{"id":614,"date":"2014-01-12T18:33:41","date_gmt":"2014-01-12T17:33:41","guid":{"rendered":"http:\/\/maculae.wordpress.com\/?p=614"},"modified":"2014-01-12T18:33:41","modified_gmt":"2014-01-12T17:33:41","slug":"giudizio-e-intimita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2014\/01\/12\/giudizio-e-intimita\/","title":{"rendered":"Giudizio e intimit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Con le ultime feste si erano fortemente diradati se non estinti del tutto i messaggi d\u2019auguri (circolari e non) via sms e email, mentre avevano ripreso leggermente quota le telefonate.<\/p>\n<p>Quel declino di \u00abuna delle mode pi\u00f9 detestabili degli ultimi anni\u00bb, come sosteneva un\u2019amica a proposito degli auguri circolari, era magari il segnale di un ingresso collettivo negli anni della maturit\u00e0 nell\u2019uso delle tecnologie digitali. I tempi, d\u2019altra parte, erano quelli giusti: l\u2019invenzione del World Wide Web datava infatti al 1991, mentre l\u2019inizio della prima ampia diffusione di internet in Italia si poteva far risalire al 1993-94. Prima, connettersi in rete era cosa per iniziati di BBS <em>et similia<\/em>; dal 1995, invece, cominci\u00f2 a essere un fenomeno di massa, di cui parlavano giornali e tv, e non pi\u00f9 soltanto le riviste specializzate (al settembre di quell\u2019anno risalivano, guarda caso, il suo primo modem \u2013 comprato in parte con i soldi di un precedente fax, dato via \u2013 e le prime, complicate, lentissime ed eccitatissime esplorazioni del mondo online). E anche i telefonini iniziarono a diventare di massa sempre a met\u00e0 degli anni novanta (mentre il suo primo cellulare non ricordava se fosse di fine \u201998 o inizio \u201999).<\/p>\n<p>Motivo per cui potevano dire che s\u00ec, l\u2019adolescenza digitale era finita, bene o male, e ora si apriva loro davanti un\u2019et\u00e0 forse pi\u00f9 consapevole e matura: con meno facili entusiasmi e anche un po\u2019 pi\u00f9 grigi e spenti, probabilmente, ma pi\u00f9 assennati, era la speranza.<\/p>\n<p>Ragionando poi in prospettiva futura, a cos\u2019altro nei mesi a seguire sarebbe potuto toccare di cominciare a scendere gi\u00f9 e a cosa di provare a (ri)salire un po\u2019 su?<\/p>\n<p>Sulla scala verso il basso metteva la condivisione di link, foto e video e la distribuzione di \u201cMi piace\u201d e commenti \u00e0 gogo. Su quella verso l\u2019alto vedeva una piena rivalutazione della fatica della ricerca, del piacere personale della scoperta e della necessit\u00e0 di non essere troppo banali e scontati. Da qui una volont\u00e0 di tenere tante cose per s\u00e9 o solo per gruppi ristretti di intimi e cari o per chi si dava appunto la briga di andare a cercare e non amava le facili chiacchiere e le facili esibizioni.<\/p>\n<p>Alla faccia anche dei maxi gazebo permanenti dei locali cittadini pi\u00f9 in e centrali che occupavano vie e piazze di antica e recente pedonalizzazione con parallelepipedi di vetro o plexiglass, a imitazione dei reality show e dei social network, presto sarebbero potuti tornare di gran moda l\u2019intimit\u00e0 e la riservatezza di spazi pi\u00f9 discosti e meno capienti e vistosi, ma di sicuro pi\u00f9 caldi e accoglienti e propiziatori di discorsi e ragionamenti (e forse pure incontri) migliori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con le ultime feste si erano fortemente diradati se non estinti del tutto i messaggi d\u2019auguri (circolari e non) via sms e email, mentre avevano ripreso leggermente quota le telefonate. 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