{"id":827,"date":"2014-08-13T10:08:41","date_gmt":"2014-08-13T08:08:41","guid":{"rendered":"http:\/\/maculae.wordpress.com\/?p=827"},"modified":"2014-08-13T10:08:41","modified_gmt":"2014-08-13T08:08:41","slug":"il-diritto-anche-alla-sconfitta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2014\/08\/13\/il-diritto-anche-alla-sconfitta\/","title":{"rendered":"Il diritto anche alla sconfitta"},"content":{"rendered":"<p>Per la serie, letture e meditazioni (pre)ferragostane: una bella pagina di Giorgio Manganelli su quella \u00abqualit\u00e0 umana, preziosa, e che tutti noi (&#8230;) conosciamo\u00bb che \u00e8 la sconfitta.<\/p>\n<blockquote><p><a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788845917561\/manganelli-giorgio\/improvvisi-per-macchina.html\" target=\"_blank\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"828\" data-permalink=\"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2014\/08\/13\/il-diritto-anche-alla-sconfitta\/improvvisi-per-macchina-da-scrivere\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2014\/08\/improvvisi-per-macchina-da-scrivere.jpg?fit=190%2C298&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"190,298\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"improvvisi per macchina da scrivere\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2014\/08\/improvvisi-per-macchina-da-scrivere.jpg?fit=190%2C298&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2014\/08\/improvvisi-per-macchina-da-scrivere.jpg?fit=190%2C298&amp;ssl=1\" class=\"alignright wp-image-828 size-full\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2014\/08\/improvvisi-per-macchina-da-scrivere.jpg?resize=190%2C298&#038;ssl=1\" alt=\"improvvisi per macchina da scrivere\" width=\"190\" height=\"298\" \/><\/a><em>Tornare a casa \u00e8 sempre stato oneroso per gli sconfitti. Coloro che hanno perso qualche volta vengono uccisi; qualche volta vengono circondati da un disprezzo gelido, destinato a non lasciarli pi\u00f9 per tutta la vita; capita anche che vengano accolti con solidale coraggio, con una severa accettazione, come accadde ai romani dopo Canne. Non \u00e8 detto che quest\u2019ultima accoglienza sia specialmente confortante. Ma tant\u2019\u00e8, chi ha perso ha perso, e se non \u00e8 morto peggio per lui. Ecco, lo sconfitto che non \u00e8 sopravvissuto alla sconfitta in qualche modo viene accettato: ha sbagliato e ha pagato. Resta un eroe, anche se un eroe sfortunato.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma vedi come se la passano male questi giovanotti tornati ora dal Messico [i mondiali di calcio di Messico 1986]; non sono morti sul campo, perch\u00e9 morire non rientrava nelle regole del gioco. Hanno solo perso. \u201cSolo\u201d perso, eh? Ma come pu\u00f2 succedere che loro, in un momento in cui si chiamavano \u201cItalia\u201d, abbiano perso? Non \u00e8 possibile; se hanno perso vuol dire che sono stati dei pochi di buono; dei codardi; perch\u00e9 no? dei traditori. Sui giornali ho letto parole come \u201cCaporetto\u201d e \u201cpalude\u201d. Anche \u201ccampioni senza valore\u201d che d\u00e0 un\u2019idea cavalleresca, da paladini, di quel che \u00e8 successo. Anche alla Tavola Rotonda sedeva un traditore, ed \u00e8 finito male. Insomma, per quei giovanotti non esisteva soluzione: o sugli scudi o con gli scudi. Meglio per loro la morte piuttosto che la sconfitta. Se non hanno il trionfo, debbono patire la pubblica, implacabile disapprovazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Confesso che quei giovanotti che hanno perso e non sono morti hanno un che di non del tutto antipatico. Sono il simbolo, la rappresentanza di qualcosa che tutti noi conosciamo; sono i mediocri. Non sono eroi, non sono geni, non hanno inventato l\u2019uomo con le ali. Non valgono molto. Ci provano. Se non gli riesce, chiotti chiotti se ne vanno a casa. E mentre rincasano, si prendono raffiche di insulti. E loro, zitti. Hanno praticato una attivit\u00e0 non brillante, non seducente: la sconfitta. Non hanno fatto quel gesto provocatore e raro che \u00e8 la vittoria. Non appartengono alla razza mitica dei vincitori. Macch\u00e9: loro perdono. Hanno la coda tra le gambe. A me pare che la sconfitta sia una qualit\u00e0 umana, preziosa, e che tutti noi la conosciamo. Anche noi abbiamo quel problema, di convivere con la sconfitta, con il nostro modo impreciso di vivere. Si sa; proprio perch\u00e9 la sconfitta \u00e8 una esigente compagna di strada, noi vorremmo che qualcuno si prendesse la briga di vincere per noi, come che sia. Ma di sconfitte \u00e8 fatta la sterminata storia dei minuscoli anonimi \u201cnoi\u201d. Esistono costituzioni che sanciscono il diritto alla felicit\u00e0. Non mi dispiacerebbe che nella nostra venisse iscritto il diritto, oltre che al lavoro e alla casa, anche alla sconfitta.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giorgio_Manganelli\" target=\"_blank\">Giorgio Manganelli<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845917561\" target=\"_blank\"><em>Improvvisi per macchina da scrivere<\/em><\/a>, Adelphi, Milano 2003, pp. 159-160.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la serie, letture e meditazioni (pre)ferragostane: una bella pagina di Giorgio Manganelli su quella \u00abqualit\u00e0 umana, preziosa, e che tutti noi (&#8230;) conosciamo\u00bb che \u00e8 la sconfitta. Tornare a casa \u00e8 sempre stato oneroso per gli sconfitti. 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