{"id":4615,"date":"2024-12-12T13:11:54","date_gmt":"2024-12-12T12:11:54","guid":{"rendered":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/?p=4615"},"modified":"2025-11-01T10:35:23","modified_gmt":"2025-11-01T09:35:23","slug":"ultime-letture-e-nuove-risoluzioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2024\/12\/12\/ultime-letture-e-nuove-risoluzioni\/","title":{"rendered":"Ultime letture e nuove risoluzioni"},"content":{"rendered":"<p>Ho scritto un post, ieri, su <em>Le didascalie<\/em>\u2026<\/p>\n<p>\u201cEh? Che novit\u00e0 \u00e8 mai questa?\u201d Domanda pi\u00f9 che legittima.<\/p>\n<p>Vabbe\u2019, diciamo che questo settembre ho voluto provare anche l\u2019esperienza di <a href=\"https:\/\/substack.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Substack<\/a>, cos\u00ec ho aperto prima uno spazio personale intitolato appunto <em><a href=\"https:\/\/ledidascalie.substack.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Le didascalie<\/a><\/em> \u2013 vedi <a href=\"https:\/\/ledidascalie.substack.com\/p\/le-didascalie\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">post inaugurale<\/a> \u2013 e in seguito uno a pi\u00f9 mani, intitolato <a href=\"https:\/\/scritture.substack.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Scritture<\/em><\/a>, per portare avanti e se possibile espandere il lavoro fatto con l\u2019esperimento degli <a href=\"https:\/\/nonfiction.it\/assaggi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Assaggi<\/em><\/a> su <a href=\"https:\/\/nonfiction.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Nonfiction.it<\/a>. Il tutto con la scusa di familiarizzare con la piattaforma di Substack; in realt\u00e0, per un bisogno di cimentarmi in qualcosa di nuovo, dopo anni in cui anche nell\u2019utilizzo della Rete mi sembrava di non aver fatto pi\u00f9 passi avanti. E poco importa se, in concreto, i primi materiali pubblicati siano stati testi vecchi, riciclati: gi\u00e0 frequentare un ambiente nuovo \u00e8 di per s\u00e9 positivo, ti obbliga a guardarti intorno, vedere quello che fanno gli altri, imparare da loro; poi, poco alla volta, forse anche tu comincerai a muoverti diversamente, fino a trovare un nuovo e pi\u00f9 consono modo di ragionare, di esprimerti e di fare.<\/p>\n<p>Tornando per\u00f2 all\u2019inizio, stavo dicendo che ieri, su <em>Le didascalie<\/em>, ho scritto un post in cui facevo un rapido consuntivo delle letture di questo 2024 e, in particolare, indicavo <a href=\"https:\/\/ledidascalie.substack.com\/p\/clarice-lispector-la-scoperta-del\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">il mio libro preferito dell\u2019anno<\/a>: scelta, sulla base di tutte le volte che l\u2019ho citato in giro, caduta in realt\u00e0 su un volume datato e fuori catalogo, ovvero <a href=\"https:\/\/www.anobii.com\/it\/books\/la-scoperta-del-mondo-1967-1973\/9788877383327\/01209d8df3e6e6f465\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>La scoperta del mondo 1967-1973<\/em><\/a> di Clarice Lispector, una raccolta delle sue \u201ccr\u00f4nicas\u201d settimanali per il \u00abJornal do Brasil\u00bb, appunto dal 1967 al 1973.<\/p>\n<div class=\"substack-post-embed\">\n<p lang=\"it\">Clarice Lispector, \u201cLa scoperta del mondo 1967-1973\u201d di Nazzareno Mataldi<\/p>\n<p>Il libro dell\u2019anno per \u00abLe didascalie\u00bb<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ledidascalie.substack.com\/p\/clarice-lispector-la-scoperta-del\" data-post-link=\"\">Leggi su Substack<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p><script async src=\"https:\/\/substack.com\/embedjs\/embed.js\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n<p>\u00c8 una lettura che ha mi tenuto compagnia per tutta la prima met\u00e0 di agosto, fornendomi non pochi spunti di riflessione e, in un certo senso, spronandomi a rimettere mano io stesso a delle piccole \u201ccronache\u201d: brevi annotazioni, sottratte al calderone del chiacchiericcio e delle immagini e dei like su Facebook, riversate in un quadernetto semi dismesso su Tumblr \u2013 le <em><a href=\"https:\/\/maculae.tumblr.