{"id":969,"date":"2014-11-28T15:48:22","date_gmt":"2014-11-28T14:48:22","guid":{"rendered":"http:\/\/maculae.wordpress.com\/?p=969"},"modified":"2014-11-28T15:48:22","modified_gmt":"2014-11-28T14:48:22","slug":"scampoli-di-un-anno-dimesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2014\/11\/28\/scampoli-di-un-anno-dimesso\/","title":{"rendered":"Scampoli di un anno dimesso"},"content":{"rendered":"<p>Era stato un anno dimesso, il 2014: non ci pioveva. Cio\u00e8, piovere aveva piovuto, altroch\u00e9. Ma non era stata solo la pioggia \u2013 o, se per questo, non erano state solo le tante giornate umide e grigie, e le temperature a lungo autunnali anche in primavera ed estate \u2013 a determinare quel clima moscio, mogio, tutto fuorch\u00e9 allegro, spensierato, frizzante, solare. Erano tanti i fattori, tante le concause. E non si poteva certo parlare di una situazione di crisi conclamata e generalizzata venuta alla luce solo di recente. Ci si poteva semmai stupire di come finora si fosse perlopi\u00f9 continuato a fare molto finta di niente, come a voler esorcizzare la paralisi che inevitabilmente si determina quando si capisce di non poter rimandare oltre un esame approfondito delle difficolt\u00e0 in cui ci si dibatte da tempo.<\/p>\n<p>Ma a dispetto delle note pi\u00f9 che negative che si continuavano a cogliere in giro, a livello personale non se la sentiva di parlare di un anno in tutto e per tutto deteriore. Pur nel suo tono fortemente dimesso, era stato vivo; per tanti versi, anche produttivo. Sul piano materiale e anche su quello intellettuale. E se sul primo era piuttosto reticente, non amando esibire troppo, mai particolarmente contento di s\u00e9 e di quanto riusciva a creare, nemmeno quando ci si metteva con impegno serio e i risultati dunque si vedevano, sul secondo non aveva particolari riserve. Andava cio\u00e8 abbastanza fiero dei rinnovati sforzi di lettore a tutto campo, non meno che dei pensieri e delle parole che sovente ne scaturivano.<\/p>\n<p>A scontentarlo oltremisura era solo la protratta, pervicace, deleteria frammentariet\u00e0. Quel disperdersi continuo in mille rivoli. Quel non riuscire ancora a evadere dalle sollecitazioni e le urgenze del momento per dedicarsi invece con costanza e disciplina a qualcosa di pi\u00f9 mirato, studiato, curato, compiuto.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, anche solo per punirsi di tanta smania dissipatrice, periodicamente sentiva il bisogno di premere sul pedale del freno, fare una perentoria svolta a u e tornare sui suoi passi. Tornare cio\u00e8 a rileggersi. Tornare cio\u00e8 a cernere tra le molte annotazioni. Tornare cio\u00e8 a riscrivere in una veste possibilmente migliore.<\/p>\n<p>Eccolo dunque l\u00ec, alla fine, preso a raggruppare e in qualche modo risistemare anche gli ultimi scampoli sparsi di quell\u2019anno dimesso. Gli ultimi in assoluto, si augurava, anche se lui per primo non ci credeva.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align:center\">\u00a0***<\/p>\n<p><em>(9 gennaio 2014)<br \/>\n<\/em>Dove non poterono i buoni propositi di fine anno pot\u00e9 l\u2019influenza di inizio anno, con una prolungata giacenza a letto con febbre anche alta (rarit\u00e0 per lui, di solito alle prese solo con dolori alle ossa e mal di testa) e la concomitante intolleranza a luce e video: disintossicazione forzata dal cibo e soprattutto la rete. Lavorandoci su, rimessosi, spurgato e depurato per bene, sai che figurino sarebbe potuto ridiventare!