{"id":983,"date":"2013-12-12T15:33:11","date_gmt":"2013-12-12T14:33:11","guid":{"rendered":"http:\/\/maculae.wordpress.com\/?p=983"},"modified":"2013-12-12T15:33:11","modified_gmt":"2013-12-12T14:33:11","slug":"in-forma-di-tweet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nazzarenomataldi.com\/blog\/2013\/12\/12\/in-forma-di-tweet\/","title":{"rendered":"In forma di tweet"},"content":{"rendered":"<p><em>Senza un ordine preciso, n\u00e9 temporale n\u00e9 tematico, un calderone di tweet seminati tra il 2009 e il 2012, pi\u00f9 qualche inserto improprio \u2013 cio\u00e8 fuori da Twitter \u2013 del 2013. Scongiurando di accumularne di nuovi.<\/em><\/p>\n<ol>\n<li>C\u2019\u00e8, ci deve essere, in un traduttore una vena di masochismo, accanto a una pi\u00f9 o meno marcata e palese misantropia.<\/li>\n<li>\u00c8 un fatto: devi spegnere la tua voce, ammesso che ne abbia una, e tappare anche occhi e orecchi, se e quando vuoi tradurre con intensit\u00e0.<\/li>\n<li>Presenti gli ebrei al Muro del Pianto? Cos\u00ec tu alla seconda rilettura di una tua traduzione, avanti e indietro con il tronco davanti allo schermo.<\/li>\n<li>Ti sarai pure dato al podismo, ma il paragone tra traduzione e ciclismo resta sempre il pi\u00f9 calzante. Pedala, allora, e non pensare ad altro.<\/li>\n<li>Si lavora bene la notte, al riparo delle distrazioni-apprensioni-irritazioni dell\u2019attualit\u00e0, ma fatte le due pu\u00f2 bastare.<\/li>\n<li>Fatte le due, si possono fare anche le tre. Ma che non diventi una costante \u2013 perch\u00e9, se proprio deve essercene una, niente meglio delle 23.23.<\/li>\n<li>Si fanno pure le tre, tre notti di fila, ma poi si paga, come ogni eccesso.<\/li>\n<li>Succeder\u00e0. Non sai come, non sai quando, ma succeder\u00e0. Di colpo tutto questo finir\u00e0. Con un rischio: che cambi tutto per non cambiare niente.<\/li>\n<li>Sempre un po\u2019 quella, la sensazione: di straniero nel proprio paesello, isolato e sfigato, acculturato e sofisticato e snob del cavolo.<\/li>\n<li>Non fosse che sei troppo piceno e sibillino, mica male le acque e le terre marrucine \u2013 e pi\u00f9 ancora i vini \u2013 tra l\u2019Adriatico e la Maiella.<\/li>\n<li>Da capire perch\u00e9 se c\u2019\u00e8 crisi, o tira aria di crisi, puntualmente ti ritrovi in crisi. Sar\u00e0 la natura ansiosa? Saranno le antenne sensibili?<\/li>\n<li>Momenti euforici in cui le energie si autorigenerano e riesci a fare di tutto; altri, sfiniti, in cui non ti alzeresti mai dal letto.<\/li>\n<li>In uno spirito di auto-accanimento, ci vediamo spesso pieni di difetti. In realt\u00e0, ti accorgi presto, non che gli altri siano cos\u00ec migliori.<\/li>\n<li>In un presente che poco entusiasma e un futuro sempre pi\u00f9 indefinito, sempre quella la ricetta? Uno o pi\u00f9 passi indietro per ripartire di rincorsa?<\/li>\n<li>Questa voglia di velluto, questa voglia di fl\u00e2nerie, questa voglia di non-si-sa-che in mezzo a valanghe informative, irritazioni e poco pi\u00f9.<\/li>\n<li>Un mero surrogato di vita, la vita online. Ma se e quando quella reale difetta, meglio questa imperfetta integrazione che la fuga nel niente.<\/li>\n<li>Un gran calderone la vita, una continua aggiunta di elementi e una lenta cottura.