{"id":4027,"date":"2022-04-28T17:52:22","date_gmt":"2022-04-28T15:52:22","guid":{"rendered":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/?p=4027"},"modified":"2025-09-30T16:10:08","modified_gmt":"2025-09-30T14:10:08","slug":"cosi-non-va","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2022\/04\/28\/cosi-non-va\/","title":{"rendered":"Cos\u00ec non va"},"content":{"rendered":"<p><em>[Mettendo assieme un po\u2019 di cose delle ultime settimane, in ordine sparso, via Twitter e\/o via Telegram. Cosa viene fuori?]<\/em><\/p>\n<p>La percezione che gli ultimi dieci anni avessero visto un degrado impressionante della vita sociale, e questo a causa soprattutto dei social, c\u2019era gi\u00e0. Che a questa conclusione ora giunga uno psicologo sociale come Jonathan Haidt chiude il discorso: <a href=\"https:\/\/www.theatlantic.com\/magazine\/archive\/2022\/05\/social-media-democracy-trust-babel\/629369\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">i social ci hanno fatto male<\/a>.<\/p>\n<p>Provando viceversa a immaginare una storia alternativa per gli ultimi dieci anni (compreso un ruolo dei social non disgregativo, ma pi\u00f9 sulla falsariga degli inizi, ancora senza algoritmi, like, sharing e retweet, senza manipolazioni) oggi dove saremmo potuti essere? Cosa ci siamo persi?<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che i social, comunque, a guastare il buono che internet aveva sostanzialmente rappresentato in precedenza, a metterci sul serio su una cattiva strada, \u00e8 stato lo smartphone. Finch\u00e9 potevi accedere a internet solo da un desktop o un laptop, ancora si ragionava; dopo, delirio.<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019abbinata smartphone\/tablet + social, insieme alla possibilit\u00e0 di connessioni sempre pi\u00f9 veloci e ovunque, ad aver cambiato la storia (e non solo quella di internet) di questo inizio del nuovo millennio; senza, forse vivremmo ancora la fase di felice innamoramento per la rete.<\/p>\n<p>A questo punto, tornare indietro non si pu\u00f2; allo stesso tempo, andare avanti senza che intervengano correzioni significative significa rischiare grosso.<\/p>\n<p>Il rischio principale, credo, \u00e8 ritrovarsi sempre pi\u00f9 frantumati; incapaci nei fatti di un confronto e un dialogo costruttivi; incapaci di mettere da parte qualche differenza in vista di interessi superiori; dunque, anche pi\u00f9 soli e inermi, esposti a pericoli multipli.<\/p>\n<p>Possibile rimedi, allora? Be\u2019, al primo posto metterei chiaramente un ridimensionamento della vita social, virtuale, a beneficio di una pi\u00f9 sociale, reale, fattuale. E seppur con i suoi limiti e rischi, riabbracciare una vita di comunit\u00e0, anzich\u00e9 stare solo in community online.<\/p>\n<p>Una comunit\u00e0 come poteva intenderla Adriano Olivetti: \u00abconcreta, tangibile, [\u2026] non troppo grande n\u00e9 troppo piccola, territorialmente definita\u00bb, nel \u00abrispetto della personalit\u00e0 umana, della cultura e dell\u2019arte che la civilt\u00e0 dell\u2019uomo ha realizzato nei suoi luoghi migliori\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abUn paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via\u00bb, scriveva Cesare Pavese. Parafrasandolo, potremmo anche dire: una comunit\u00e0 ci vuole, non fosse che per il gusto di contestarla.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>\u00c8 in salute il (nostro) mondo? A me d\u00e0 tanto l\u2019impressione di un organismo che fino all\u2019altro ieri non se la passava cos\u00ec male, malgrado tanti stravizi, malgrado si curasse poco di s\u00e9. Poi, da un giorno all\u2019altro, un principio d\u2019infarto, perdite di sangue, fiacca, problemi \u00e0 gogo.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Non bastava la guerra di Putin in Ucraina: ora anche la guerra di Musk per il controllo di Twitter.<\/p>\n<p>Se ci riesce, buon per lui: in tanti ce ne faremo una ragione, troveremo un altro posto dove ammazzare il tempo, e non necessariamente qui in rete. Invece, con buona probabilit\u00e0 non si verificher\u00e0 n\u00e9 la prima n\u00e9 \u2013 peccato \u2013 la seconda ipotesi: continueremo in questa dipendenza.