{"id":3229,"date":"2016-05-31T22:56:05","date_gmt":"2016-05-31T20:56:05","guid":{"rendered":"http:\/\/nazzarenomataldi.com\/?p=3229"},"modified":"2016-05-31T22:56:05","modified_gmt":"2016-05-31T20:56:05","slug":"fruitori-produttori-curatori-e-distributori-di-contenuti-ovvero-filtri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2016\/05\/31\/fruitori-produttori-curatori-e-distributori-di-contenuti-ovvero-filtri\/","title":{"rendered":"Fruitori, produttori, curatori e distributori di contenuti, ovvero filtri"},"content":{"rendered":"<p><em>[Ripescando e integrando un <a href=\"https:\/\/fogliedivite.wordpress.com\/2012\/10\/12\/fruitori-curatori-e-distributori\/\" target=\"_blank\">post dell\u2019ottobre 2012<\/a>, con una citazione del 1998, pi\u00f9 che attuale.]<\/em><\/p>\n<blockquote><p>[&#8230;] Rendere possibili le comunicazioni \u00e8 stato il fine principale di Internet sin dai suoi inizi. A partire dai ricercatori che volevano trasmettere e discutere i risultati dei loro progetti, la potenzialit\u00e0 di comunicazione attraverso le reti informatiche fu immediatamente riconosciuta dal pubblico quando furono introdotti sul mercato i primi browser. Da quel momento Internet \u00e8 balzato alla ribalta per le comunicazioni che ricorrono all\u2019uso di testi, modelli, suoni, video e, com\u2019era prevedibile, Internet sta cominciando a cambiare il modo stesso di scambiare informazioni. [&#8230;]<\/p>\n<p>La differenza principale fra Internet e i media convenzionali come televisione, radio e giornali \u00e8 che non ci saranno pi\u00f9 solo poche organizzazioni in grado di fornire informazioni. Tutti coloro che possono accedere a Internet sono invece potenziali fornitori di contenuti. Questo pu\u00f2 condurre a una situazione in cui il numero di fruitori di informazioni sar\u00e0 praticamente uguale a quello dei produttori di informazioni. Perci\u00f2 Internet \u00e8 il primo medium tecnologico che rende veramente possibile la comunicazione invece di trasmettere osservazioni e opinioni filtrate da pochi fornitori di informazioni a milioni di ascoltatori o spettatori. Dovranno per\u00f2 passare alcuni anni* prima che questa differenza sia riconosciuta e apprezzata. Questo \u00e8 il vantaggio che Internet ha su tutti gli altri mezzi di comunicazione esistenti. [&#8230;]<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ia.arch.ethz.ch\/schmitt\/\">Gerhard Schmitt<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/Information-architecture-Basi-futuro-CAAD\/dp\/8886498527\/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1350041060&amp;sr=8-1\"><em>Information Architecture. Basi e futuro del Caad<\/em><\/a>, traduzione di Simonetta Franceschetti, Testo &amp; Immagine, Torino\u00a01998, pp. 70-71.<\/p>\n<p>* Da questa profezia di Schmitt (di cui, tra l\u2019altro, nel 1998 tradussi l\u2019articolo <em>Smaterializzazione e shared authorship in architettura<\/em> per il numero 15 del trimestrale \u00ab<a href=\"http:\/\/www.mediamente.rai.it\/home\/bibliote\/intervis\/c\/contu.htm\">Tel\u00e8ma<\/a>\u00bb), di anni ne sono passati quasi venti, e oggi tutto si pu\u00f2 dire meno che non ci abbia preso. Le sue previsioni, anzi, sono state per tanti versi superate. Perch\u00e9 oggi ciascun fruitore di internet \u00e8, a sua volta, non solo produttore di informazioni ma filtro (specie per i link proposti), curatore e distributore dei contenuti prodotti da altri.<\/p>\n<p>Per dirla con una frase di <a href=\"http:\/\/www.weinberger.org\/index.html\" target=\"_blank\">David Weinberger<\/a> (di cui nel 2012 ho avuto l\u2019onore di tradurre il libro, <a href=\"http:\/\/www.goodreads.com\/book\/show\/11581907-too-big-to-know\"><em>Too Big to Know: Rethinking Knowledge Now That the Facts Aren\u2019t the Facts, Experts Are Everywhere, and the Smartest Person in the Room Is the Room<\/em><\/a>, uscito in Italia da <a href=\"http:\/\/www.codiceedizioni.it\">Codice Edizioni<\/a> con il titolo <a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/stanza-intelligente-conoscenza-propriet%C3%A0-della\/dp\/8875783160\/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1349173760&amp;sr=8-1\"><em>La stanza intelligente. La conoscenza come propriet\u00e0 della rete<\/em><\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>Ogni blogger \u00e8 un\u2019emittente, ogni lettore \u00e8 un redattore.<\/p><\/blockquote>\n<p>Questa condizione ci assegna, di fatto, un\u2019enorme responsabilit\u00e0 ogni volta che operiamo in rete, a prescindere che sia in maniera attiva o passiva. Perch\u00e9, in ultima analisi, ogni nostra azione online contribuisce alla definizione di una gerarchia dei contenuti, se \u00e8 vero che le pagine con le maggiori visualizzazioni, quelle con pi\u00f9 like o a cui rimandano pi\u00f9 tweet, status e link, finiscono solitamente per essere anche le prime che compaiono nei risultati dei motori di ricerca, sulle bacheche dei social o nei consigli per gli acquisti. Col risultato che non sempre la priorit\u00e0 viene data al meglio in termini di accuratezza, affidabilit\u00e0, utilit\u00e0 e \u2013 perch\u00e9 no? \u2013 bello. E questo ci dovrebbe far riflettere, come minimo, se teniamo a internet come strumento di arricchimento e progresso individuale e collettivo, e non veicolo di propaganda, mero canale di intrattenimento o comoda piattaforma per questo e quel commercio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Ripescando e integrando un post dell\u2019ottobre 2012, con una citazione del 1998, pi\u00f9 che attuale.] [&#8230;] Rendere possibili le comunicazioni \u00e8 stato il fine principale di Internet sin dai suoi inizi. A partire dai ricercatori che volevano trasmettere e discutere i risultati dei loro progetti, la potenzialit\u00e0 di comunicazione attraverso le reti informatiche fu immediatamente riconosciuta dal pubblico quando furono introdotti sul mercato i primi browser. Da quel momento Internet \u00e8 balzato alla ribalta per le comunicazioni che ricorrono all\u2019uso di testi, modelli, suoni, video e, com\u2019era prevedibile, Internet sta cominciando a cambiare il modo stesso di scambiare informazioni. [&#8230;] [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32,3,23,48],"tags":[548,82,549,84,51],"class_list":["post-3229","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-citazioni","category-libri","category-note","category-traduzioni","tag-contenuti","tag-david-weinberger","tag-gerhard-schmitt","tag-internet","tag-rete"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/pgPIz4-Q5","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3229","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3229"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3229\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3229"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3229"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3229"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}