<\/li>\n<li>Quante cose \u2013 troppe, inutili, vane \u2013 accumulate negli anni \u2013 per sfizio? vanit\u00e0? malinconia? solitudine? \u2013 senza farne un vero utilizzo.<\/li>\n<li>L\u2019inesausta malinconia\/poesia del crepuscolo.<\/li>\n<li>La beatitudine di riuscire a staccarsi e astrarsi.<\/li>\n<li>La distanza: uno scoglio che graffia, a fior d\u2019acqua.<\/li>\n<li>Anche gli amori di lunga data prima o poi sfioriscono. E se proprio non finiscono, di certo qua e l\u00e0 si annacquano e vivono fasi di forte stanca.<\/li>\n<li>Ci si chiede, tante volte, se non fosse stato meglio perseverare in altre strade, resistendo alla fascinazione della parola scritta.<\/li>\n<li>Leggere, scrivere, tradurre? Tutto molto bello. Ma vuoi mettere pedalare, nuotare, scarpinare, correre, faticare, sudare, vivere!<\/li>\n<li>Affaticamenti fisici e stress mentali: di gran lunga preferibili i primi, liberatori; i secondi, costrittivi-oppressivi, preludio di rotture.<\/li>\n<li>Per sconfiggere stress, malinconia, freddo, umido, buio, niente come correre: piano quanto vuoi, a lungo quel che puoi, ma correre.<\/li>\n<li>Pot\u00e9 gareggiare un anno solo, scriver\u00e0 forse un giorno, ma fu un anno stupendo, che ricorder\u00e0 per sempre.<\/li>\n<li>Il ricordo struggente di felici corse folli e il pensiero che senza essere un po\u2019 folli di rado si raggiungono traguardi felici.<\/li>\n<li>Come direbbe la Mondaini: \u00abChe barba che noia, che noia che barba\u00bb. I sabati chiusi in casa sono la quintessenza del rincoglionirsi.<\/li>\n<li>Sono da soli \/ tanti sabati sera. \/ Ma non stan bene.<\/li>\n<li>La domenica \/ niente interruzioni. \/ Un grande lusso.<\/li>\n<li>Star in pigiama \/ \u00e8 buona domenica. \/ Non vergognarti.<\/li>\n<li>Sul d\u00ec di festa \/ la pioggia a singhiozzi. \/ Come la vita.<\/li>\n<li>Inconcludenza: il guaio di tenersi liberi per qualcosa che non arriva.<\/li>\n<li>Avr\u00e0 anche ragione Cioran sulla bont\u00e0 dell\u2019indolenza ma, se non stemperate, le lunghe attese finiscono per esasperare.<\/li>\n<li>Sempre lei: la paura di sbagliare che porta ogni volta solo a commettere errori pi\u00f9 grandi.<\/li>\n<li>Anche le batoste hanno una loro utilit\u00e0. Specie se ripetute, sono indice di qualcosa di profondo che non va e richiede cos\u00ec urgente rimedio.<\/li>\n<li>Con il tempo diventiamo tutti un po\u2019 \u201cspietati\u201d che non si fanno intimorire troppo e, quando necessario, tirano dritto?<\/li>\n<li>Conoscere le minuzie e i pi\u00f9 intimi dettagli della vita di un autore, come di un normale individuo, lo fa amare di pi\u00f9? No, lo fa esecrare.<\/li>\n<li>Noi ventenni a cavallo di ottanta e novanta, un po\u2019 sognanti un po\u2019 pratici un po\u2019 letargici un po\u2019 smaniosi un po\u2019 sempre in divenire.<\/li>\n<li>Le nuvole spazzer\u00e0 via \/ ma non la voglia di Bahia \/ questo vento lancia in resta \/ che l\u2019inquietudine ridesta.<\/li>\n<li>Si tira tardi \/ ma non \u00e8 mica bene. \/ Notte su notte.<\/li>\n<li>Fuori di senno \/ frullati di notizie. \/ Fiori di fuori.<\/li>\n<li>Canto silente \/ le ore della notte. \/ Sogno vivente.<\/li>\n<li>A notte fonda \/ a cosa pensi non sai. \/ \u00c8 quello che sai.