{"id":3878,"date":"2018-07-05T21:18:38","date_gmt":"2018-07-05T19:18:38","guid":{"rendered":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/?p=3878"},"modified":"2018-07-05T21:18:38","modified_gmt":"2018-07-05T19:18:38","slug":"4-luglio-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2018\/07\/05\/4-luglio-2018\/","title":{"rendered":"4 luglio 2018"},"content":{"rendered":"<p>Francesco De Gregori: dove lo avevo gi\u00e0 visto in concerto? Ah, s\u00ec, al vecchio teatro Calabresi di San Benedetto del Tronto, non meno di quindici o forse venti anni fa. Ricordo giusto un\u2019atmosfera molto composta in sala, non particolari emozioni o suggestioni. (O mi sbaglio ed era in realt\u00e0 Francesco Guccini? No, dovrei averli visti entrambi l\u00ec, in un periodo in cui gravitavo abbastanza sulla Riviera delle Palme per tutto ci\u00f2 che concerneva la musica: dischi, biglietti per i concerti dei Rem a Bologna o Ancona, e anche eventi in loco.)<\/p>\n<p>Lo rivedo ieri sera, all\u2019aviosuperficie di Villa Selva di Favale, comune di Civitella del Tronto (TE), in un concerto previsto inizialmente alla Fortezza della stessa Civitella, poi spostato in una superficie pi\u00f9 ampia per consentire l\u2019accesso a un maggior numero di spettatori.<\/p>\n<p>E all\u2019Airpark di Favale ce n\u2019\u00e8 di spazio. E ce n\u2019\u00e8 di gente, forse anche per il prezzo decisamente popolare del biglietto: 12 euro (13,20 in prevendita), trattandosi di un evento rientrante nel Festival Abruzzo dal Vivo 2018, una collaborazione tra Regione Abruzzo e Mibact.<\/p>\n<p>Quanto a me, mi presento all\u2019appuntamento senza biglietto. Come quasi sempre in queste occasioni festivaliere estive, decido all\u2019ultimo momento di andare, pensando: se trovo un biglietto, ok, vorr\u00e0 dire che mi rigira un po\u2019 bene (in un periodo in cui pochissimo va per il verso giusto, in realt\u00e0); altrimenti amen, mi far\u00f2 comunque un\u2019idea da fuori dell\u2019aria che si respira, oltre ad allontanarmi per una sera da casa facendo appena qualche chilometro.<\/p>\n<p>Arrivo dunque, salendo e scendendo per la collina di Santa Croce, con un manto stradale finalmente rifatto, perfetto. (E il pensiero: Che meraviglia! Si pu\u00f2 tornare a pedalare da queste parti, faticando da morire in certi tratti in salita, se non sei allenato, ma per il resto godendo alla grande, tanta \u2013 smottamenti e terremoti permettendo \u2013 la tranquillit\u00e0 e la bellezza dei posti.) Non sono il solo lungo questa strada di campagna poco transitata gi\u00e0 di giorno, figurarsi la notte: mi precedono e seguono altre automobili, tutte con andatura pacata. Buon segno: andranno senz\u2019altro a sentire De Gregori. E arrivato sul piano, in effetti, anche se manca ancora un chilometro al luogo del concerto, ecco gi\u00e0 auto parcheggiate ad ambo i lati della strada. Non mi fermo per\u00f2, proseguo: sia mai che si sono fatti tutti prendere dalla paura di non trovare parcheggio pi\u00f9 avanti? Be\u2019, no, anche pi\u00f9 avanti \u00e8 tutto pieno, ci sono addirittura un paio di bus navetta che scaricano gente all\u2019ingresso dell\u2019Airpark, ma poco pi\u00f9 gi\u00f9 ecco l\u2019indicazione di un parcheggio nei campi, appositamente approntato, con tanto di volontari della protezione civile a regolare il traffico. Roba grossa, non c\u2019\u00e8 che dire: proprio non mi aspettavo tanto movimento, tanta organizzazione, tanta affluenza. Penso: Na\u2019, stasera mi sa proprio che resti all\u2019asciutto con il biglietto, sprovveduto e fiducioso nella buona sorte che non sei altro.