<\/p>\n<p>Ma almeno per Pasqua stop: via da qui. <a href=\"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2013\/01\/22\/maculae-1\/\" rel=\"noopener\">Detox!<\/a><\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Nulla \u00e8 mai come sembra. Diffidare, allora, diffidare sempre. Di questi tempi soprattutto. Tempi che andranno ricordati per un\u2019erosione costante della fiducia. Fiducia che, persa, riconquisti solo a fatica. Cos\u00ec, io dubito, tu dubiti, e ognuno crede e fa credere quello che vuole.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Sul mondo, sulla vita di uomini e donne, grandi e piccoli, era calata una devastante tristezza. Non c\u2019era pi\u00f9 l\u2019animato fervore n\u00e9 la pacifica spensieratezza di tempi non troppo lontani. Quasi tutto congiurava verso uno stare, giorno dopo giorno, sempre pi\u00f9 soli, sempre pi\u00f9 male.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>\u201cTravel is psychoanalysis that starts in a specific moment of time and space. And [&#8230;] no one should get beetween you and a distant shore: not even a loved one. Originality emanates from solitude: from letting your thoughts wander in alien terrain.\u201d <a href=\"https:\/\/www.penguinrandomhouse.com\/books\/551538\/adriatic-by-robert-d-kaplan\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Robert D. Kaplan, \u201cAdriatic\u201d<\/a><\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Il brutto dei giorni in cui \u00e8 d\u2019obbligo fare cose che non hai modo di fare negli altri giorni. Il bello di quelli in cui fai come meglio ti senti di fare.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Pasqua \u00e8 andata. Non cos\u00ec spenta e desolante come si poteva temere. Non cos\u00ec allegra e vivificante come si poteva desiderare. Una Pasqua di ripartenza in parte; una Pasqua sempre assillata da un clima fortemente negativo, tra notizie di guerra e crisi che non se ne vanno.<\/p>\n<p>Gioia sui volti delle persone? Sollievo pi\u00f9 che altro: per essere ~ fuori dalla pandemia; e per vivere in un pezzo di mondo che si pu\u00f2 ancora ritenere un mezzo paradiso, specie a confronto di altri. Bisogno allora di tornare a concedersi svaghi; bisogno di riprendere a camminare.<\/p>\n<p>In ogni caso la consapevolezza che, pur messi meglio di altri, e magari un po\u2019 meglio rispetto a qualche tempo fa, la strada davanti a noi \u00e8 sempre molto insidiosa, strapiena di incognite e ostacoli, e nulla si pu\u00f2 dare davvero per scontato. Sollievo, allora, e insieme cautela.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Ci sono momenti, nella vita, in cui non riesci pi\u00f9 a tenere tutto assieme in un unico posto; ci sono cio\u00e8 momenti in cui si hanno biforcazioni, se non tripartizioni. Bisogna allora dividere e dividersi: una cosa di qua, un\u02bcaltra di l\u00e0; un quaderno per questo, un altro per quello.<\/p>\n<p>Per dire: il gran calderone, il tutto indistinto di ci\u00f2 che un utente generico riversa su un social qualsiasi, frutto dei suoi interessi, delle sue passioni e anche delle sue (pre)occupazioni del momento, quanto a lungo pu\u00f2 reggere? E soprattutto: ha un senso, \u00e8 utile, giova?<\/p>\n<p>In sostanza: giova avvalersi di una sorta di gigantesco frullatore che sminuzza e miscela qualsiasi materiale uno abbia da proporre, per offrire alla fine un beverone che in prevalenza non sa n\u00e9 di questo n\u00e9 di quello, non \u00e8 particolarmente buono ed \u00e8 anche assai poco digeribile?<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 Edgar Morin che teme sia \u00ab<a href=\"https:\/\/twitter.com\/edgarmorinparis\/status\/1516499938615697414\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">in formazione un enorme tsunami<\/a>\u00bb. Io non so se sia cos\u00ec; so solo che non \u00e8 un periodo dei migliori, e il timore concreto \u00e8 che nell\u2019immediato possa andare ancora peggio. L\u2019umore \u00e8 dunque pessimo, o comunque poco incline a lasciarsi andare a previsioni ottimistiche.