<\/p>\n<p><em>(11 gennaio)<br \/>\n<\/em>Solo la bellezza, una bellezza non banale, li avrebbe (forse) salvati.<\/p>\n<p><em>(14 gennaio)<br \/>\n<\/em>Fuga dall\u2019oggi, ripudio dell\u2019oggi. Tuffo nel mondo di ieri, oggi, per riconciliarci con l\u2019oggi, forse, domani.<\/p>\n<p><em>(16 gennaio)<br \/>\n<\/em>La fame, prima, la scarsit\u00e0. Poi l\u2019abbondanza e l\u2019abbuffata, spesso l\u2019indigestione, per tanti. Infine la dieta e appetiti pi\u00f9 modesti, e saltuariamente un digiuno, depuratore. Anche nei consumi culturali. Nulla di pi\u00f9, nulla di meno.<\/p>\n<p><em>(16 gennaio)<br \/>\n<\/em>Classica situazione da \u201caspettando Godot\u201d: aspettavano, aspettavano, senza neanche pi\u00f9 sapere chi o che cosa o perch\u00e9.<\/p>\n<p><em>(16 gennaio)<br \/>\n<\/em>In un 2014 alla partenza del quale si potevano fare ben poche illusioni che non sarebbe stato fino alla fine zeppo pieno di incognite e anche ostacoli seri, pesanti, un primo obiettivo commendevole, e di sicuro non irrealizzabile, era leggere almeno un libro pi\u00f9 dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.goodreads.com\/review\/list\/7671207-n-mataldi?read_at=2013&amp;view=covers\">anno precedente<\/a>. Nel suo caso si trattava di raggiungere quota 21. Con un po\u2019 di costanza e fuggendo quanto pi\u00f9 la deconcentrazione delle letture (e anche le scritture) brevi, sarebbe dovuto arrivarci senza particolare fatica. A dispetto dei giorni persi per l\u2019influenza e la fotosensibilit\u00e0 indotta, metteva gi\u00e0 la <a href=\"https:\/\/www.goodreads.com\/book\/show\/17465716-the-revolution-of-every-day\">prima tacca<\/a> e assegnava anche le prime cinque stelle dell\u2019anno.<\/p>\n<p><em>(18 gennaio)<br \/>\n<\/em>Depresso il cervello, depresso anche il corpo. Placate le smanie di dire, placate le smanie di fare, l\u2019inverno una lunga convalescenza.<\/p>\n<p><em>(21 gennaio)<br \/>\n<\/em>Narcosi + inerzia + (presunta) furbizia = paludosa Italia.<\/p>\n<p><em>(21 gennaio)<br \/>\n<\/em>Un po\u2019 di Rai 5, un po\u2019 di Rai Storia, un po\u2019 di Rai News (il minimo indispensabile per sapere le ultime), ogni tanto un pizzico (non di pi\u00f9) di Rai 3 regionale. Il resto, in tv, si poteva anche ignorare.<\/p>\n<p><em>(22 gennaio)<br \/>\n<\/em>Una cultura,\u00a0la loro, esteriormente piaciona e condivisiva, sollecitati ovunque a esprimere \u201cMi piace\u201d e condividere contenuti e commenti. Il sentimento dominante era in realt\u00e0 il disprezzo: il disprezzo per gli altri, il disprezzo per la vita collettiva, il disprezzo per il bene condiviso. Mentre il principio guida restava sostanzialmente il pensare per s\u00e9, ai propri interessi particolari, altro che il mettere in comune. Quando si diceva l\u2019opposizione tra la superficie e l\u2019interno.<\/p>\n<p><em>(31 gennaio)<br \/>\n<\/em>Fin\u00ec gennaio, mese malato. Pi\u00f9 le ore giaciute di quelle in piedi o sedute. Pi\u00f9 le calme e lineari pagine lunghe dei nervosi snippet di testi. Alla fine non furono giorni cos\u00ec malati.<\/p>\n<p><em>(6 febbraio)<br \/>\n<\/em>Only little by little, you got yourself \u2013 or, for that matter, anybody and anything else \u2013 functioning in other ways than the old and usual ones.