{"id":570,"date":"2013-12-09T12:33:52","date_gmt":"2013-12-09T11:33:52","guid":{"rendered":"http:\/\/maculae.wordpress.com\/?p=570"},"modified":"2025-09-28T20:19:02","modified_gmt":"2025-09-28T18:19:02","slug":"maculae-6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2013\/12\/09\/maculae-6\/","title":{"rendered":"Maculae #6"},"content":{"rendered":"<ol start=\"145\">\n<li>I pezzi, i pezzi. Non siamo pazzi \u2013 ancora non del tutto \u2013 ma i pezzi del puzzle che \u00e8 la vita non cessano mai di aumentare, finch\u00e9 c\u2019\u00e8 vita. Qualcuno trova subito l\u2019incastro giusto, colmando un vuoto e perfezionando il quadro; altri devono aspettare che il quotidiano lavoro d\u2019intarsio ne produca di nuovi.<\/li>\n<li>Tutti scriviamo oggi, pur non sapendo che cosa.<\/li>\n<li>E succede che scrivo, quando non scarabocchio, \/ o che leggo rapito, se non mi impapocchio. \/ Via dal ludico schermo riaffiora il respiro, \/ dentro di me \u00e8 un pacato sospiro. \/ Sono momenti di calma dentro alla stanza, \/ fin quando non scatta l\u2019idea di una danza. \/ Faccio a meno di te non pi\u00f9 che del t\u00e8, \/ solo il pensiero \u00e8 alla vita che \u00e8.<\/li>\n<li>Ci mettiamo anni, se abbiamo una fortuna straordinaria, a capirci qualcosa. Potremmo anche illuderci di capire. Potremmo anche non farlo mai.<\/li>\n<li>Lasciarci dietro il passato: come \u00e8 difficile, quando la nostra \u00e8 molto spesso una vera coazione a ripetere.<a href=\"http:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845902956\"> Edward Dahlberg<\/a> direbbe, per il tramite di Rodolfo Wilcock: \u00abil fatto \u00e8 che l\u2019uomo viaggia da un letto all\u2019altro solo per trovare una donna identica a quella che ha abbandonato. Se per caso \u00e8 abituato a sessanta chili di carne, ed \u00e8 stato irrazionale abbastanza da supporre che una maggiore quantit\u00e0 di pelle gli avrebbe dato pi\u00f9 piacere, si trover\u00e0 a morire dalla fame davanti a un corpo di novanta chili\u00bb.<\/li>\n<li>L\u2019importanza di avere <a href=\"http:\/\/www.nazzarenomataldi.com\/blog\/2013\/11\/19\/lagenda\/\">un\u2019agenda<\/a>, andavi dicendo e scrivendo. L\u2019importanza anche di tenere un diario (o se vogliamo un blog) e annotare via via le impressioni immediate sulle situazioni del momento. L\u2019importanza anche di tornarci su, a distanza di tempo, e ripercorrere e rileggere retrospettivamente quei mesi, quegli anni. Il giudizio che se ne ricavava poteva essere cocente, ma era un\u2019operazione necessaria. Era necessario riflettere sul proprio passato, pi\u00f9 e meno recente. Per noi italiani era in particolare necessario riflettere a fondo sugli ultimi venti-trent\u2019anni della nostra storia nazionale. Se non volevamo infierire troppo su di noi, dovevamo farlo almeno sugli ultimi dieci anni. Quello che poteva venir fuori era, come nel nuovo libro dello storico Guido Crainz, il \u00ab<a href=\"http:\/\/www.donzelli.it\/libro\/2516\/diario-di-un-naufragio\">diario di un naufragio<\/a>\u00bb. Sconsolante forse, ma toccava farci i conti. Perch\u00e9 \u00abse una nuova partenza [era] possibile, [poteva] avvenire solo da qui\u00bb.<\/li>\n<li>E la pioggia e la pioggia, \/ e la pioggia che scende \/ sul nostro essere ammollo. \/ E la pioggia e la pioggia, \/ e il ricatto del tempo. \/ E la pioggia e la pioggia, \/ e i disastri dei tempi. \/ E la pioggia e la pioggia, \/ e il mai esser contenti.<\/li>\n<li>Avoja a di\u2019, quanne ce sta lu sole \u00e8 tutte naddre munne.