<\/p>\n<p>Comunque, procedo. Parcheggio, non proprio vicino, in questo pratone falciato di fresco. Quante macchine, cazzo! E su quante file! All\u2019uscita sar\u00e0 di sicuro un ingorgo, visto l\u2019imbuto dell\u2019ingresso. Pazienza, per ora non voglio pensarci, voglio provare a vivermi serenamente la serata. Mi metto in cammino, m\u2019incolonno con gli altri. Ah, ecco pure i bus navetta, subito sulla provinciale: \u00e8 un breve tratto fino all\u2019Airpark, ma salgo su. Qui, mi si comincia a chiarire la fisionomia del pubblico: fascia d\u2019et\u00e0 prevalente, dai trenta ai cinquanta, forse pi\u00f9 donne che uomini, ma anche pi\u00f9 anziani, in coppia, e pi\u00f9 giovani, anche loro prevalentemente in coppia; giovanissimi, sotto i vent\u2019anni, mi pare pochini. Tutti molto sorridenti, in ogni caso.<\/p>\n<p>Proprio non diresti si tratti di un campione di quell\u2019Italia \u201cincattivita\u201d di cui tanto si parla di recente; eppure, puoi esserne certo, in mezzo ci saranno anche parecchi elettori di Lega e 5S, nonch\u00e9 di FdI e Forza Italia, e magari pure Casa Pound e Forza Nuova, accanto a quelli pi\u00f9 scontati di PD, LeU, +Europa ecc. No, dalle facce e dalle pose non sembra esserci in giro tutta questa \u201ccattiveria\u201d; quantomeno, non in quest\u2019angolo di provincia centroitalica, un tempo parte integrante di un ricco quadrilatero produttivo (con tessile, edilizia e lavorazioni meccaniche a fare da traino, e l\u2019agricoltura ancora saldo punto di riferimento tradizionale \u2013 vedasi l\u2019inflazione di sagre a tema), oggi abbastanza ammaccato da delocalizzazioni e chiusure e orientato pi\u00f9 al commercio che ad altro, ma sostanzialmente ancora combattivo e creativo, o, comunque, ancora con un ricco salvadanaio dalle parti di genitori e soprattutto nonni.<\/p>\n<p>Ma, andiamo, pensiamo al concerto di questa sera, non alla politica, non all\u2019economia, non alla societ\u00e0. Nella lunga fila sul viale d\u2019ingresso all\u2019Airpark che avanza a scatti, c\u2019\u00e8 per la verit\u00e0 qualcuno che parla di partiti, o meglio delle dinamiche politiche locali, a conti fatti sempre le stesse, secondo linee amicali quando non parentali, con i vari dominus del passato che fanno ancora sentire la loro pesante influenza, ma \u00e8 giusto qualcuno. I pi\u00f9, facce, braccia, gambe, scollature e spalle gi\u00e0 belle abbronzate, hanno la testa a vivere una serata in compagnia e allegria (zanzare permettendo), riandando semmai ai tempi in cui le canzoni di De Gregori accompagnavano i loro primi amori, pi\u00f9 che i tragitti in macchina per i primi lavori.<\/p>\n<p>Il mio biglietto? Oddio, spero tanto che nel gazebo vicino ai cancelli ci sia una specie di biglietteria, se no che peccato restare fuori, con tutta questa placida gente. Ecco, un\u2019ultima avanzata a blocchi e ci siamo, siamo al controllo biglietti. Mi avvicino al gazebo: Per caso, c\u2019\u00e8 ancora qualche biglietto disponibile? La risposta: S\u00ec. Quanti gliene servono? Uno, uno, dico. Purtroppo, penso dentro di me, la cara persona a cui avevo proposto di venire non \u00e8 potuta \u2013 e per tanti versi non \u00e8 voluta \u2013 venire. Mi dispiaccio per lei e un po\u2019 anche per me, ch\u00e9 andare da solo a un concerto non \u00e8 come andarci in compagnia, ma debbo ritenermi fortunato cos\u00ec: pensa, non ho dovuto pagare nemmeno il supplemento per la prevendita. E accanto a me, infatti, qualcuno nota la scena e si lascia sfuggire, un po\u2019 contrariato: Ma che \u00e8? A \u2019sto punto stiamo? (Cio\u00e8: Fare la fila senza avere il biglietto, trovarne uno all\u2019ultimissimo momento \u2013 il concerto sta quasi iniziando \u2013 e pagare anche meno? Che botta di culo \u2019sto sprovveduto!)<\/p>\n<p>Ok, urr\u00e0, me lo meritassi o no, si entra. Ma quanto tempo \u00e8 che non vado a un concerto serio? Quasi due anni, cazzo. Due anni che\u2026 be\u2019, te li raccomando! No, lasciamo perdere: non voglio rovinarmi la serata ripensando a cosa sono stati questi ultimi due anni. Quanto a musica dal vivo, in realt\u00e0 c\u2019\u00e8 stato, poco meno di un mese fa, a Bologna, l\u2019omaggio a Lucio Dalla di Piera Degli Esposti e Gaetano Curreri dalla Torre degli Asinelli, durante il festival Repubblica delle Idee. Emozionante e tutto quanto il resto, ma vero concerto non era, come formato e soprattutto durata. Qui, stasera, \u00e8 un\u2019altra cosa; allora, godiamocela!