<\/p>\n<p><em>(7 febbraio)<br \/>\n<\/em>Libro numero cinque dell\u2019anno andato: pi\u00f9 una novella che un romanzo, letto (su Kindle) in meno di un giorno, quasi a compensare la fatica (ma senza uguagliare il piacere, la profondit\u00e0, la complessit\u00e0 e la profusione di spunti, stimoli ed emozioni) di altri scritti (saggi, raccolte, biografie e memoir, in prevalenza su carta) per i quali una settimana \u00e8 spesso insufficiente. Di nuovo, cos\u00ec, la conferma che tralasciando un po\u2019 le letture brevi e frammentarie (indifferentemente del web e della carta stampata), e al contempo riducendo l\u2019esposizione al pervasivo e ottundente rumore di fondo, si riusciva a leggere meglio, di pi\u00f9 e, alla fine, anche pi\u00f9 rapidamente.<\/p>\n<p><em>(12 febbraio)<\/em><br \/>\nE dunque, bruciando le tappe, tutto sembrava indicare un imminente catapultamento al governo di Renzi il Salvifico. Ma, con i debiti scongiuri, fossero andati male anche lui e la sua immaginifica, giovine squadra che si faceva? Tutti quanti insieme a tagliarsi le vene? Che i santi numi gliela mandassero buona! Per meglio dire, che se la mandassero buona loro!<\/p>\n<p><em>(12 febbraio)<br \/>\n<\/em>The apt OED Online Word of the Day: \u201c<a href=\"http:\/\/www.oed.com\/view\/Entry\/4507\">Alacrity<\/a>: Liveliness, sprightliness; briskness, speed; cheerful readiness or willingness. Also: an instance of this.\u201d Also: The need to find and aptly cultivate a new one.<\/p>\n<p><em>(13 febbraio)<br \/>\n<\/em><a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/lucia-annunziata\/una-crisi-drammatica-una-gestione-ridicola_b_4775868.html\">Ridicul\u00ec ridicul\u00e0<\/a>, come erano arrivati fino a l\u00e0? Un giorno forse qualcuno glielo avrebbe spiegato, ma dentro di loro lo sapevano gi\u00e0: in Italia c\u2019era poco da fare, <em>pe riffa o pe raffa se feniva sempre pe leccechegn\u00e0. E cusc\u00ec, ne restava che ter\u00e0 a camp\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p><em>(14 marzo)<br \/>\n<\/em>Confermato: bastavano due giorni belli a inizio o met\u00e0 marzo, con qualche ora all\u2019aperto, e una faccia colore dei fiori di pesco era il regalo pi\u00f9 bello che ci fosse, con quel piacevole pizzicore sotto la barba di una settimana a segnalare che era finalmente iniziata la primavera.<\/p>\n<p><em>(21 marzo)<\/em><br \/>\nQuando si avevano tante incazzature in corso, nella testa e nel corpo, meglio lasciar perdere, meglio non provarci nemmeno a fare o scrivere o dire qualcosa finch\u00e9 non ci si fosse sveleniti e alleggeriti almeno un po\u2019. Meglio silenziarsi e quietarsi. Al pi\u00f9, osservare e ascoltare e leggere solo distrattamente.<\/p>\n<p><em>(27 marzo)<\/em><br \/>\nC\u2019era molto, molto, ma proprio molto da fare in direzione di una cultura a tutto tondo della bellezza, della cura, della qualit\u00e0, dell\u2019eccellenza. Era triste ammetterlo ma, in massima parte, quanto erano ancora mediocri, di scarso valore, molto al di sotto della sufficienza nonch\u00e9 delle loro concrete possibilit\u00e0. Per quanto spesso gli piacesse credere o far credere il contrario.<\/p>\n<p><em>(27 marzo)<\/em><br \/>\nNon pensare di essere migliore di altri. Semplicemente ritenere di potere, con il dovuto impegno e un\u2019adeguata passione, non sfigurare troppo nei confronti di chi, per un talento innato e coltivato nel tempo con pratica assidua e deliberata, era sicuramente tra i migliori. Pensare cio\u00e8 che, facendo i compiti a fondo, per bene, senza ricorrere a furbizie o limitarsi al minimo indispensabile per tirare avanti, si potesse aspirare a migliorare sul serio e puntare cos\u00ec alla distinzione e all\u2019eccellenza.