<\/li>\n<li>\u00c8 la velocit\u00e0 di tutto che ci uccide (anche pi\u00f9 della nostra infinita irresolutezza). Ci uccide la frenesia. Ci uccidono le (brutte e belle) notizie a ciclo continuo. Ci uccidono la frantumazione, la disgregazione, il nostro essere sempre di pi\u00f9 atomi liberi, sciolti, non legati all\u2019interno di qualche molecola. Nel nostro profondo aneliamo all\u2019aggregazione, ma ci siamo cos\u00ec crogiolati nella libert\u00e0 incondizionata (che ci pareva celasse chiss\u00e0 quale paradiso, a fronte delle prigioni e delle trappole nelle quali ci sembrava di stare immobilizzati) da non esserne pi\u00f9 capaci, da non essere pi\u00f9 disposti a sacrificare qualcosa di noi per un bene superiore.<\/li>\n<li>E il non sapere, se non raramente, tener fede a quella che invece dovrebbe essere una regola ferrea: mai investire \u2013 soldi, ma anche tempo ed energie \u2013 in settori che non siano il proprio, lavorativo o vocazionale, nemmeno nell\u2019evenienza di potenziali ricadute positive; concentrare l\u2019impegno diretto quanto pi\u00f9 nel proprio campo, e qui s\u00ec senza il braccino corto; dedicarsi a tutto il resto solo per spasso o come fonte di spunti e idee utili, ma sempre con avveduta morigeratezza. Le persone davvero di successo lo sanno e lo fanno; le altre molto meno. Questo a prescindere dal fatto che sono gli incontri che facciamo \u2013 siano persone, siano interessi, amori, passioni \u2013 a decidere della nostra vita.<\/li>\n<li>Pochi di noi hanno in dote dalla natura un talento smisurato. E anche chi ne \u00e8 baciato, senza esercizio e disciplina non fa molta strada. C\u2019\u00e8 poi che possiede un talento minuto, limitato, ma con impegno e passione riesce a farlo rendere al massimo grado.<\/li>\n<li>Una certa aridit\u00e0 di cuore e anche una assai poco accattivante dose di noia devono per forza di cose accompagnare chi \u00e8 impegnato \u201canema e core\u201d a perseguire i propri sforzi, lavorativi e di vita. Non si realizza qualcosa senza sacrificarne qualcun\u2019altra.<\/li>\n<li>Come era cambiata l\u2019Italia nel 2013, si domandava. Da disincantata e mediamente avvilita a esaurita e quanto pi\u00f9 sfinita, si rispondeva. Urgeva cura ricostituente, previo passaggio in sanatorio.<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.nazzarenomataldi.com\/2013\/12\/05\/e-non-riusciva-piu-a-dormire\/\">Dormire<\/a> non gli riusciva pi\u00f9 tanto bene, no. Non quando ci si metteva di mezzo il disastro della politica e dell\u2019Italia. Nemmeno pensare troppo bene gli riusciva pi\u00f9, probabilmente. Ma di andare a farsi qualche vasca in piscina forse s\u00ec, di questo poteva essere ancora capace. Spegneva tutto e scappava in citt\u00e0, allora, ch\u00e9 ne aveva bisogno, ch\u00e9 anche delle sue parole al passato era pi\u00f9 che stufo.<\/li>\n<li>Con un ritardo di trent\u2019anni, ma, fatte fuori gran parte delle incrostazioni del passato con un vero \u201c<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=y2lJI2HI5zo\">elettrochoc<\/a>\u201d, forse si poteva finalmente dire, anche in Italia: benvenuti al futuro, con le sorprese e i sussulti che questo avrebbe elargito.<\/li>\n<li>La violenza delle immagini, la violenza dei suoni e anche la violenza delle parole (sugli schermi, sui giornali, nelle aule dei parlamenti, negli stadi, nei bar, nelle strade, nelle piazze reali come in quelle virtuali, e pure dentro le nostre case, in realt\u00e0 dentro quasi ognuno di noi): \u00e8 un dato che emerge con particolare e preoccupante evidenza come le forme espressive violente siano (ri)cresciute in questi anni. C\u2019\u00e8 da interrogarsi. C\u2019\u00e8 da moderarsi. C\u2019\u00e8 da riprendere a funzionare con pi\u00f9 assennatezza.<\/li>\n<li>Schizzati i sentimenti nostri, senza pi\u00f9 filtri, senza pi\u00f9 freni. Esagitati, incazzati, disperati, disincantati, avviliti, esaltati, esibizionisti, saccenti, <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/anima-bella_%28Dizionario-di-filosofia%29\/\">anime belle<\/a>, depressi, alienati. Nella pubblica piazza non guadagniamo a far mostra di noi. Pi\u00f9 spesso siam fessi, pi\u00f9 spesso siam lessi, pi\u00f9 spesso siam genuflessi a istinti irriflessi.