<\/li>\n<li>Se ci si pensa, ma quanto \u00e8 crudele maggio! Il mese forse pi\u00f9 dolce, ma anche il pi\u00f9 atroce, dispensando a piene mani bellezza e dolore.<\/li>\n<li><em>Semaine \u00e9puis\u00e9e \/ on ne peut plus pour ce soir. \/ Bonne nuit au revoir.<\/em><\/li>\n<li>Voglia voglia voglia\u2026 di piantarla con il frammentario e lo sminuzzato \u2013 cosa che detta via Twitter \u00e8 un po\u2019 il colmo.<\/li>\n<li>Quella perturbante sensazione di un lento ma inesorabile smottamento \u2013 fino a una precipitosa frana finale o che altro?<\/li>\n<li>Che sarebbe se si potesse cambiare vita con la stessa facilit\u00e0 e frequenza con cui si apre o rinnova un sito\/blog\/profilo.<\/li>\n<li>Come sempre, quando il presente non ti soddisfa e di futuro non si scorge traccia, cerchi conforto (vano) nel passato.<\/li>\n<li>Quegli scatti di trascorsi adolescenziali scomposti e rimossi che si materializzano nella casella di posta, suscitando un\u2019infinita tenerezza.<\/li>\n<li>Sedersi su ci\u00f2 che uno gi\u00e0 ha: se non l\u2019errore pi\u00f9 grande, sicuramente una grave sconsideratezza.<\/li>\n<li>Stanco! Stanco di un mondo dove vige il dio quattrino e la bellezza non ha alcun valore! Stanco di un mondo di arricchiti e di mediocri!<\/li>\n<li>Dopo tutto quel che c\u2019\u00e8 voluto per bonificare valli e paludi e cos\u00ec debellare fame e malattie varie, ora le cementifichiamo a tutto spiano.<\/li>\n<li>\u00abForse dire che amo il mio Paese non \u00e8 esatto. Spesso lo disprezzo.\u00bb \u2013 Mario Vargas Llosa riguardo al Per\u00f9 (e tu riguardo all\u2019Italia).<\/li>\n<li>Di crisi in crisi, di bolla in bolla, di guerra in guerra, di emergenza in emergenza: sarebbe questa la fukuyamiana \u201cfine della storia\u201d?<\/li>\n<li>Quel bisogno di sentirsi fisicamente vivo, correndo a lungo sotto la pioggia e, non ancora sazio d\u2019acqua, aggiungerci 60 vasche in piscina.<\/li>\n<li>La verit\u00e0, la verit\u00e0? Quando torna il bel tempo e lavori all\u2019aperto, in campagna, passa tutto\u2026 be\u2019, quasi tutto.<\/li>\n<li>Sazi di realt\u00e0, strafogati di irrealt\u00e0, un digestivo a base di iridescente contemplativit\u00e0.<\/li>\n<li>Ma come ci piace leggere ad alta voce! E come si capisce bene, in questo modo, se un libro, un racconto, un articolo merita oppure no!<\/li>\n<li>Rallentare la lettura al livello della frase, della proposizione, quasi della parola. Leggere a voce alta, solo per s\u00e9. Sentire il ritmo.<\/li>\n<li>Una conferma, in mezzo alle tante incertezze e le innumerevoli incognite: febbraio \u00e8 uno dei mesi migliori per leggere e scoprire nuove voci.<\/li>\n<li>Era ieri che tuo padre accompagnava te dall\u2019oculista e poi dall\u2019ottico; oggi i ruoli sono invertiti, e capisci che anche tu sei invecchiato.<\/li>\n<li>Il meglio sar\u00e0 anche gi\u00e0 stato ma, questo \u00e8 un fatto, tu sei meglio oggi di ieri.<\/li>\n<li>Chiss\u00e0, diventare adulti \u00e8 anche imparare a fare a meno dei propri idoli, come di ogni altro idolo, e senza fare di se stessi un idolo.<\/li>\n<li>Se il nostro universo sonoro \u00e8 quello fissato dalla musica ascoltata nei primi trent\u2019anni, ti credo la tenace rabbiosa\/lirica malinconia.