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 anche vero che, a badare solo a quello che arriva da buona parte di social, tv e anche stampa, lo stato d\u2019animo non migliora, n\u00e9 pu\u00f2 migliorare: se non sei gi\u00e0 pessimista di tuo, finisci per diventarlo; e se non hai una pessima opinione di tanta gente, te ne fai presto una.<\/p>\n<p>Siamo dunque peggiorati cos\u00ec tanto negli ultimi tempi? Migliorati di sicuro no, o comunque non quanto avremmo dovuto e anche potuto sulla base delle nuove risorse e dei nuovi strumenti a nostra disposizione: il quadro generale mostra soprattutto un perpetuarsi dei nostri limiti.<\/p>\n<p>In conclusione, come non \u00e8 vero che era meglio quando era peggio, non si pu\u00f2 dire che il meglio metta automaticamente fine a tutto il peggio, o che dal meglio non si possa qua e l\u00e0 ricadere nel peggio.<\/p>\n<p>L\u2019opera di miglioramento richiede un lavoro continuo, incessante, metodico, capillare; non ammette scorciatoie; non ammette soluzioni facili, sbrigative, alla meno peggio; non ammette non farsi carico dell\u2019impegno e anche dei sacrifici necessari per superare problemi e ostacoli.<\/p>\n<p>Vogliamo allora che migliori, anzich\u00e9 peggiori, come c\u2019\u00e8 il rischio che succeda? Dobbiamo tutti tornare a fare di pi\u00f9 e meglio, non ponendoci a priori limiti su ci\u00f2 che siamo capaci di fare. Dobbiamo entrare nell\u2019ottica che \u00absi pu\u00f2 dare di pi\u00f9 senza essere eroi\u00bb, come da canzone.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Se c\u2019\u00e8 una costante nella vita \u00e8 quella di provare: ne tentiamo di tutte, se solo abbiamo un desiderio di andare avanti, se non ci piace la condizione in cui siamo, se non vogliamo essere da meno ad altri. Prove su prove allora: qualcuna riuscita, tante abortite, altre rimpiante.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Voglia di rimettere un po\u2019 mano al vecchio sito-blog, fermo da oltre tre anni, fermo a un post in cui parlavo dell\u2019ingresso in <a href=\"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2018\/12\/27\/unaltra-eta\/\">un\u2019altra et\u00e0<\/a>, secondo me, quello che poi di fatto \u00e8 avvenuto, con la pandemia prima e la guerra in Ucraina ora. S\u00ec, un\u2019altra et\u00e0.<\/p>\n<p>E quanta ruggine accumulata nei 3 anni e passa che non accedevo alla bacheca di WordPress e al pannello di controllo di cPanel; e quanta fatica, ora, a rifamiliarizzare con strumenti un tempo abbastanza ben padroneggiati. A imparare ci vuole; disimparare \u00e8 questione di un niente.<\/p>\n<p>A questo punto, anche riprendere a scrivere in maniera un po\u2019 meno frammentata, fuori dallo schema di frasi massimo di 280 caratteri, al limite concatenate tra loro, richieder\u00e0 un impegno importante. Ma \u00e8 un importante gesto di ribellione alla tirannia del breve, e va compiuto.<\/p>\n<p>A proposito del sito e di testi non brevi: la ripubblicazione dell\u2019intervento pi\u00f9 lungo e articolato da me mai scritto <a href=\"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/tracce\/note-al-traduttore\/\">in tema di traduzione<\/a>: le risposte a un questionario per la rubrica \u201cNote al traduttore\u201d su <a href=\"https:\/\/t.co\/BhcFGbiQQc\"><span aria-hidden=\"true\">http:\/\/<\/span>tempoxme.it<\/a>, agosto 2015.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Puoi non provare a stare un po\u2019 anche <a href=\"https:\/\/t.me\/s\/namtimes\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">su Telegram<\/a>?<\/p>\n<p>Da quando nel settembre 1995 hai iniziato a usare internet, hai frequentato un po\u2019 tutte le piattaforme via via in voga: da alcune facendotene prendere di pi\u00f9 (mailing list e blog), altre assai meno, o comunque nutrendo sempre parecchie riserve (i social, Facebook in particolare).<\/p>\n<p>Da ultimo, sei stato soprattutto su Twitter; ma con la pandemia prima e la guerra in Ucraina poi, \u00e8 cominciato a diventare un posto sempre meno vivibile, sempre pi\u00f9 irritante, sempre pi\u00f9 stancante.<\/p>\n<p>Da qui la decisione di vedere un po\u2019 come funziona anche questo Telegram. Da qui pure l\u2019idea di tornare a mettere mano al sito-blog, fermo da oltre tre anni, e rimpolparlo di qualche contenuto.