di aiuto.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 pur vero che possiamo sempre incidere significativamente e <i>individualmente<\/i> sulla nostra situazione. Ma sono tanti e reiterati e non sempre superabili di slancio gli ostacoli (anche di origine collettiva) sulle nostre strade. E ancora pi\u00f9 spesso pesano come macigni tante, troppe scelte sbagliate (ma anche le scelte non fatte \u2013 per tempo) di un passato pi\u00f9 e meno remoto.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, ci si prova pure a sottrarsi alla negativit\u00e0 e al non darsi troppo addosso da soli (fermo restando che in tanti casi occorre proprio essere \u201cspietati\u201d con se stessi, prima ancora che con gli altri; occorre cio\u00e8 riconoscere i propri errori, le proprie colpe, i propri limiti, e non continuare troppo a lungo a fare quasi finta di niente).<\/p>\n<p>Ma di fronte alle tante scene di deterioramento che si parano quotidianamente davanti ai nostri occhi \u00e8 difficile, molto difficile, sottrarsi, per dirla con Pasolini o Lindo Ferretti, a una \u00abirata\u00bb \u2013 ma sempre meglio che rassegnata \u2013 \u00absensazione di peggioramento\u00bb.<\/p>\n<p>(16 ottobre)<\/p>\n<p><i>We need things <\/i><i>that<\/i><i> last. We need quality, not only quantity. It\u2019s pretty a silly thing to say today, in such a consumer and throw-away culture and society, but it\u2019s also something one cannot avoid thinking over and over again. The problem, maybe, is that true quality \u2014 and true appreciation of quality too \u2014 needs a protracted, inexhausted, lifelong process of learning, training and practice. But we are no more used to this either. <\/i><\/p>\n<p>(17 ottobre)<\/p>\n<p><i>Crisis \u2014 a <\/i><i>personal<\/i><i> as well as general situation where you can\u2019t say with assured certainty and credibility what is coming next. A limbo where all can still happen, for the better or for the worse, but we have lost our ability to predict any possible outcome of our daily decisions and actions.<\/i><i><\/i><\/p>\n<p>(17 ottobre)<\/p>\n<p>Sempre pi\u00f9 spesso scoprirsi a pensare e scrivere in inglese. E non credere sia solo il fatto che in inglese sono ormai gran parte delle letture. La sensazione \u00e8 che questa dismissione linguistica celi la crescente insofferenza e stanchezza per l\u2019Italia e l\u2019italiano di oggi.<\/p>\n<p>(22 ottobre)<\/p>\n<p>La vita #primadiinternet? Prima di internet si era pi\u00f9 concentrati \u2013 s\u00ec, concentrati a fissare il soffitto, al buio, quando non si sapeva come arginare la noia e la stanchezza e la solitudine e la tristezza e le lacrime di certe giornate o sere preda di una sensazione estrema di vuoto galoppante, quando n\u00e9 lo studio n\u00e9 i lavori n\u00e9 la lettura n\u00e9 la tv n\u00e9 i film al cinema n\u00e9 la musica dei dischi o alla radio n\u00e9 altre presenze amiche riuscivano a essere di conforto. Prima di internet la cifra vera di tante sere d\u2019autunno era una sensazione dolceamara di assenza, apatia, malia. Non era una meraviglia, perci\u00f2, la vita prima di internet. Non lo \u00e8 manco adesso, \u00e8 chiaro. Non lo sar\u00e0 mai. L\u2019insoddisfazione del presente \u00e8 la dimensione ultima dell\u2019uomo, quello preistorico come quello postmoderno come quello che verr\u00e0.<\/p>\n<p>(23 ottobre)<\/p>\n<p>Tornare oggi, potendo, non a dieci, non a venti, ma a trent\u2019anni fa. Tornare l\u00ec, e per\u00f2 ribaltare tutto, o quasi. Essere inclemente, per nulla accomodante. Anche pi\u00f9 egoista, forse. Ma soprattutto deciso, non soltanto insoddisfatto del mondo intorno. Doveva valere trent\u2019anni fa questo proposito. A maggior ragione dovrebbe valere oggi. Oggi che non possiamo accampare pi\u00f9 scuse. Oggi che, se non abbiamo ancora imparato, non impareremo mai pi\u00f9.<\/p>\n<p>(25 ottobre)<\/p>\n<p>Il pessimista \u2013 chi osserva con discreta attenzione il mondo attorno a s\u00e9, le cose che succedono come quelle che non si realizzano, traendone la conclusione che poco o nulla va come a suo modesto parere dovrebbe o potrebbe andare, ed \u00e8 per giunta fortemente scettico che questo stato possa volgere in meglio nel breve termine, senza prima un cambiamento sostanziale del modo generale di essere e di fare. Il pessimista \u2013 questa losca figura, sempre vista come un discreto menagramo da chi \u00e8 invece convinto che no, le cose non vanno cos\u00ec male per lui\/lei, non ancora cio\u00e8, o non ancora del tutto. Il pessimista \u2013 chi, suo malgrado, alla lunga spesso finisce per avere ragione.<\/p>\n<p>(23 novembre)<\/p>\n<p>Prima o poi la far\u00e0 completamente finita con \u201cframmenti\u201d sparsi di vario genere. Nel frattempo, considerando in buona sostanza il frammentario e il dispersivo la (sua) vera cifra odierna, sforzarsi periodicamente di ricompattare in un posto solo parte di quanto va seminando qui e l\u00e0 gli sembra comunque un buon esercizio.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un riepilogo sommario di quanto sono andato appuntando\/citando\/commentando\/rimando in materia perlopi\u00f9 politico-esistenziale in questo non entusiasmante 2013, soprattutto tra gennaio e aprile, i suoi mesi sicuramente pi\u00f9 \u201cschizzati\u201d (anche se gli ultimi, a partire da settembre, di nuovo non scherzano a \u201cimpazzimenti\u201d vari). Un periodo di indubbio frastornamento generale, ma al quale devo comunque un piccolo debito di gratitudine: avermi in un certo senso spinto a riscoprire la poesia \u2013 quella intorno a noi come quella dentro di noi \u2013 e anche a ricominciare a giocare con rime e versi, non importa se banali, in uno sforzo di esprimere con [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[49,32,34,269,23,27,13,21],"tags":[174,103,58,18,146,255,14],"class_list":["post-2978","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-5-7-5","category-citazioni","category-diario","category-frammentario","category-note","category-nugae","category-pensieri","category-schizzi-di-versi","tag-174","tag-elezioni","tag-in-rima","tag-italia","tag-ombelico","tag-politica","tag-questo-e-quello"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/pgPIz4-M2","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2978","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2978"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2978\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2978"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2978"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2978"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}