<\/li>\n<li>Il bisogno di ridare spazio al bello \u2013 ma non nel senso della bellezza fisica, quella costruita, esibita, usata come merce di scambio.<\/li>\n<li>Il disincanto: questa tacita ammissione di sconfitta, questa apatica dichiarazione di ritirata, senza pi\u00f9 l\u2019entusiasmo n\u00e9 la rabbia.<\/li>\n<li>C\u2019\u00e8 chi stuzzica, e cos\u00ec rimetti mano a Cioran: \u00abNon la paura di intraprendere, ma la paura di riuscire spiega pi\u00f9 di un fallimento\u00bb.<\/li>\n<li>E Cioran che (come sempre!) sentenzia sulla speranza inconscia che compensa quelle, esplicite, respinte o esaurite.<\/li>\n<li>E no, non si pu\u00f2 mica ricominciare ogni volta la giornata sorbendosi la solita e orripilante dose quotidiana di mediocrit\u00e0 e squallore.<\/li>\n<li>\u00c8 un orizzonte di crisi, d\u2019accordo, ma presto pure i discorsi pi\u00f9 alti sulla crisi vengono a noia, svuotano, snervano, e se ne fugge via.<\/li>\n<li>Ci si sveglia di un buon umore che, in declino durante il giorno, si riprende solo con la notte. <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2011\/09\/29\/societa\/dai-messaggini-su-twitterla-mappa-mondiale-dell-umore-5AU5iTowEQwjeyAert8ASN\/pagina.html\">Parola di Twitter<\/a>.<\/li>\n<li>Ci si sveglia presi dalle cose del mondo, ci si porta verso la sera con le suggestioni delle parole, ci si addormenta tra i pensieri dell\u2019io.<\/li>\n<li><em>Again and again, \u201cthese rivers of suggestion are driving me away.\u201d<\/em><\/li>\n<li>Qualcosa di nuovo qualcosa di nuovo qualcosa di nuovo.<\/li>\n<li><em>As\u00ed y as\u00ed y as\u00ed\u2026 as\u00ed me gusta: traducir una mezcla de ingl\u00e9s y espa\u00f1ol.<\/em><\/li>\n<li>In superficie le cose magari migliorano; in profondit\u00e0 \u00e8 tutto da vedere.<\/li>\n<li>Sembra sempre che non cambi mai niente; a ben vedere, invece, cambia tutto e fin troppo rapidamente.<\/li>\n<li>I nostri pesanti sabati sera da soli; pesanti perch\u00e9 dicono molto, perch\u00e9 parlano da soli, perch\u00e9 ci inchiodano al fondo di noi stessi.<\/li>\n<li>Il pigro ripristino della routine dei sabati lavorativi (sere comprese), a sancire l\u2019addio alle feste e al greve attorcigliarsi dei pensieri.<\/li>\n<li><em>Il pleut aussi ce soir \/ il pleut mais on ne pleure pas \/ qu\u2019elle est belle comme \u00e7a \/ ce dimanche il sait plevoir.<\/em><\/li>\n<li>L\u2019insonnia uscendo dalle feste; l\u2019insonnia andando a letto troppo presto; l\u2019insonnia (s)ragionando tra s\u00e9 e smaniando per qualcosa di nuovo.<\/li>\n<li>Se ci freghi pi\u00f9 l\u2019incapacit\u00e0 di staccarci dal passato, dalle origini, o pi\u00f9 la brama di un\u2019alterit\u00e0 e un altrove irraggiungibili.<\/li>\n<li>\u00abLa vera fortuna \u00e8 non avere paura del proprio futuro\u00bb, sottolinei e traduci in una delle ultime pagine di un romanzo appena letto.<\/li>\n<li>Questa te la devi segnare: \u00abA volte prendere decisioni temerarie \u00e8 importante nella vita di una persona\u00bb.<\/li>\n<li>\u00ab<a href=\"http:\/\/www.rivistastudio.com\/in-breve\/devo-proprio-mandare-questa-e-mail\/\">Devo proprio mandare questa e-mail?<\/a>\u00bb Domanda da estendere a tweet, link, aggiornamenti di stato, post e cazzeggi vari.