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Domani, 24 aprile, due mesi dall\u2019inizio dell\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina, il 24 febbraio. Due mesi che \u2013 con il loro drammatico carico di morte e devastazione, con le laceranti tensioni innescate nei rapporti tra gli Stati direttamente o indirettamente coinvolti, con le pesanti ricadute economiche a livello pressoch\u00e9 globale, e anche con l\u2019aspro accendersi dei sentimenti e dei toni polemici tra opposti schieramenti nell\u2019opinione pubblica, a partire dalla rete \u2013 hanno condotto l\u2019umore generale delle persone a un deterioramento come nemmeno nei peggiori momenti dei due anni della pandemia da Covid19 ancora in corso.<\/p>\n<p>Dopodomani, 25 aprile, 77esimo anniversario della Liberazione, dovrebbe come ogni anno essere un momento di festa e unione; come \u00e8 spesso avvenuto negli ultimi tempi, ma questa volta pi\u00f9 che mai, sar\u00e0 invece occasione di accesi contrasti e polemiche, all\u2019insegna di massimi distinguo, della massima disunione.<\/p>\n<p>Di clima di festa scordiamocene pure: non solo per questo 25 aprile, ma ancora per molto tempo a venire, finisca o no presto la guerra in Ucraina.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Il 25 aprile era tardi, l\u2019una abbondantemente passata, quando sono arrivato a Ceppo di Rocca Santa Maria (TE), dove il 25 settembre 1943 si svolse la Battaglia di Bosco Martese, il primo scontro in campo aperto tra partigiani e tedeschi. Avrei voluto fare l\u2019intero percorso fino alla cascata della Morricana, ma data l\u2019ora sar\u00f2 arrivato pi\u00f9 o meno a met\u00e0, poi ho rigirato. Comunque, bella e salutare camminata.<\/p>\n<p>Lungo il tragitto, in un bosco splendido di faggi e abeti, oltre a continue cascatelle e qualche escursionista, padre e figlioletto in bici, col primo che dice: \u201cSai, non fa bene stare in un ambiente troppo asettico: al minimo contatto con germi patogeni ti ammali\u201d. Bravo padre.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Il giorno dopo il 25 aprile\u2026 vorresti fosse ancora il 25 aprile. Vorresti essere ancora nei luoghi della Resistenza, non ultimo perch\u00e9, naturalisticamente parlando, in genere di una bellezza unica, che riconcilia con il vivere. Luoghi di morte, ma anche di rinascita, di vita.<\/p>\n<p>Luoghi spesso pervasi di solitudine, poco frequentati: la massa si ferma in genere al punto di ristoro pi\u00f9 vicino, pochi quelli che si inoltrano per boschi e sentieri, ancora meno quelli che onorano un monumento, una lapide, un cartello commemorativi.<\/p>\n<p>Ma la solitudine \u00e8 buona in tanti casi, dunque non va disprezzata, al contrario scelta, persino desiderata. Nella solitudine rientri in contatto con te stesso, con ci\u00f2 che ti prende pi\u00f9 nel profondo, con la tua anima vera, se solo sei immerso nell\u2019ambiente giusto.<\/p>\n<p>Camminare allora per boschi e sentieri di montagna, in perfetta solitudine, scambiare giusto un \u201cSalve!\u201d con i pochi che incroci e proseguire tranquillo per la tua strada, in silenzio, senza dare gran peso a ci\u00f2 che ti angoscia, lasciandoti anzi alle spalle i pensieri angosciosi.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Affermare che oggi, fine aprile 2022, siamo suppergi\u00f9 gli stessi di fine 2018, che da allora non \u00e8 cambiato nulla di sostanziale, che risvegliandoci in questo preciso momento da un ipotetico sonno durato oltre tre anni non riscontreremmo nulla di anomalo nel mondo intorno a noi e anche in noi stessi, sarebbe dire un\u2019enorme panzana.<\/p>\n<p>Allora, con che spirito riavviare le \u201ctrasmissioni\u201d di un blog fermo appunto a fine 2018? Lasciando stare ogni tentativo di riepilogo della situazione, riprendendo\u00a0 cos\u00ec come viene, e strada facendo cercando di migliorare il tiro, di raddrizzare il raddrizzabile, di trovare soluzioni via via pi\u00f9 confacenti.<\/p>\n<p>L\u2019importante \u00e8 <a href=\"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2022\/04\/26\/riprendendo-il-cammino\/\">riprendere intanto il cammino<\/a>.