<\/li>\n<li>Ci ha risolto diversi problemi il digitale, \u00e8 innegabile. Come quasi tutte le innovazioni, per\u00f2, pensi che ce ne abbia anche creato altrettanti, se non di pi\u00f9. In particolare, non reggiamo troppo bene alla sua velocit\u00e0. Mezzi pi\u00f9 \u201clenti\u201d ci sono forse pi\u00f9 congeniali, permettono una maggiore sedimentazione delle notizie, delle storie, dei concetti; il cervello non si surriscalda in un nulla, quindi sostanzialmente funziona meglio. Questo secondo te, secondo la tua esperienza diretta; per altri pu\u00f2 valere senz\u2019altro il contrario.<\/li>\n<li>Se ci si pensa, \u00e8 questa la situazione di oggi: abbiamo il \u201ccondimento\u201d, abbiamo l\u2019\u201colio\u201d, anche buono, anche superlativo, ma comincia a scarseggiare o a essere parecchio indigesto il \u201cpane\u201d a cui abbinarlo. E soltanto con l\u2019olio, ma senza il pane, ci si fa poco.<\/li>\n<li>Manca il \u201cpane\u201d ogni giorno di pi\u00f9, manca la sostanza. E mancano gli \u201cinterpreti\u201d, intermediari seri e credibili. Mancano i \u201cfiltri\u201d, insomma, filtri che tengano. Siamo noi \u2013 ciascuno di noi \u2013 i filtri. Cos\u00ec, siamo travolti dal flusso informativo. Cos\u00ec, tutto pu\u00f2 ingigantire o all\u2019opposto scomparire in un niente; tutto dipende dal verso che prende la spirale. Non c\u2019\u00e8 permanenza; solo irruenza e decadenza.<\/li>\n<li>Dicono che scrivere sia il primo passo per diventare scrittori. Ma il primo passo per arrivare a scrivere (tanto e bene) \u00e8 in realt\u00e0 leggere (tanto e bene) o quantomeno ascoltare (tanto e bene) ma soprattutto osservare (tanto e bene). Poi \u00e8 chiaro: pi\u00f9 scrivi e pi\u00f9 ti verr\u00e0 da scrivere, anche se bene o male \u00e8 da vedere. Solo rileggendoti ad alta voce a distanza di tempo puoi sperare di capire se hai fatto progressi e trovato suppergi\u00f9 una tua voce o all\u2019opposto sei malamente regredito: se non ti dispiaci pi\u00f9 di tanto, puoi proseguire con fiducia, ma non \u00e8 detto che sia nel migliore dei modi; se invece il sentimento prevalente \u00e8 la vergogna, forse \u00e8 solo allora che sei sulla strada giusta, solo allora che hai preso piena coscienza di te, dei tuoi limiti, magari di qualche tuo pregio.<\/li>\n<li><em>In the end you can say, matter of factly: ebooks suck! Useful and practical, maybe, but truly unbeautiful, truly forgettable. More apt to be read with pleasure and devotion a second-hand book. Much the same, more apt to receive one\u2019s impromptu thoughts a small chunk of paper.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I pezzi, i pezzi. 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E succede che scrivo, quando non scarabocchio, \/ o che leggo rapito, se non mi impapocchio. \/ Via dal ludico schermo riaffiora il respiro, \/ dentro di me \u00e8 un pacato sospiro. \/ Sono momenti di calma dentro [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32,50,27,21],"tags":[174,92,18,60,14,52,24],"class_list":["post-570","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-citazioni","category-maculae","category-nugae","category-schizzi-di-versi","tag-174","tag-futuro","tag-italia","tag-passato","tag-questo-e-quello","tag-scrivere","tag-vita"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/pgPIz4-9c","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/570","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=570"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/570\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=570"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=570"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=570"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}