{"id":3120,"date":"2016-05-12T00:06:37","date_gmt":"2016-05-11T22:06:37","guid":{"rendered":"http:\/\/nazzarenomataldi.com\/?p=3120"},"modified":"2016-05-12T00:06:37","modified_gmt":"2016-05-11T22:06:37","slug":"limpossibilita-di-riprendere-da-dove-si-lascia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2016\/05\/12\/limpossibilita-di-riprendere-da-dove-si-lascia\/","title":{"rendered":"L\u2019impossibilit\u00e0 di riprendere da dove si lascia"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 un fatto, una verit\u00e0 da cui non si pu\u00f2 prescindere: nella vita non si riprende mai dal punto esatto in cui si \u00e8 abbandonato qualcosa, di qualunque cosa si tratti. Lo sai bene, per esperienza personale. Lo hai anche gi\u00e0 scritto, in forma di <a href=\"https:\/\/fogliedivite.wordpress.com\/2012\/09\/23\/salut\/\" target=\"_blank\">post<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>Ogni pausa, ogni vacanza, ogni periodo di riflessione e ogni cambio di stagione, climatica e non, determinano piccoli e grandi mutamenti. Va dunque bandita l\u2019idea che dopo una sosta si possa ripartire tali e quali al prima. Lo dicono anche Robert Musil in <em>L\u2019uomo senza qualit\u00e0<\/em> \u2013 \u00abquello che era una volta non sar\u00e0 mai pi\u00f9 allo stesso modo\u00bb \u2013 e Ingeborg Bachmann in <em>Trentesimo anno<\/em>: \u00aba nessuno \u00e8 dato riprendere dal punto in cui ha interrotto\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Lo ritrovi confermato anche nella traduzione che hai in corso.<\/p>\n<p>Il protagonista, chiamiamolo X, sta per tornare dalla seconda guerra mondiale, dopo tre anni trascorsi pericolosamente sul fronte asiatico. \u00c8 un po\u2019 \u2013 diciamo anche molto \u2013 perso. A parte tutto lo scombussolamento fisico e mentale provocato dalla guerra, la moglie, con cui era sposato solo da pochi mesi prima che si arruolasse, gli ha appena scritto una lettera in cui chiede il divorzio. Il matrimonio \u00e8 dunque finito e lui \u00e8 di nuovo scapolo. Anche la famiglia d\u2019origine non vive pi\u00f9 dove l\u2019aveva lasciata, e in ogni caso non potrebbe essergli granch\u00e9 d\u2019aiuto. Tornando in America ha per\u00f2 la possibilit\u00e0, grazie al GI Bill, di riprendere gli studi universitari (dopo averli precocemente abbondati, prima della guerra, per perseguire una vocazione vagamente artistica, in ambito teatrale, e poi lavorare come tuttofare in un paio di radio locali) e, in questo modo, dare magari un pi\u00f9 chiaro indirizzo alle ambizioni non troppo recondite di diventare uno scrittore. Cerca cos\u00ec consiglio qua e l\u00e0, tra vecchie e nuove conoscenze.<\/p>\n<p>Tra le varie lettere che riceve prima di ripartire per l\u2019America c\u2019\u00e8 quella di un amico dei tempi delle esperienze teatrali amatoriali, che lo mette al corrente di nuovi promettenti progetti e gli comunica che, appena rimetter\u00e0 piede l\u00ec, se gli interessa intende coinvolgerlo in qualcosa di grandioso. In poche parole gli dice che, se si d\u00e0 una mossa, possono riprendere da dove hanno lasciato.<\/p>\n<p>X, per\u00f2, sa bene di essere cambiato nei tre anni di guerra: il suo vecchio io \u00e8 come morto e, anche se il nuovo \u00e8 di l\u00e0 da venire, \u00e8 praticamente impossibile riprendere da dove ha lasciato, tornando a fare le cose esatte di prima. Anzi, ed \u00e8 qui che comincia a emergere con forza una nuova maturit\u00e0, il germe della futura identit\u00e0, X proprio non vuole riprendere da dove ha lasciato, perch\u00e9 ha gi\u00e0 intimamente capito che non funzionerebbe.<\/p>\n<p>Ma dal dire o pensare al fare ce ne passa sempre. Perch\u00e9, anche quando si sa che non si \u00e8 \u2013 e non si pu\u00f2 n\u00e9 si vuole essere \u2013 pi\u00f9 quelli di prima, alla prova dei fatti \u00e8 raro attaccare subito una nuova vita con qualcosa di totalmente nuovo: di un appiglio col passato abbiamo sempre bisogno, anche nei momenti di forte cambiamento. Anzi, di solito \u00e8 proprio al passato \u2013 quantomeno quella parte del passato cui siamo maggiormente legati e che ci ha dato maggiori soddisfazioni \u2013 che riandiamo nel momento di dover ripartire per qualcosa di nuovo. Solo per gradi poi ce ne sganciamo, fino a essere davvero nuovi, al termine di un processo spesso lungo, tortuoso e faticoso.<\/p>\n<p>Quello che in effetti succeder\u00e0 anche a X.<\/p>\n<p>Se vogliamo, anche quello che dice <a href=\"http:\/\/www.camillabaresani.com\/\" target=\"_blank\">Camilla Baresani<\/a> in <em>La vita come elaborazione del gusto<\/em>, all\u2019interno del volume <em>Il piacere tra le righe. Le seduzioni della lettura<\/em> (Bompiani, Milano 2003, pp. 107-108):<\/p>\n<blockquote><p>Accompagna la nostra vita un continuo e sommesso adottare passioni e piaceri, per poi protendersi e superarli. In genere si tratta di un\u2019evoluzione indirizzata alla ricerca di qualcosa che ci incuriosisce perch\u00e9 non ci \u00e8 gi\u00e0 noto: e la formula ideale di questa novit\u00e0 \u00e8 quella che contiene un minimo di elementi del passato, per mantenere un appiglio a certezze e conoscenze gi\u00e0 acquisite, e che in seguito \u2013 in modo cauto o brutale \u2013 sono destinate a modificarsi.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 un fatto, una verit\u00e0 da cui non si pu\u00f2 prescindere: nella vita non si riprende mai dal punto esatto in cui si \u00e8 abbandonato qualcosa, di qualunque cosa si tratti. Lo sai bene, per esperienza personale. Lo hai anche gi\u00e0 scritto, in forma di post: Ogni pausa, ogni vacanza, ogni periodo di riflessione e ogni cambio di stagione, climatica e non, determinano piccoli e grandi mutamenti. Va dunque bandita l\u2019idea che dopo una sosta si possa ripartire tali e quali al prima. Lo dicono anche Robert Musil in L\u2019uomo senza qualit\u00e0 \u2013 \u00abquello che era una volta non sar\u00e0 [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32,3,23,48],"tags":[57,429,434,543,544,545],"class_list":["post-3120","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-citazioni","category-libri","category-note","category-traduzioni","tag-cambiamenti","tag-camilla-baresani","tag-ingeborg-bachmann","tag-pause","tag-robert-musil","tag-x"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/pgPIz4-Ok","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3120","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3120"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3120\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3120"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3120"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3120"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}