<\/li>\n<li>Il pensiero che siano sempre le email, anche quelle non scritte e quelle senza risposta (soprattutto quelle), a dire pi\u00f9 di ogni altra cosa.<\/li>\n<li>Poi, mica \u00e8 sempre vero che non rispondi (meno di un tempo, ma a volte rispondi \u2013 con cura), solo che spesso ne va della tua concentrazione.<\/li>\n<li>Ora che hai avuto la conferma (tacita) che ti aspettavi, potete anche tornare a ignorarvi cordialmente: tu resti un signore, altri chiss\u00e0.<\/li>\n<li>Fanno male le separazioni, di ogni tipo, come negarlo. Ma alla fine, se si \u00e8 solo in due (parti) e non ci sono pregressi, basta ignorarsi.<\/li>\n<li>Sospesi tra un passato che non passa, ma ammalia e grava al tempo stesso; un presente senza fascino, che inebetisce; un futuro che non si sa.<\/li>\n<li>Non avere voglia, non avere voglie: se non peggio, non meglio di una vita di smanie. Un protratto, monotono, sterile inverno.<\/li>\n<li>L\u2019inquietudine del mattino finch\u00e9 non fissi almeno un pensiero, finch\u00e9 non ti stacchi dal mondo elettronico e ti immergi nelle tue cose.<\/li>\n<li>Forte nelle pause la smania di correre a curiosare sul web. Ma per chi pu\u00f2, quanto pi\u00f9 utile adagiarsi a leggere una pagina di un libro.<\/li>\n<li>\u00abNon impariamo mai niente, semplicemente diamo un nome nuovo ai vecchi errori.\u00bb \u2013 <a href=\"http:\/\/www.inmondadori.it\/Poiche-ero-carne-Edward-Dahlberg\/eai978884590295\/?referrer=inmbol121002&amp;int_source=bol&amp;int_medium=crosslink&amp;int_campaign=lancio\">Edward Dahlberg<\/a><\/li>\n<li>Quella mappatura di s\u00e9 che spesso \u00e8 tenere un blog.<\/li>\n<li><em>Quelle mediocrit\u00e9 ! Ce n\u2019est que du bla bla !<\/em><\/li>\n<li>Doversi difendere di pi\u00f9 dall\u2019assordante cicaleccio del mondo o dalla <em><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=voj7brTmcqU\">Fortezza Bastiani<\/a><\/em> dell\u2019ossessione dell\u2019io?<\/li>\n<li>Dacci oggi il nostro strepito quotidiano? No, dacci una <em><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=MMuATQgiJJM\">Lucky Town<\/a><\/em> dove \u201cI\u2019m gonna lose these blues I\u2019ve found\u201d.<\/li>\n<li>Una forma di resistenza non cominciare la giornata con le notizie del giorno.<\/li>\n<li>La fortuna, a volte, di dover ottemperare ad altri impegni e cos\u00ec rimanere lontani dal cuore degli eventi e al riparo dai flussi informativi.<\/li>\n<li>Non gioisci, a tragedie e disastri, ma non riesci nemmeno pi\u00f9 a stupirti, indignarti o addolorarti pi\u00f9 di tanto, e di questo e di tant\u2019altro.<\/li>\n<li>Allietano sempre le masse giovanili in movimento. Ma il sorriso \u00e8 attenuato dal pensiero di quel che pu\u00f2 celarsi subito dietro l\u2019angolo.<\/li>\n<li>Pi\u00f9 passa il tempo e pi\u00f9 sei convinto che la tua generazione (X o gi\u00f9 di l\u00ec) \u00e8 quella rimasta \u2013 e che \u00e8 \u2013 pi\u00f9 con le mani in mano.<\/li>\n<li>Questo tempo di cos\u00ec incerta lettura, con buone previsioni ma tuoni e lampi \u00e0 gogo. Non \u00e8 quiete, non \u00e8 tempesta. Solo un grande NON SO.<\/li>\n<li>\u00c8 vero che il tempo non si ripete mai allo stesso modo, ma ad avere un po\u2019 di memoria storica certe sue evoluzioni si somigliano alla grande.