{"id":800,"date":"2014-07-28T22:44:35","date_gmt":"2014-07-28T20:44:35","guid":{"rendered":"http:\/\/maculae.wordpress.com\/?p=800"},"modified":"2014-07-28T22:44:35","modified_gmt":"2014-07-28T20:44:35","slug":"la-cupa-regina-dei-loro-cuori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2014\/07\/28\/la-cupa-regina-dei-loro-cuori\/","title":{"rendered":"La cupa regina dei loro cuori"},"content":{"rendered":"<p>Era gi\u00e0 una settimana che erano tornati da quel breve viaggio oltreconfine. Cinque giorni: due per intero di spostamenti in treno; gli altri tre abbastanza stanziali, pieni tuttavia di emozioni rare, incontri vitali e ricche nuove conoscenze, tali perci\u00f2 da averli provati e ravvivati, in pari misura, al di l\u00e0 dell\u2019ordinario.<\/p>\n<p>Ma ora che erano di nuovo nelle loro case, e potevano dirsi ripresi dallo stordimento e lo sfasamento iniziali, quando i loro corpi affaticati brancolavano a ritrovare un soddisfacente equilibrio, di giorno e di notte, e testa e cuore erano ancora pi\u00f9 di l\u00e0 che di qua; ora che avevano disfatto quasi per intero le valigie e suppergi\u00f9 finito anche di riordinare foto e ricordi e pensieri; ora che, senza pi\u00f9 la scusa della stanchezza e del frastornamento per le levatacce, i ripetuti cambi di treno, quasi appena partiti la ferrovia a un certo punto interrotta per un convoglio uscito dai binari e l\u2019obbligo di scendere alla prima stazione, il non sapere l\u00ec per l\u00ec che fare, quindi la corsa in taxi in autostrada per non perdere una coincidenza irrinunciabile, e poi, andando avanti, il disagio e un po\u2019 pure la vergogna di non capire troppo quell\u2019altra lingua straniera, e poi gli occhi strabuzzati fuori dai finestrini per cercare di fissare paesaggi, costruzioni, volti e movimenti di diversa concezione, e poi e poi, tutto un mondo nuovo da scoprire e cercare almeno in parte di vivere\u2026 ora che insomma erano finalmente pronti a ricalarsi nella vita di ogni giorno, ciascuno a casa propria, ora, manco a dirlo, erano in profondo affanno, in pieno down.<\/p>\n<p>La trance del viaggio anch\u2019essa un ricordo, come la gioia e l\u2019esaltazione di raccontarne e fissarne per bene i momenti, era adesso la mestizia di nuovo la cupa regina dei loro cuori.<\/p>\n<p>Era l\u2019evidenza schiacciante di come stessero poco ben messi.<\/p>\n<p>Era l\u2019idea annichilente di non sapere da dove e quando e come e con chi e che cosa o perch\u00e9 ripartire.<\/p>\n<p>Era il riconoscimento di essere, di nuovo, per davvero stranieri: stranieri sulla loro terra, nel loro infelice paese, nelle loro stesse case.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era gi\u00e0 una settimana che erano tornati da quel breve viaggio oltreconfine. 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