{"id":3368,"date":"2017-01-22T16:53:13","date_gmt":"2017-01-22T15:53:13","guid":{"rendered":"http:\/\/nazzarenomataldi.com\/?p=3368"},"modified":"2017-01-22T16:53:13","modified_gmt":"2017-01-22T15:53:13","slug":"la-battaglia-quotidiana-per-una-vita-decente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2017\/01\/22\/la-battaglia-quotidiana-per-una-vita-decente\/","title":{"rendered":"La battaglia quotidiana per \u00abuna vita decente\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/fazieditore.it\/catalogo-libri\/luomo-scrisse-romanzo-perfetto\/\" target=\"_blank\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-3244\" style=\"margin-top: 2px\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/nazzarenomataldi.com\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/Shields-romanzo-perfetto-197x300.jpg?resize=132%2C201\" width=\"132\" height=\"201\" \/><\/a>Un giorno dovr\u00f2 tornare seriamente sulla traduzione di <a href=\"https:\/\/fazieditore.it\/catalogo-libri\/luomo-scrisse-romanzo-perfetto\/\" target=\"_blank\"><em>L\u2019uomo che scrisse il romanzo perfetto<\/em><\/a>, di Charles J. Shields (Fazi Editore, 2016). Un libro che pi\u00f9 di altri mi \u00e8 piaciuto (co)tradurre, avendolo subito sentito \u201cmio\u201d (non ultimo, non lo nego, per la comune estrazione contadina con <a href=\"https:\/\/fazieditore.it\/autore\/john-williams\/\" target=\"_blank\">John Williams<\/a>); che davvero credo mi abbia detto e dato pi\u00f9 di altri; e per il quale nemmeno le immancabili difficolt\u00e0 di lavorazione si sono fatte sentire in modo particolare.<\/p>\n<p>Essendo un\u2019anteprima mondiale, il testo in inglese su cui io e la <a href=\"http:\/\/www.copydimare.com\" target=\"_blank\">@copydimare<\/a> abbiamo iniziato a lavorare non era ancora quello definitivo; giunta la versione finale, \u00e8 stato cos\u00ec necessario rivedere tutto da capo, e anche abbastanza a fondo. Ma \u00e8 stato un impegno aggiuntivo che personalmente non mi \u00e8 pesato, facendomi anzi entrare ancora meglio nell\u2019opera, nei suoi protagonisti \u2013 \u00e8 una biografia di Williams, \u00e8 vero, ma di contorno ci sono tanti altri personaggi non secondari \u2013 e nei suoi temi.<\/p>\n<p>E uno dei temi pi\u00f9 ricorrenti, uno di quelli che mi hanno anche preso di pi\u00f9 e che probabilmente ho tradotto con pi\u00f9 \u201cgusto\u201d, era quello sulla necessit\u00e0\/difficolt\u00e0 di conciliare scrittura e insegnamento: sia da parte di Williams, sia \u2013 in misura forse pi\u00f9 drammatica, cio\u00e8 senza mai arrivare a un giusto compromesso \u2013 nel caso del cognato <a href=\"http:\/\/sombrerobooks.com\/?p=2682\" target=\"_blank\">Willard \u201cButch\u201d Marsh<\/a> (anche lui autore, soprattutto di racconti pulp e di fantascienza, nonch\u00e9 di un romanzo che ebbe un discreto successo all\u2019uscita, nel 1965, da Harper &amp; Row: <a href=\"http:\/\/www.goodreads.com\/book\/show\/16050289-week-with-no-friday\" target=\"_blank\"><em>Week With No Friday<\/em><\/a>, sulla vita boh\u00e9mien degli scrittori e artisti americani espatriati in Messico negli anni Cinquanta e Sessanta). Una questione altres\u00ec all\u2019origine di continui battibecchi epistolari tra i due.<\/p>\n<p>Mi permetto allora di citare due pagine rappresentative su questo tema, che evidenziano le differenti filosofie di vita e di scrittura di Williams e del cognato, e in certo senso illustrano pure la maggiore maturit\u00e0 \u2013 per non dire la netta superiorit\u00e0 intellettuale \u2013 del primo rispetto al secondo.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abCome va, per davvero?\u00bb, scrisse Ken Smart dall\u2019Universit\u00e0 di Miami all\u2019inizio del 1949. \u00abChe cosa hai in mente per il futuro? Cio\u00e8, hai mai pensato seriamente di insegnare, ti piacerebbe scrivere per mestiere, o sei uno dei tanti che si accontentano di fare piani solo per le prossime dieci ore?\u00bb.