{"id":631,"date":"2014-01-30T21:48:44","date_gmt":"2014-01-30T20:48:44","guid":{"rendered":"http:\/\/maculae.wordpress.com\/?p=631"},"modified":"2014-01-30T21:48:44","modified_gmt":"2014-01-30T20:48:44","slug":"a-cuor-leggero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2014\/01\/30\/a-cuor-leggero\/","title":{"rendered":"A cuor leggero"},"content":{"rendered":"<p>Mancava un mese, dunque c\u2019era ancora tempo, visto che quell\u2019anno, con Pasqua altissima, la fine del Carnevale sforava ai primi di marzo. Ma cominciare gi\u00e0 a pensarci non era una cattiva idea, specialmente in quel pessimo clima di crisi generalizzata che a turno abbruttiva, incattiviva e avviliva gli animi.<\/p>\n<p>A tal proposito, giusto quella mattina, in un rinnovato sbotto di insofferenza aveva scritto una piccola nota scatologica che bene riassumeva il suo pensiero. Diceva che serviva ormai a niente, ma, per quel poco che seguiva ancora le vicende nazionali, si intestardiva a ripetere che il 2013 era stato un anno demenziale, culmine lampante di un decennio (forse si poteva parlare anche di un ventennio, quando non di un trentennio, ma per non buttare via il proverbiale bambino con l\u2019acqua sporca preferiva limitarsi a un decennio) infantile ed escrementizio. E ora, a un mese dall\u2019inizio del nuovo anno, gli veniva naturale aggiungere che di nuovo nel 2014 avrebbero assistito solo all\u2019esplosione definitiva di situazioni da tempo fuori binario. Si affacciava molto ma molto tardivamente qualche tentativo di riforma, non poteva negarlo, ma era un po\u2019 come mettere delle toppe al culo di una persona presa proprio in quel momento da attacchi incontinenti di diarrea. Prima che si ripristinasse un quadro passabilmente salubre, si aveva perci\u00f2 voglia a dotarsi di mascherine, occhiali, tappi e guanti igienici.<\/p>\n<p>Poi, in un successivo commento, come pentito di aver di nuovo ceduto a quei sentimenti di sfiducia e disprezzo e amarezza totali, aveva aggiunto che in realt\u00e0 non gli piaceva per niente quello che scriveva in riferimento all\u2019attualit\u00e0 e quando in generale pensava alla situazione italiana di quegli ultimi dieci\/venti\/trent\u2019anni: sapeva di essere monotono, ripetitivo, per niente originale\/spiritoso\/brillante e, soprattutto, alle volte ultra critico\/negativo\/catastrofista. Avrebbe voluto sinceramente essere diverso da cos\u00ec. Avrebbe voluto avere pensieri un po\u2019 ottimisti, e pi\u00f9 ancora essere in concreto positivo e fattivo. Ma negli ultimi tempi gli riusciva estremamente difficile, specie se l\u2019occhio ricadeva un momento di troppo sul quadro politico, al che lo scoramento diventava totale, non bastassero gi\u00e0 le crescenti apprensioni di natura economica, familiare e, di nuovo, pure esistenziale. Allora davvero si incupiva; allora davvero cominciava a detestare questo paese. Allora, per\u00f2, pensava pure che forse se lo erano un po\u2019 meritato tutto quello: avevano probabilmente avuto altre carte da giocarsi in tempi migliori; avrebbero potuto benissimo evitare di arrivare fin l\u00ec. Avevano invece commesso errori su errori, inutile negarlo; in tante occasioni avevano sciupato veramente se stessi. E ora\u2026 ora si aveva voglia a fare\u00a0 gli schifati per come andavano le cose; si aveva voglia a pensare \u201cSai, se avessi fatto questo e quest\u2019altro ora forse avresti potuto startene all\u2019estero, ben sistemato e contento, e affanculo l\u2019Italia\u201d. Invece\u2026 invece niente, era solo il caso di non avvilirsi e pi\u00f9 ancora non avvilire oltre un limite ragionevole, ch\u00e9 viceversa si continuava solo a farsi del male, a vivere male. Preferiva perci\u00f2 imboccare la via di un operoso silenzio da l\u00ec in avanti, e smetterla sul serio di angosciarsi e angosciare se la situazione italiana era ormai cos\u00ec degenerata e inguardabile da essere pure inguaribile nel presente immediato.<\/p>\n<p>E proseguendo su quella ultima linea di ragionamento, in un deliberato distacco dalla mediocre e avvilente attualit\u00e0, in serata gli era cos\u00ec venuto da pensare al Carnevale, quello della sua citt\u00e0.<\/p>\n<p>Mancava un mese, ma immaginava che i patiti da mo\u2019 che si erano messi in moto. Da mo\u2019 che pensavano non tanto ai balli, ai canti, ai dolci, alle trasgressioni e pur anche alle maschere e agli eventuali carri, quanto alle goliardie, alle mattane, alle scenette in cui calarsi con \u00abuna follia [\u2026] calcolata, inquadrata, equilibrata\u00bb, in \u00abuna vera presa in giro di se stess[i], di chi gli vive[va] accanto, del potente di turno. Una plastica messa in risalto di situazioni sociali: di proverbi dialettali di cui si nutr[iva] la quotidianit\u00e0; di eventi che [avevano] fatto ridere, discutere, arrabbiare, che insomma [avevano] tenuto banco\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abE allora eccolo, l\u2019ascolano, [gi\u00e0 proiettato a] dare sfogo alla sua estrosit\u00e0 vestendola di allegria; di discorsi proposti non da dietro l\u2019anonimato di una bautta ma a viso scoperto; di silenzi mimati eppure saturi di eloquenza; di bravura nel saper coinvolgere la numerosissima platea che sotto i maestosi lampadari; a gocce o gioiosamente arlecchinati in sintonia ambientale, si riversa[va] nel centro storico\u00bb.*<\/p>\n<p>Ma lui ascolano verace non era. Era allo stesso tempo del contado e del mondo, pi\u00f9 che della citt\u00e0 natale. Alle volte se ne gioiva, si sentiva libero e indipendente, non aveva appartenenze che lo inquadrassero, che lo vincolassero. Altre volte, come a Carnevale, un po\u2019 se ne rammaricava. Un po\u2019 invidiava i portatori sani di quello spirito in pari misura dissacrante e fregnone, caustico e sornione, cinico e disincantato, greve e osceno ma difficilmente cafone, per\u00f2 mai l\u2019avrebbe ammesso a cuor leggero.<\/p>\n<ul>\n<li>Marcella Rossi, <a href=\"http:\/\/www.ilcarnevalediascoli.it\/index.php\/la-storia\/un-carnevale-territoriale.html\" target=\"_blank\"><em>Un carnevale territoriale<\/em><\/a>, <a href=\"http:\/\/www.ilcarnevalediascoli.it\" target=\"_blank\">ilcarnevalediascoli.it<\/a>.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mancava un mese, dunque c\u2019era ancora tempo, visto che quell\u2019anno, con Pasqua altissima, la fine del Carnevale sforava ai primi di marzo. Ma cominciare gi\u00e0 a pensarci non era una cattiva idea, specialmente in quel pessimo clima di crisi generalizzata che a turno abbruttiva, incattiviva e avviliva gli animi. 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