<\/p>\n<p><em>(27 marzo)<\/em><br \/>\nA leggere le tipiche pagine dei ringraziamenti di un autore americano di saggi ci si sentiva davvero piccoli, nel confronto tra quella meticolosit\u00e0 ossessiva nel citare nomi e fonti (oltre che nel condurre ricerche) e la loro molto pi\u00f9 spiccata trascuratezza e superficialit\u00e0.<\/p>\n<p><em>(4 aprile)<br \/>\n<\/em>Il pleuvait sur la fine de semaine\u00a0; il pleuvait sur le quatre d\u2019avril. On ne s\u2019inqui\u00e9tait pas\u00a0!<\/p>\n<p><em>(9 aprile)<br \/>\n<\/em>Il pleuvait et depuis \/ il sortait le soleil. En avril \/ un amour de vie.<\/p>\n<p><em>(15 aprile)<br \/>\n<\/em>\u201cStop. Stop deprecating. Stop, at least, deprecating yourself,\u201d sometimes he\u2019d say to himself. \u201cIt\u2019s no great use. So, stop doing what adds up to almost nothing. Do only what makes you, in little or great measure, happy and proud of yourself.\u201d<\/p>\n<p><em>(22 aprile)<\/em><br \/>\nPasqua 2014 segn\u00f2 che cosa? Un cambio di paradigma? Un ritorno al passato o un ritorno al futuro? Torn\u00f2 di sicuro il fai da te, il fai in prima persona, il fai in casa o molto vicino a te, con un rifiuto di logiche marcatamente consumistiche e commerciali e la ricerca generale di una qualit\u00e0 migliore. Meno ma meglio. Meno ma pi\u00f9 curato. Meno ma pi\u00f9 coinvolgente. Meno ma pi\u00f9 esperienziale.<\/p>\n<p><em>(22 aprile)<\/em><br \/>\nUn segno dei tempi che cambiavano, della crisi che mordeva, della perdita di coesione e forse anche di identit\u00e0: la gran festa che un tempo il marted\u00ec dopo Pasqua si teneva al paese dirimpetto, con giostre, musicanti, strusci e intasamenti di strade; e il silenzio assordante di quell\u2019anno, senza nemmeno un botto a marcare la ricorrenza e la chiesa ancora chiusa dal terremoto dell\u2019Aquila.<\/p>\n<p><em>(23 aprile)<br \/>\n<\/em>Sempre pi\u00f9 gente che andava in palestra o in piscina o che pedalava, che correva, che camminava di buona lena, per salute e per sport. Tutto molto lodevole. Ma di fondo restava un\u2019idea di pervasiva fiacchit\u00e0, anzi di fiacch\u2019et\u00e0. Che tante energie, che pure c\u2019erano, fossero spesso impiegate in direzioni apprezzabili ma nondimeno fuorvianti? Che ci si crucciasse solo di curare i sintomi, continuando a tralasciare le cause profonde delle loro tante malattie?<\/p>\n<p><em>(26 aprile)<\/em><br \/>\nChe noia le persone serie. Per non dire di quelle artificiosamente o naturalmente seriose. Ma che di ripristinare un po\u2019 (tanta) di seriet\u00e0 ci fosse bisogno non si stancava di pensarlo e affermarlo, alla luce dello sconfinato sbracamento prodotto da trent\u2019anni di dominio del pessimo gusto televisivo, di arraffa-arraffa politico e imprenditoriale e, spiaceva dirlo, di decadenza culturale, sociale, umana. Il problema era da che cosa o da chi ripartire. Cio\u00e8, c\u2019era ancora qualcosa o qualcuno che, senza troppe riserve, potesse essere assunto a metro di paragone, a esempio, a guida, a faro? Si sforzava di pensarci, ma una risposta a prova di fuoco non gli veniva, non gli veniva, non-gli-ve-ni-va!<\/p>\n<p><em>(28 aprile)<\/em><br \/>\nTroppi giorni festivi l\u2019uno a ridosso dell\u2019altro, tra Pasqua e il primo maggio, quando non c\u2019era molto da festeggiare, quando in verit\u00e0 non c\u2019era quasi pi\u00f9 nulla capace di tirare su stabilmente umori che se festivi riuscivano a esserlo ormai era solo per brevissimi scampoli. Cos\u00ec era tutta una schizofrenia di sentimenti, di alti e bassi, di euforiche manie e stati cupamente depressivi. Era vero, insomma, come diceva il poeta, che \u00ab<a href=\"http:\/\/www.piuchepuoi.it\/eliot\/terra_desolata.php\">aprile \u00e8 il pi\u00f9 crudele dei mesi<\/a>\u00bb.