<\/p>\n<p>Williams, di nuovo sposato, si destreggiava adesso su tre fronti: scriveva narrativa e poesia; lavorava come redattore in una piccola casa editrice; e, proseguendo con la scuola di specializzazione, stava probabilmente gettando le basi per una carriera universitaria. Dei tre, l\u2019insegnamento a livello universitario gli appariva sempre di pi\u00f9 come una base stabile, che gli avrebbe anche lasciato il tempo per scrivere. D\u2019altra parte, non pensava che insegnamento e scrittura interferissero fra loro. \u00abDio mio, da quando in qua lavorare per vivere \u00e8 svendersi? Scrivere non \u00e8 qualcosa che si fa nella mente di Dio o in qualche astrazione; si scrive nel mondo, in una stanza, su un tavolo, con una macchina da scrivere o una matita. Bisogna mangiare per vivere; e se mangiare bene ti distrae dalla scrittura meno del mangiare male, allora meglio mangiare bene\u00bb<a href=\"\/blog\/#_edn1\" name=\"_ednref1\">[1]<\/a>. Inoltre, l\u2019insegnamento contribuiva a costruire l\u2019identit\u00e0 di un uomo di lettere, una persona che capiva i testi letterari, la scrittura creativa, i periodi storici dell\u2019arte e via dicendo; non come suo cognato, convinto che bastassero talento, ispirazione e tempo.<\/p>\n<p>\u00abVoi ragazzi di Denver non sapete che vi perdete non mandandomi una cassa di moscato e un registratore\u00bb, si divertiva a sparare Butch, punzecchiando di nuovo John a proposito di Swallow Press e dei suoi autori cerebrali. \u00abPotrei sfornare pagine di fantasia in tono gioioso; e voi potreste venderle non in smilzi pamphlet, ma a canestri pieni, facendo una fortuna\u00bb<a href=\"\/blog\/#_edn2\" name=\"_ednref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p>Williams ignorava le battute di scherno del cognato, convinto com\u2019era che uno scrittore dovesse essere pi\u00f9 colto di uno studioso qualunque. Un dottorato e l\u2019insegnamento gli avrebbero sicuramente fornito ci\u00f2 di cui aveva bisogno per raggiungere quelle vette che lui cercava lavorando \u00abin una stanza, su un tavolo, con una macchina da scrivere\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: right\">(pp. 106-107)<\/p>\n<blockquote><p>Mentre Williams lavorava, Butch Marsh gli scrisse una lettera. Con una caraffa di daiquiri a portata di mano, butt\u00f2 gi\u00f9 tre pagine di aggiornamenti, in una sorta di flusso di coscienza il cui succo era che si trovava a met\u00e0 carriera e ancora arrancava. <em>Week With No Fridays<\/em> era uscito anche in edizione tascabile e ora faceva bella mostra di s\u00e9 sulle rastrelliere dei libri nelle stazioni degli autobus e nei drugstore, ma l\u2019editore Harper &amp; Row aveva rifiutato il suo secondo romanzo, quello ambientato a San Francisco, di conseguenza era nuovamente in bolletta.<\/p>\n<p>Da pi\u00f9 di vent\u2019anni, da quando nel 1945 aveva lasciato l\u2019Army Air Corps, Marsh scriveva al calore bianco \u2013 racconti, poesie, romanzi \u2013 convinto che fare l\u2019autore a tempo pieno fosse un po\u2019 come giocare alle corse dei cavalli: spalmando le scommesse. Un testo per cui ti ci volevano mesi magari non riuscivi a venderlo, ma un racconto che avevi sfornato in un giorno poteva anche fare il colpaccio. Negli ultimi tempi, per\u00f2, la fortuna non lo assisteva pi\u00f9. Cos\u00ec, per quanto poco gli piacesse, stava pensando di tornare a insegnare negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Da quando si conoscevano, i due cognati litigavano su un punto: non su chi scrivesse meglio, ma sul fatto di insegnare e scrivere. Butch vedeva l\u2019insegnamento come un ripiego, pur essendo bravo. Ovunque avesse fatto il docente \u2013 al Winthrop College, all\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Iowa, alla University of Southern California \u2013 aveva ricevuto ottimi giudizi e complimenti lusinghieri. Ma quando insegnava non riusciva a scrivere.<\/p>\n<p>John, al contrario, non riteneva le due occupazioni inconciliabili. \u00abNon c\u2019\u00e8 conflitto tra i due ruoli, davvero, salvo quello inevitabile del tempo, il tempo per dare il meglio in entrambi i mestieri, ognuno dei quali \u00e8 piuttosto impegnativo. Per tanti versi, un ruolo sostiene l\u2019altro: come insegnante sono pagato per pensare e discutere con altre persone, i cui interessi sono della massima importanza per me come romanziere; come romanziere posso conferire una certa autorevolezza a ci\u00f2 che ho da dire sulla letteratura\u00bb.<\/p>\n<p>Secondo John, forse il problema di Butch erano semplicemente le troppe poche scelte a disposizione. \u00abCome molte \u201clibert\u00e0\u201d, la libert\u00e0 che uno pensa di trovare in Messico pu\u00f2 essere una specie di prigione; cio\u00e8, anche se sei libero di fare delle scelte l\u00ec, il numero delle scelte possibili \u00e8 abbastanza limitato\u00bb. Lo invit\u00f2 dunque a spedire un curriculum ad almeno cinquanta universit\u00e0. Se lo avessero invitato per un colloquio, era quasi certo che il posto sarebbe stato suo, \u00aba meno che non pisci sul pavimento o ti metti troppo rossetto\u00bb. Non si perdeva nessuna faccia a insegnare: \u00abti aiuter\u00e0 come scrittore, ed \u00e8 una vita decente\u00bb<a href=\"\/blog\/#_edn3\" name=\"_ednref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p>Marsh rispose che ci avrebbe riflettuto.