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">maculae<\/a><\/em>, embrione originale di quello che sarebbe prima diventato un omonimo blog su WordPress.com e infine il blog qui presente (vedi <a href=\"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2013\/01\/07\/qualcosa-di-piu-qualcosa-di-meno\/\">filosofia dichiarata<\/a>), dopo aver chiuso con l\u2019esperienza delle <em><a href=\"http:\/\/fogliedivite.wordpress.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">fogliedivite<\/a><\/em>, ovvero il vecchio, storico, espanso blog.<\/p>\n<p>E allora, proprio perch\u00e9 da queste annotazioni agostane ha preso il la il successivo rimescolio settembrino dell\u2019intera mia presenza in Rete (compreso l\u2019approdo definitivo a <a href=\"https:\/\/bsky.app\/profile\/ennemme.bsky.social\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Bluesky<\/a>, transfugo da un ormai inguardabile e indigeribile Twitter\/X), sotto ne ripropongo l\u2019intera sequenza.<\/p>\n<blockquote><p>#0 Si poteva desiderare di starsene per un po\u2019 in disparte e allo stesso tempo sentire il bisogno di un taccuino sempre a portata di mano dove all\u2019occorrenza annotare quello che passava per la testa. Si rispolverava allora un vecchio e inutilizzato quadernino in Rete.<\/p>\n<p>#1 Troppi tasselli da troppo tempo non s\u2019incastravano in modo congruo e soddisfacente. Palese la necessit\u00e0 di ripensare e ripensarsi a fondo.<\/p>\n<p>#2 Dove stava scritto che ad agosto bisognasse pensare pi\u00f9 che altro a spassarsela? Per lui agosto era un mese generalmente pessimo, che arrecava poco o nulla in termini di autentico buonumore; trovava anzi che la spinta diffusa a una sorta di divertimento obbligatorio o a fare comunque qualcosa di diverso rispetto al resto dell\u2019anno spesso si traduceva solo in un incremento significativo dei livelli di tristezza, nervosismo e persino irritabilit\u00e0. Per sottrarsi a tale deriva ed evitare di ricadere in situazioni gi\u00e0 ampiamente sperimentate, preferiva perci\u00f2 vivere quel mese come un momento di massimo distacco, riducendo di conseguenza al minimo uscite, frequentazioni, interazioni e simili. Preferiva rimanere a casa e leggere, studiare, approfondire, o semplicemente dormire. Settembre sarebbe stata un\u2019altra storia.<\/p>\n<p>#3 Iniziavano i dieci giorni \u2013 quelli subito prima e subito dopo Ferragosto \u2013 forse pi\u00f9 molesti e avvilenti dell\u2019anno, per chi non trovava nulla che lo affascinasse veramente, nulla che lo emozionasse nel profondo, nulla che lo scardinasse dal suo ritrarsi con estremo disincanto e pessimismo da un mondo di cui non si sentiva parte, di cui non condivideva quasi per niente abitudini e gusti, da cui voleva solo essere lasciato in pace, nell\u2019abbraccio tenue della sua rassegnata solitudine.<\/p>\n<p>#4 Se c\u2019era una cosa di cui aveva assoluta certezza era aver letto troppo poco e allo stesso tempo aver letto troppo, in tutti gli anni da quando aveva imparato a leggere. Ed era ancora cos\u00ec: leggeva sempre troppo poco, per giunta troppo lentamente, per potersi considerare un vero lettore forte, e allo stesso tempo leggeva sempre troppo, per non esserne fortemente condizionato. Avendo letto e leggendo di pi\u00f9, molto sarebbe potuto andare diversamente, allo stesso modo che se avesse letto di meno. Leggere quindi non bastava mai, ma allo stesso tempo leggere poteva essere di troppo, un intralcio, un impedimento, un freno, una palla al piede che rendeva tutto molto pi\u00f9 complicato.