<\/p>\n<p><em>(7 maggio)<\/em><br \/>\nStanco, ma di una stanchezza felice, fisica, per niente intellettuale. Epper\u00f2 cominciava a mancare, dopo diversi giorni a tutta manualit\u00e0, a tutta pratica, a tutta forza di braccia e intelligenza empirica, il lato riflessivo, astratto, verbale.<\/p>\n<p><em>(13 maggio)<\/em><br \/>\nNon pesava da maggio ad agosto il distacco, la lontananza, la mancata presenza, l\u2019assenza silenziosa. Anche se di piccolo conto, non mancavano le cose da fare. Anche in stagione di magra, non mancavano le occasioni di svago, piccole e grandi. Ridotta era soltanto la smania di sapere, di comunicare, di dire. Ridotto era il bisogno di stare connessi ore e ore attraverso uno schermo. Accresciuta la voglia di evadere, di stare in disparte, di togliere ogni maschera e ripristinare il volto pi\u00f9 vero.<\/p>\n<p><em>(19 maggio)<br \/>\n<\/em>Da non credere quanto fosse forte, quell\u2019anno, la renitenza al voto, europeo e locale. Era come se di colpo (di colpo? diciamo pi\u00f9 dall\u2019anno prima) fosse scattata un\u2019allergia totale alla politica, e per ora non c\u2019era rimedio che tenesse, a parte girarle molto ma molto al largo.<\/p>\n<p><em>(20 maggio)<\/em><br \/>\nThey felt sad, they felt angry, they felt depressed. They kept going, <a href=\"http:\/\/www.salon.com\/2014\/05\/17\/the_fascinating_reason_why_we_procrastinate_partner\/\">procrastinating<\/a>.<\/p>\n<p><em>(17 giugno)<\/em><br \/>\nAh la gente, lietamente rincoglionita, a frotte nel pomeriggio piovoso d\u2019estate dentro il centro commerciale. Ah la gente, disoccupata, pensionata, sfaccendata, annoiata, fissa davanti a schermi piccoli e grandi. Ah la gente, la gente che non sapeva cosa fare di s\u00e9 se appena appena le toglievi la partita, la tv, lo smartphone, il computer, le faccende di casa, la scuola, le corse di qua e di l\u00e0, un lavoro pagato che fosse uno.<\/p>\n<p><em>(18 giugno)<\/em><br \/>\nIl tempo era ancora malato, disse il pap\u00e0 sommessamente, alzando gli occhi al cielo grigio e piovigginoso. Loro \u2013 i meteoropatici \u2013 ne erano lo specchio fedele, pens\u00f2 lui, avvilito e di nuovo mezzo depresso per il terzo giorno consecutivo dalla sospensione forzata di lavori che solo una settimana prima lo facevano sudare a catinelle ma inebriandolo di gioia e soddisfazione per un ritrovato pieno senso di operativit\u00e0 ed efficienza fisica e mentale.<\/p>\n<p><em>(26 giugno)<\/em><br \/>\nNo alla perfezione, si sentiva di dire. No alla levigatezza. No all\u2019asetticit\u00e0. No alla conformit\u00e0. S\u00ec alla nota stonata. S\u00ec al rumore. S\u00ec al fuori fuoco e il fuori dal coro.<\/p>\n<p><em>(30 giugno)<br \/>\n<\/em>Era un male per l\u2019economia (era un segno evidente che fosse pi\u00f9 che rallentata e per ora non dava prova di ripresa), ma di quei tempi guidare in autostrada senza code di tir che facevano a gara a sorpassarsi o, se solo si azzardava a non superare i 90\u00a0km\/h, gli si appiccicavano dietro manco fosse il film <em>Duel<\/em>, stava diventando quasi rilassante.