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: right\">(pp. 239-240)<\/p>\n<p>Dicevo sopra che questo \u00e8 uno dei temi che mi hanno preso di pi\u00f9 nel corso della traduzione. Perch\u00e9? Io non scrivo n\u00e9 insegno, come facevano Williams e il cognato; per\u00f2 traduco e allo stesso tempo faccio l\u2019agricoltore (o almeno ci provo). Il tutto per scelta e per necessit\u00e0.<\/p>\n<p>Se vogliamo: il traduttore per passione e vocazione (\u00e8 un mestiere che mi si conf\u00e0 intellettualmente e caratterialmente); l\u2019agricoltore per necessit\u00e0 e passione (nato e cresciuto in un contesto contadino, se non mantenessi il contatto con la terra, smettendo di lavorarla in prima persona, con ogni probabilit\u00e0 non sarei pi\u00f9 me stesso).<\/p>\n<p>La difficolt\u00e0 di conciliare i due mestieri c\u2019\u00e8, in ogni caso. A volte un buco nell\u2019uno ti permette di seguire meglio l\u2019altro; ma capita anche che l\u2019uno e l\u2019altro ti impegnino contemporaneamente e pesantemente. E quando questo succede, pu\u00f2 diventare tutto molto complicato, non riuscendo a prestare a nessuna delle due attivit\u00e0 quella dedizione intensa, assidua e protratta che \u00e8 alla base della loro riuscita.<\/p>\n<p>Ci sono per esempio situazioni come quella di questi giorni di forti nevicate su tutta fascia montana e pedemontana tra Abruzzo e Marche, con disagi (in primis l\u2019interruzione di corrente) e danni a non finire, in cui davvero ti ritrovi impantanato fino al collo su un fronte come nell\u2019altro; allo stesso tempo fiaccato fisicamente e provato mentalmente, alle prese con emergenze materiali che fanno passare ogni discorso intellettuale (nel mio caso la traduzione) in secondo piano.<\/p>\n<p>In generale, per\u00f2, quando non ci sono sovrapposizioni troppo marcate, o quando si riesce a stabilire e seguire una tabella di marcia con buoni margini di flessibilit\u00e0, un mestiere aiuta ad affrontare meglio l\u2019altro, creando delle camere di compensazione senza le quali la vita sarebbe probabilmente molto pi\u00f9 triste o pi\u00f9 povera o, senza ombra di dubbio, pi\u00f9 schizzata.<\/p>\n<p>Sono dunque dalla parte di Williams, pi\u00f9 che del cognato Butch.<\/p>\n<p><a href=\"\/blog\/#_ednref1\" name=\"_edn1\">[1]<\/a> Martha Hume, \u201cArtist of Diversity: John Williams\u201d, \u00abDust\u00bb, inverno 1966, p. 18.<\/p>\n<p><a href=\"\/blog\/#_ednref2\" name=\"_edn2\">[2]<\/a> Marsh a Williams, 20 gennaio 1949.<\/p>\n<p><a href=\"\/blog\/#_ednref3\" name=\"_edn3\">[3]<\/a> Williams a Marsh, 11 ottobre 1967.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un giorno dovr\u00f2 tornare seriamente sulla traduzione di L\u2019uomo che scrisse il romanzo perfetto, di Charles J. Shields (Fazi Editore, 2016). Un libro che pi\u00f9 di altri mi \u00e8 piaciuto (co)tradurre, avendolo subito sentito \u201cmio\u201d (non ultimo, non lo nego, per la comune estrazione contadina con John Williams); che davvero credo mi abbia detto e dato pi\u00f9 di altri; e per il quale nemmeno le immancabili difficolt\u00e0 di lavorazione si sono fatte sentire in modo particolare. Essendo un\u2019anteprima mondiale, il testo in inglese su cui io e la @copydimare abbiamo iniziato a lavorare non era ancora quello definitivo; giunta la [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[433,23,48],"tags":[587,552,8,518,588,554,589,41,445,24,590,591],"class_list":["post-3368","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-assaggi","category-note","category-traduzioni","tag-agricoltura","tag-charles-j-shields","tag-fazi-editore","tag-franca-di-muzio","tag-insegnamento","tag-john-williams","tag-luomo-che-scrisse-il-romanzo-perfetto","tag-scrittura","tag-tradurre","tag-vita","tag-week-with-no-friday","tag-willard-butch-marsh"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/pgPIz4-Sk","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3368","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3368"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3368\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3368"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3368"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3368"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}