<\/li>\n<li>Crescente \u00e8 in giro lo spazientimento, ma grande sempre resta la rassegnazione, e in generale ci si raccapezza sempre di meno.<\/li>\n<li>Vero, come sosteneva Musil, che il mondo si pu\u00f2 paragonare a \u00abuna commedia scadente\u00bb.<\/li>\n<li>Ti credo poi che uno sviluppi i sintomi di una gastrite nervosa, tanto negli ultimi tempi \u00e8 incazzato nero, maschere quiete e pacate a parte.<\/li>\n<li>E il paese, diventato finalmente un paese normale, ben retto da un governo dei migliori, anzich\u00e9 dai mediocri, sprofond\u00f2 nella noia. Magari!<\/li>\n<li>Il fatto che, non per entusiasmarci ma giusto riappacificarci un po\u2019, bastasse un governo sulla carta ammodo dice da s\u00e9 quanto stavamo male.<\/li>\n<li>Sempre pi\u00f9 con Popper e la sua critica dell\u2019idea\/superstizione della democrazia comando del popolo, per la democrazia giudizio del popolo.<\/li>\n<li>Tutto si potr\u00e0 dire dei tempi che viviamo meno che non siano interessanti, per come obbligano a rivedere costantemente i nostri parametri.<\/li>\n<li>Anziani che discutono vicino alla tua finestra, senza lamentarsi che la vita cambi. L\u2019unico problema \u00e8 la rapidit\u00e0 dei cambiamenti. Gi\u00e0!<\/li>\n<li>Puoi detestarla quanto vuoi, la realt\u00e0 fattuale, e trovarti molto meglio nel virtuale, ma prima o poi questa viene sempre a trovarti.<\/li>\n<li>Il sospetto, prima riflettendo in auto e poi leggiucchiando, che essere programmaticamente anti e sempre in negativo designarsi, porti male.<\/li>\n<li><em>Someone says sometimes you should stop \u201c<\/em><em><a href=\"http:\/\/dizionari.zanichelli.it\/word-of-the-day\/2012\/01\/17\/deprecating__deprecatingly\/\">deprecating<\/a><\/em><em>\u201d yourself.<\/em><\/li>\n<li>\u00abL\u2019inferno esiste: \u00e8 il centro commerciale di domenica\u00bb, she dixit.<\/li>\n<li>L\u2019insofferenza per gli iper era nota, ma quella per i borghi di cartongesso degli outlet (il non plus ultra di consumo e kitsch) non ha pari.<\/li>\n<li>Guidare in autostrada senza i camion e di colpo cogliere, dalle pochissime Fiat, Alfa e Lancia in circolazione, tutto il declino dell\u2019Italia.<\/li>\n<li>Che pace, con le strade silenziose, pochi veicoli in corsa, pochi motori in azione, ogni suono e movimento ovattato. Pi\u00f9 Natali per tutti!<\/li>\n<li>Natale, al suo fondo, con i suoi riti, celebra ogni volta di pi\u00f9 una sconfitta: quella della vita moderna. Perci\u00f2, a chi piace e a chi no.<\/li>\n<li>Ci sar\u00e0 un che di malato nel gusto per la solitudine, ma certe sere, durante le feste e non, la sola compagnia della radio pu\u00f2 fare miracoli.<\/li>\n<li>Ora che sono finite, puoi dirlo? Sarai blasfemo, ingrato, musone e quant\u2019altro, ma\u2026 fanculo le feste e gran parte di ci\u00f2 che le accompagna!<\/li>\n<li>Sempre queste corse, che sia per prendere un treno o fare che altro. Da un anno all\u2019altro la storia non cambia.<\/li>\n<li>\u00c8 l\u2019aria fina \/ uscendo di cantina \/ e qualcuno gi\u00e0 vaticina \/ cinguetta una rimettina \/ neve di prima mattina \/ pure sull\u2019ascolana collina.