<\/p>\n<p><em>(30 giugno)<\/em><br \/>\nTutta quella \u201c<a href=\"http:\/\/www.doppiozero.com\/materiali\/chefare\/social-festival-reading\">eventizzazione<\/a>\u201d, spettacolarizzazione, teatralizzazione e, in generale, mediatizzazione spinta di tutto ci\u00f2 che ruotava intorno al libro, la lettura, la scrittura, la stessa traduzione: uff! All\u2019inizio poteva anche piacere e attrarre fortemente; dopo un po\u2019, che barba, che noia, che voglia di tenersene lontani! Che voglia, soprattutto, di girare al largo dai gruppi e i gruppuscoli che, inevitabilmente, di quegli eventi costituivano il nucleo propulsore, la compagnia di giro, il grosso degli ospiti fissi.<\/p>\n<p><em>(1 luglio)<\/em><br \/>\nLoro e il tempo, il tempo e loro, loro che non avevano pi\u00f9 una percezione troppo buona del tempo che si trovavano a vivere, loro che di fatto si trovavano sempre meno, nel tempo e anche fuori dal tempo.<\/p>\n<p><em>(7 luglio)<\/em><br \/>\nPoi della sera \u2013 sera appartata di luglio, dopo un lungo giorno accaldato, sudato, estenuato \u2013 il respiro lento, pigro, rarefatto, distaccato, quieto.<\/p>\n<p><em>(24 luglio)<\/em><br \/>\nViaggiando in treno tra <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Weiden_in_der_Oberpfalz\">Weiden in der Oberpfalz<\/a> e Pescara, schizzi di pensieri. E un ritratto con l\u2019accetta di tanti italiani degli anni zero e dieci del terzo millennio: pigri, comodi e, a dir poco, lagnosetti, nonch\u00e9 presuntuosetti (e, pi\u00f9 ancora, ignorantelli, aveva aggiunto un amico). Da l\u00ec l\u2019origine di molti dei loro attuali guai? La risposta fosse s\u00ec, ni o no, erano comunque difetti da correggere.<\/p>\n<p><em>(17 settembre)<\/em><br \/>\nCredere poco a tutto e, sempre pi\u00f9 spesso, anche a tutti: il grande problema di quel tempo sfranto, che a tanti, troppi, impediva di vivere il loro tempo con slancio, fiducia, ottimismo. O all\u2019opposto la loro grande fortuna, ci\u00f2 che evitava cocenti delusioni a ripetizione, risparmiando anche insidiosi accessi di fanatismo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era stato un anno dimesso, il 2014: non ci pioveva. Cio\u00e8, piovere aveva piovuto, altroch\u00e9. Ma non era stata solo la pioggia \u2013 o, se per questo, non erano state solo le tante giornate umide e grigie, e le temperature a lungo autunnali anche in primavera ed estate \u2013 a determinare quel clima moscio, mogio, tutto fuorch\u00e9 allegro, spensierato, frizzante, solare. Erano tanti i fattori, tante le concause. E non si poteva certo parlare di una situazione di crisi conclamata e generalizzata venuta alla luce solo di recente. Ci si poteva semmai stupire di come finora si fosse perlopi\u00f9 continuato [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":971,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[17,269,27],"tags":[266,104,14],"class_list":["post-969","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-foto","category-frammentario","category-nugae","tag-266","tag-fiori","tag-questo-e-quello"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2014\/11\/2014-08-26_1.jpg?fit=900%2C598&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/pgPIz4-fD","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/969","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=969"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/969\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/971"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=969"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=969"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=969"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}