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Musk che [salvo ripensamenti] si prende tutto Twitter, in contanti, togliendolo dalla borsa valori. Noi come dovremmo prendere la cosa? Con apprensione, con gioia, con gratitudine? Io propenderei per la 3: magari ci spinger\u00e0 a ridimensionare l\u2019uso di questo mezzo, a cercare e fare altro fuori di qui.<\/p>\n<p>Bene o male, abbiamo avuto tutti i nostri 15 se non i nostri 150 o addirittura i nostri 1500 follower, suppergi\u00f9 l\u2019equivalente odierno dei quindici minuti di popolarit\u00e0 profetizzati a suo tempo da Andy Wharol. A questo punto potremmo anche tornare a occuparci pi\u00f9 degnamente di altro, no?<\/p>\n<p>Il problema, forse, \u00e8 che \u201cl\u2019altro\u201d che esiste fuori di qui, nelle nostre vite quotidiane, non \u00e8 cos\u00ec entusiasmante, in parte o in toto: se lo fosse non sentiremmo cos\u00ec spesso il bisogno di andare su un social a leggere, a condividere, a dire, a commentare, a criticare, talora a berciare.<\/p>\n<p>Andrebbe poi anche chiarito se siano stati di pi\u00f9 i social a fare male a noi, o all\u2019opposto se siamo stati di pi\u00f9 noi, con i nostri problemi pregressi, le nostre insoddisfazioni, i nostri limiti caratteriali e umani a guastare strumenti pensati in origine per esserci di aiuto.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Ci vorrebbe: un buon libretto da tradurre, max 200 pagine, e un bel posticino nel verde e assolato, magari un piccolo chalet, dove passare una mesata un po\u2019 traducendo, un po\u2019 camminando nei boschi, un po\u2019 scambiando qualche parola con gente del posto, sconosciuta. Rigenerazione.<\/p>\n<p>Bisogno in generale di ritrovare stimoli e spinte negli ultimi tempi\/anni andati parecchio a calare, per contingenze multiple. Le energie migliori risucchiate da reiterate emergenze, forte ora la necessit\u00e0 di tornare a mettere al centro la propria persona, le proprie passioni.<\/p>\n<p>Il momento non aiuta, in giro \u00e8 tutta un\u2019incertezza, tutto un problema, tutto un dover fare i conti con situazioni che non garantiscono pace. Ma \u00e8 pur vero che \u00e8 quasi sempre stato cos\u00ec; quindi, tanto vale non farsi sopraffare dai brutti pensieri e cercare di stare un po\u2019 meglio.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Nel libretto in corso di lettura, dal francese, uno dei personaggi dice: \u00abHo sempre pensato che la traduzione fosse un lavoro difficile e che ci volesse una pazienza infinita per lavorare con le parole\u00bb. Concetto che l\u2019autore, al contempo traduttore, non poteva non ribadire.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Mattina e primo pomeriggio da prima tintarella, crema solare in viso, bermuda e torso nudo, superati di gran lunga i venti gradi, quasi rischio d\u2019insolazione. Secondo pomeriggio pi\u00f9 in linea col mese di aprile, necessari pantaloni lunghi e doppio strato superiore. Strano tempo.<\/p>\n<p>Bel libro tra le mani, in ogni caso, e giornata suppergi\u00f9 riuscita, trascorsa in gran parte all\u2019aperto, con poco spazio alle news. L\u2019umore se ne giova.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>Se per un giorno riesci a sottrarti a una tristezza di fondo, facendo qualcosa che a suo modo ti riavvicina a un tuo mondo ideale, \u00e8 possibile che per un paio di giorni ne avrai benefici; ma senza altro a puntellare quel poco di benessere acquisito, tornerai presto a dov\u02bceri.<\/p>\n<p>Cio\u00e8, per affrancarsi sul serio da una condizione riconosciuta di tristezza non sono sufficienti momenti episodici di piccola o grande felicit\u00e0; giorno dopo giorno, piuttosto, sono necessari segnali che qualcosa funziona, che qualcosa va migliorando, che qualcosa di positivo c\u02bc\u00e8.<\/p>\n<p>Ma oggi, in genere, questi segnali positivi quanto sono forti, o quanto sono numerosi, giorno dopo giorno, a livello personale, a livello collettivo? Abbiamo avuto, ed \u00e8 ancora in corso, una pandemia da Covid19; non ignorerei per\u00f2 che stiamo avendo anche un\u02bcepidemia di tristezza.