<\/li>\n<li>V\u00e8 nengu\u00e8nne a cecerille \/ e lu munne \u00e8 na nze pi\u00f9 bielle \/ tutte aredev\u00e8nta ne cco frech\u00ec \/ nd\u00e0 li caccenille zempetta tutte lu d\u00ec.<\/li>\n<li>Li v\u00f2te che lu vellegn\u00e0 zzeccava che la luna piena e de notte se faci\u00e9 vell\u00ec lu callare de lu vi cuotte: na favela, che te lu diche a fa.<\/li>\n<li>E quanne se cuoc\u00e9 li pemmad\u00f2ra, li peper\u00f9 e li t\u00f2tera de ranturche ccima a la vracia che se ter\u00e9 fora da sotte a lu callare? Slurp!<\/li>\n<li>Prima piane, mo sempre pi\u00f9 forte, ma steme ri\u00e8nne a ccape da pi\u00e9. Chi ce s\u2019\u00e8 magnate lu cervielle? Li atte?<\/li>\n<li>La stufa bruciatutto in ghisa? Finch\u00e9 c\u2019\u00e8 il sole se ne sta l\u00ec buona, ma come tornano umidit\u00e0 e pioggia ti dice: \u201cAccendimi, accendimi!\u201d.<\/li>\n<li>Belli i tempi in cui ci si concedeva il lusso dei ritagli di giornale; oggi tutti gli arretrati di filato nel cassonetto.<\/li>\n<li>Cos\u00ec stanco\u2026 di non combinare niente, per un verso o per l\u2019altro. Soprattutto, stanco di funerali. Maggio, alle volte, \u00e8 davvero atroce.<\/li>\n<li>Bello il mare, belli i corpi seminudi, in ammollo e no, ma spesso rilassa molto di pi\u00f9 restare fermi al fresco di una vecchia cantina.<\/li>\n<li>La seriosit\u00e0 e le torri d\u2019avorio di certo non vanno. Ma se tutto diventa happening ed eventificio e \u201csagrificio\u201d, \u00e8 qui la soluzione?<\/li>\n<li>Dir\u00e0 sempre che no, non andr\u00e0, non vuole, ha gi\u00e0 dato, non pu\u00f2, ma il tarlo di Mantova \u00e8 l\u00ec ogni fine agosto che ricomincia a scavare.<\/li>\n<li>Di una bellezza struggente la montagna d\u2019autunno, conturbante \u2013 ma devi guadartene, devi presto fuggirne, pena esserne di nuovo succube.<\/li>\n<li>La montagna\u2026 la montagna \u00e8 risalire alle origini, l\u00e0 dove il tempo profondo della Terra \u00e8 pi\u00f9 visibile, negli strati geologici delle rocce.<\/li>\n<li>Risponde e consente il corpo, a volergli bene, anche dopo qualche tempo di inattivit\u00e0. Lo stesso la mente. Insomma, bisogna volersi bene.<\/li>\n<li>Pi\u00f9 che altro, il corpo ricorda, anche pi\u00f9 e meglio della mente, che spesso invece lo debilita, chiedendo da lui troppo o troppo poco e male.<\/li>\n<li>Chiedono tregua almeno un giorno a settimana, occhi e cervello, e di scorrazzare per la rete anche di domenica no, non ne vogliono sapere.<\/li>\n<li>Anche il corpo sarebbe renitente a fare alcunch\u00e9 di domenica, ma questa \u00e8 una pigrizia che per il suo bene bisogna combattere.<\/li>\n<li>La lunga corsa ideale del pomeriggio\/sera: falsopiano, poi salita, poi discesa, poi pianura. Cio\u00e8: autunno, inverno, primavera, estate.<\/li>\n<li>Non per snobberia, ma che ne diresti se \u2013 non solo per l\u2019estate \u2013 riducessi al contagocce la presenza online? Fuori e sconnesso rendi di pi\u00f9.<\/li>\n<li>E tornare ad alzarsi con costanza alle sei, iniziando a lavorare alle sette, senza leggere e scrivere troppo di qua e di l\u00e0? Sai che svolta!<\/li>\n<li>Femmina la traduzione. Vuole che le stai appresso, che le dai importanza, la lusinghi, la aduli, la porti con te ovunque, ovunque lei voglia.