{"id":96,"date":"2013-01-14T10:38:38","date_gmt":"2013-01-14T09:38:38","guid":{"rendered":"http:\/\/maculae.wordpress.com\/?p=96"},"modified":"2013-01-14T10:38:38","modified_gmt":"2013-01-14T09:38:38","slug":"giovani-di-mezza-eta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2013\/01\/14\/giovani-di-mezza-eta\/","title":{"rendered":"Giovani di mezza et\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><i>[Proseguendo suppergi\u00f9 sul tema dell\u2019adultit\u00e0, alcuni pensieri abbozzati a met\u00e0 settembre tra Facebook e quello che pu\u00f2 essere considerato il \u201c<a href=\"http:\/\/maculae.tumblr.com\/\" target=\"_blank\">pensatoio<\/a>\u201d di questo nuovo spazio ancora in corso di definizione.]<br \/>\n<\/i><\/p>\n<p>Fare cose da giovani o sentirsi mentalmente e fisicamente giovani, anche se di mezza et\u00e0 e oltre, non vuol dire essere giovani. \u00c8 stare bene, nulla di pi\u00f9 e nulla di meno. Non \u00e8 poco, ma ce ne passa dall\u2019essere sul serio ancora giovani. Personalmente, apprezzo cos\u00ec chi almeno a quarant\u2019anni comincia a definirsi di mezza et\u00e0. Viceversa, la storia di <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/salute\/neuroscienze\/12_settembre_18\/mezza-eta_a1f9a1b6-017c-11e2-a63e-daa4ff219e76.shtml\" target=\"_blank\">considerarsi o essere considerati giovani finanche superati i cinquanta<\/a> la digerisco poco e niente: far\u00e0 comodo o piacere a tanti, ma c\u2019\u00e8 un che di fuorviante e stonato e alla fine i conti spesso non tornano. Vedi nella politica, vedi nel lavoro, vedi un po\u2019 dappertutto.<\/p>\n<p>Piano per\u00f2 a farsi prendere dalla tristezza per questi ragionamenti, non ultimo perch\u00e9 qualcuno avrebbe detto che \u00abdai trentacinque anni si ha il declino [e] recuperi meno gli allenamenti e molte altre cose\u00bb. Piano cio\u00e8 a parlare di \u201cdeclino\u201d o a tirare i remi in barca, superati i trentacinque, i quaranta o anche i cinquant\u2019anni. Entrando nella mezza et\u00e0, perdiamo forse in capacit\u00e0 di recupero, brillantezza e sprint; ma guadagniamo in resistenza, disciplina, sagacia, tenacia. E, di nuovo, non \u00e8 poco. L\u2019importante \u00e8 avere la consapevolezza che al corpo come alla mente non possiamo chiedere sempre lo stesso, non possiamo obbligarli a compiere sempre le stesse cose e\/o allo stesso ritmo; prima o poi, altrimenti, arriva il conto.<\/p>\n<p>Nel mio caso, so che a 35-36-37 anni riuscivo a tenere ritmi incredibili nel lavoro e a essere come niente multitasking; e anche quando ero stanco, mi bastava poco per recuperare. Oggi \u00e8 sufficiente un piccolo disguido o che mi distragga un po\u2019 pi\u00f9 del lecito, e per riprendere il filo di quanto stavo facendo faccio moltissima fatica. Lo stesso con l\u2019attivit\u00e0 fisica: fino a una decina di anni fa, pure senza grandi allenamenti riuscivo a reggere a sforzi notevoli, a compiere piccole imprese, senza particolari contraccolpi, se solo mi girava di farlo; oggi riesco ancora a fare qualche sparata improvvisata, ma poi puntualmente la pago.<\/p>\n<p>Ho per\u00f2 imparato che disciplinandomi e puntando sulla costanza e la tenacia riesco ancora a regalarmi belle soddisfazioni. Per esempio, chi l\u2019avrebbe detto che a quarant\u2019anni avrei finalmente imparato a nuotare sul serio (io che feci mettere le mani tra i capelli al primo istruttore che mi vide entrare in una piscina, dodici anni fa)? O che a quarantaquattro avrei corso una maratona, dopo che tre anni prima, tra problemi alla schiena e prove da sforzo dubbie, pareva che dovessi rinunciare per sempre alla corsa?<\/p>\n<p>Il corpo e la mente ci assistono fino a tardi, fino alla fine, anche in modo strepitoso, ma sta a noi saperne cogliere via via i segnali e adeguarci di conseguenza, prendendo le giuste contromisure, adottando stili e approcci di vita pi\u00f9 consoni all\u2019et\u00e0 che abbiamo. Non dobbiamo sottoutilizzarli, ma nemmeno usurarli; volergli e volerci bene, questo s\u00ec. E queste sono cose che impariamo solo con l\u2019et\u00e0.<\/p>\n<p>Quindi, niente tristezza!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Proseguendo suppergi\u00f9 sul tema dell\u2019adultit\u00e0, alcuni pensieri abbozzati a met\u00e0 settembre tra Facebook e quello che pu\u00f2 essere considerato il \u201cpensatoio\u201d di questo nuovo spazio ancora in corso di definizione.] Fare cose da giovani o sentirsi mentalmente e fisicamente giovani, anche se di mezza et\u00e0 e oltre, non vuol dire essere giovani. \u00c8 stare bene, nulla di pi\u00f9 e nulla di meno. Non \u00e8 poco, ma ce ne passa dall\u2019essere sul serio ancora giovani. Personalmente, apprezzo cos\u00ec chi almeno a quarant\u2019anni comincia a definirsi di mezza et\u00e0. 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