<\/p>\n<p>#5 Ecco, s\u00ec, avrebbe fatto bene a smettere di scrivere direttamente sullo schermo di un telefono o di un tablet: da quando aveva iniziato a farlo, da quando erano diventati tutti dei \u201cPollicini\u201d, secondo la definizione di Michel Serres, non risultava che le cose fossero migliorate. Con buona pace delle analisi ottimistiche dello stesso Serres.<\/p>\n<p>#6 E insomma, si erano pappati pure quel ferragosto. Festa religiosa e civile che, come molti anni addietro gli aveva scritto immalinconita un\u2019amica, in un\u2019email inviata proprio quella mattina, segnava l\u2019inizio della fine dell\u2019estate; da qui la sensazione non esattamente di gioia che in tanti suscitava, per l\u2019imminente rientro nei ranghi di una vita ordinaria e chiss\u00e0 quanto poco soddisfacente. In altri prevaleva viceversa il sollievo del lasciarsi presto alle spalle giornate di caldo feroce, o pi\u00f9 ancora giornate capaci solo di intorbidire umori gi\u00e0 grigio-bluastri di loro. E lui? Lui se n\u2019era rimasto tranquillo a casa, uscendo giusto per una visita al cimitero e comprare del pesce fritto in quel che rimaneva di un\u2019antica fiera in disarmo in un paese vicino. Il cervello piacevolmente stordito dall\u2019alcol di una birra gelata prima di pranzo, cui si era aggiunto il vino cotto allungato con acqua al momento di mangiare, non aveva provato sentimenti speciali; sudando non poco, bench\u00e9 solo in mutande, si era presto assopito su un divano, mentre fuori cominciavano ad allungarsi le ombre di nuvole imperiose che si levavano dalle vette degli Appennini centrali. E ora era l\u00ec, sulla soglia dello studio, sempre in mutande, che osservava quel cielo grigio che prometteva un temporaneo refrigerio.<\/p>\n<p>#7 All\u2019ennesimo \u201cbisognerebbe\u201d che le sue dita digitavano sulla tastiera, decise che era ora di piantarla con i \u201cbisognerebbe\u201d. Quindi cancell\u00f2 tutto quello che aveva scritto fino a quel momento e ripose il portatile, dentro di s\u00e9 le parole \u201cbisognerebbe fare cos\u00ec pi\u00f9 spesso\u201d.<\/p>\n<p>#8 Fosse riuscito a conservare anche nei mesi a seguire la capacit\u00e0 di leggere in modo assiduo e pressappoco metodico che aveva contraddistinto quell\u2019estate di ampio tempo libero a disposizione e ridotte concessioni al mondo esterno, si sarebbe potuto ritenere pi\u00f9 che di soddisfatto di s\u00e9, di quella rinnovata attitudine a concentrarsi al massimo sui suoi veri interessi, tralasciando invece tutto quanto non gli arrecasse il bench\u00e9 minimo piacere.<\/p>\n<p>#9 Riorganizzare. Dare nuova forma, nuova sostanza, nuova potenza espressiva, nuova complessit\u00e0, anche nuova radicalit\u00e0, al proprio universo, ai propri interessi, al proprio particolarissimo intendere la vita. Cos\u00ec pensava, cos\u00ec scriveva, cos\u00ec intendeva procedere.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho scritto un post, ieri, su Le didascalie\u2026 \u201cEh? Che novit\u00e0 \u00e8 mai questa?\u201d Domanda pi\u00f9 che legittima. Vabbe\u2019, diciamo che questo settembre ho voluto provare anche l\u2019esperienza di Substack, cos\u00ec ho aperto prima uno spazio personale intitolato appunto Le didascalie \u2013 vedi post inaugurale \u2013 e in seguito uno a pi\u00f9 mani, intitolato Scritture, per portare avanti e se possibile espandere il lavoro fatto con l\u2019esperimento degli Assaggi su Nonfiction.it. 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