<\/li>\n<li>Che occorra anche essere un po\u2019 aridi per riuscire come traduttori, dovendo sottrarre tante ore ad affetti e amicizie per produrre cartelle?<\/li>\n<li>In generale, non \u00e8 che chiunque abbia troppo a che fare con la parola scritta rischi di contrarre o sviluppare una certa aridit\u00e0 di cuore?<\/li>\n<li>Se ripensa a tutte le ore passate su questo o quel blog, specie quelle a modificare i template: che spreco! E che arricchimento!<\/li>\n<li>Da quando frequentava le mailing list, l\u2019idea che la rete sia una lente per capire le persone: qui non si riesce a nascondere troppo.<\/li>\n<li>L\u2019impressione che il nostro comportamento in rete (spesso caricaturale, ma non meno veritiero) rispecchi fedelmente quello che siamo davvero.<\/li>\n<li>Che internet ci renda o no pi\u00f9 stupidi e soli, una cosa \u00e8 certa: per sociologi, psicologi e altri ricercatori di scienze umane \u00e8 una manna!<\/li>\n<li>Sar\u00e0 stata una colpa non avere mai posseduto un prodotto Apple, non avere mai imparato a essere levigato, perfettino, stylish, cool?<\/li>\n<li>Siamo moderni e tutto il resto, ma, a conti fatti, continuiamo ad avere un insopprimibile bisogno di idoli e miti, meno di maestri e idee.<\/li>\n<li>Facebook: non il punto di arrivo, tantomeno il punto di partenza; semmai, un fare il punto della situazione delle proprie reti sociali.<\/li>\n<li>Twitter? N\u00e9 punto di arrivo n\u00e9 punto di partenza n\u00e9 punto della situazione. Per caso, un punto di non ritorno?<\/li>\n<li>Ci sta mettendo impegno a non cincischiare pi\u00f9 molto su Facebook e Twitter, ma, finora, non che ne tragga gran giovamento. Evidente la noia.<\/li>\n<li>Facile scattare foto; molto pi\u00f9 difficile selezionarle.<\/li>\n<li><em>We just need stories.<\/em><\/li>\n<li>Essere (stati) cioraniani dentro: che palle!<\/li>\n<li>\u00abLa cosa pi\u00f9 importante: dimenticare ci\u00f2 che si \u00e8 fatto. Per\u00f2 bisogna anche aver fatto qualcosa.\u00bb \u2013 <a href=\"http:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845912641\">Elias Canetti<\/a><\/li>\n<li>\u00abCome \u00e8 tipico della nostalgia, ricordiamo gli aspetti luminosi di un\u2019esperienza e ne dimentichiamo i lati oscuri\u00bb. \u2013 <a href=\"http:\/\/www.codiceedizioni.it\/libri\/la-stanza-intelligente\/\">David Weinberger<\/a><\/li>\n<li>Dovrebbe rallegrarti a posteriori di avere spesso ragione. Ma come cantano i Tiromancino, \u00ab<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=N1NSE9O48Dk\">la ragione non sempre serve<\/a>\u00bb.<\/li>\n<li>A forza di byte \/ un corpo che ha fame. \/ Fame di corpo.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Senza un ordine preciso, n\u00e9 temporale n\u00e9 tematico, un calderone di tweet seminati tra il 2009 e il 2012, pi\u00f9 qualche inserto improprio \u2013 cio\u00e8 fuori da Twitter \u2013 del 2013. Scongiurando di accumularne di nuovi. C\u2019\u00e8, ci deve essere, in un traduttore una vena di masochismo, accanto a una pi\u00f9 o meno marcata e palese misantropia. \u00c8 un fatto: devi spegnere la tua voce, ammesso che ne abbia una, e tappare anche occhi e orecchi, se e quando vuoi tradurre con intensit\u00e0. Presenti gli ebrei al Muro del Pianto? 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