<\/p>\n<p>Oddio, manco entro che gi\u00e0 si sentono delle note e la voce inconfondibile di De Gregori: inizio puntualissimo, alle 21.30 spaccate. L\u2019area del concerto \u00e8 gi\u00e0 piena, con gente che, indecisa se ci sia posto pi\u00f9 avanti, si sistema nelle retrovie, vicino allo stand dei gadget, o ai lati, vicino ai venditori di arrosticini e salsicce fumanti e paninozzi con la porchetta, pi\u00f9 l\u2019inevitabile birra. Io no, non mi posso fermare qui: sguscio tra uno spazio vuoto e l\u2019altro, avanzo, mi porto verso la met\u00e0, dove, ancora (per poco) stanno seduti per terra alcuni dei primi entrati, qualche altro passo e, s\u00ec, ci siamo, pu\u00f2 andare.<\/p>\n<p>Ora, mi ordino, ascolta, se vuoi canta a mezza voce e non stare fermo come un palo, applaudi, e basta cos\u00ec. Cio\u00e8, non fotografare (ti\u00e8, se proprio non resisti, ti concedo cinque-sei foto ricordo con il tuo smartphone scadente, avendo avuto il buonsenso di non portarti dietro alcuna macchinetta, alcun borsello, alcuno zaino); non telefonare; soprattutto non pensare. Del resto, twittare non devi twittare, ch\u00e9 sei in pausa estiva; su Facebook, non ci sei pi\u00f9 da marzo, sia lode al cielo; il blog non lo legge pi\u00f9 nessuno, quindi cronache per l\u00ec \u00e8 inutile che ne scrivi. E chi vorr\u00e0 saperne di pi\u00f9 di questo concerto, un modo lo trover\u00e0 comunque: non spetta certo a te documentarlo; inoltre, se davvero voleva, poteva venirci.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, finalmente, un concerto (quasi) come ai vecchi tempi: senza secondi fini, senza particolari distrazioni; stando da solo, nell\u2019amata folla anonima; ascoltando, interiorizzando; silenziando manie, apprensioni, pensieri.<\/p>\n<p>PS E di De Gregori e delle sue canzoni non dico niente? Ah, a lui sembrano non crescere gli anni. La voce \u00e8 sempre quella, il portamento sul palco idem, cos\u00ec come l\u2019interesse solo per la musica. Ottima la resa acustica. Qualche brano meno noto all\u2019inizio, poi un susseguirsi di classici. Lusingato per la calorosa accoglienza, un accenno alla familiarit\u00e0 con i luoghi, per avervi vissuto un periodo da piccolo, per un trasferimento del padre. Bello il duetto con la moglie Chicca in \u201cAnema e core\u201d. Struggente e molto applaudito l\u2019omaggio a Lucio Dalla in \u201c4 marzo 1943\u201d, introdotto dalle note di \u201cQuanto \u00e8 profondo il mare\u201d in chiusura a\u2026 non ricordo bene: forse \u201cTitanic\u201d? Concerto non lunghissimo, sulle due ore scarse, ma pubblico pi\u00f9 che soddisfatto. (Pubblico che \u2013 anche peggio che da previsioni \u2013 dovr\u00e0 poi pazientare un bel po\u2019 per uscire dai parcheggi, in un ingorgo che non vi dico, dando comunque prova di grande urbanit\u00e0, segno che la buona musica fa pi\u00f9 che bene: pacifica e, anche senza volerlo, educa.)<\/p>\n<p>PPS No, a casa non ho nessun disco n\u00e9 cassetta di De Gregori, e raramente cerco su YouTube o altrove suoi brani: sar\u00e0 un caso se vado a un suo concerto ancora una volta da solo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesco De Gregori: dove lo avevo gi\u00e0 visto in concerto? Ah, s\u00ec, al vecchio teatro Calabresi di San Benedetto del Tronto, non meno di quindici o forse venti anni fa. Ricordo giusto un\u2019atmosfera molto composta in sala, non particolari emozioni o suggestioni. (O mi sbaglio ed era in realt\u00e0 Francesco Guccini? 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