<\/p>\n<p>Epidemia di tristezza esplosa con il Covid19 (con tutti i suoi morti, tutte le restrizioni, tutti i problemi collegati) e rinfocolata adesso con la guerra in Ucraina (con tutti i suoi morti, tutte le atrocit\u00e0, tutte le devastazioni e anche tutte le ricadute), ma gi\u00e0 preesistente.<\/p>\n<p>&#8212;<\/p>\n<p>\u2013 Da 1 a 10, quale ti sembra il livello di felicit\u00e0 medio delle persone che vedi intorno a te, che frequenti, che ascolti, che leggi, che in vario modo osservi?<br \/>\n\u2013 Tra 5 e 6; oltre no.<br \/>\n\u2013 E il tuo?<br \/>\n\u2013 Ancora pi\u00f9 basso, tra 4 e 5.<br \/>\n\u2013 Pessimista per presente e futuro?<br \/>\n\u2013 Hai voglia!<br \/>\n\u2013 L\u02bcultima volta che hai pensato che le cose non stessero cos\u00ec male, che ci fossero ancora margini di recupero, che lavorando sodo, bene, si potessero ancora raggiungere risultati importanti?<br \/>\n\u2013 Forse il 2016-17, malgrado terremoti e via dicendo.<br \/>\n\u2013 Poi?<br \/>\n\u2013 Poi, crescente tristezza.<br \/>\n\u2013 Malgrado le buone traduzioni e riedizioni (<a href=\"https:\/\/www.minimumfax.com\/shop\/product\/la-camicia-di-ghiaccio-2166\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Vollmann<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.minimumfax.com\/shop\/product\/lultima-scommessa-di-billy-phelan-2336\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Kennedy<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.minimumfax.com\/shop\/product\/lultima-scommessa-di-billy-phelan-2336\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Reich<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.lanuovafrontiera.it\/prodotto\/le-stelle-si-spengono-allalba\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Wagamese<\/a>) dell\u02bcultimo paio di anni?<br \/>\n\u2013 S\u00ec, malgrado quelle: episodi e nulla pi\u00f9. Non quel continuum di piccole gioie semi quotidiane capaci di tirare su.<br \/>\n\u2013 E allora?<br \/>\n\u2013 Allora stanchezza e noia, i.e. tristezza.<br \/>\n\u2013 Non ti pare di esagerare con questi tuoi crescenti toni di acceso pessimismo?<br \/>\n\u2013 S\u00ec e no. Ribadisco: ci sono episodi che potrebbero anche far pensare che non va tutto cos\u00ec male, che c\u02bc\u00e8 ancora spazio per il buono e il bello; ma vedo restringersi sempre pi\u00f9 i segnali positivi.<br \/>\n\u2013 Se \u00e8 questione di cogliere maggiori segnali positivi, magari \u00e8 il caso di riposizionare o ritarare le antenne ricettive, magari \u00e8 il caso di cercare segnali provenienti anche da altre parti, di cambiare insomma qualcosa, di provare altre frequenze.<br \/>\n\u2013 Pu\u00f2 essere: cos\u00ec non va.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Mettendo assieme un po\u2019 di cose delle ultime settimane, in ordine sparso, via Twitter e\/o via Telegram. Cosa viene fuori?] La percezione che gli ultimi dieci anni avessero visto un degrado impressionante della vita sociale, e questo a causa soprattutto dei social, c\u2019era gi\u00e0. Che a questa conclusione ora giunga uno psicologo sociale come Jonathan Haidt chiude il discorso: i social ci hanno fatto male. Provando viceversa a immaginare una storia alternativa per gli ultimi dieci anni (compreso un ruolo dei social non disgregativo, ma pi\u00f9 sulla falsariga degli inizi, ancora senza algoritmi, like, sharing e retweet, senza manipolazioni) oggi [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[22,34,269,50],"tags":[637,51,638,24],"class_list":["post-4027","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-blog","category-diario","category-frammentario","category-maculae","tag-camminare","tag-rete","tag-social","tag-vita"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/pgPIz4-12X","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4027","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4027"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4027\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4027"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4027"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4027"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}